marzo 31, 2015 | by Emilia Filocamo
“La libertà di espressione deve finire nel momento in cui si intacca la libertà dell’altro”. Dal team di Uno Mattina colloquio con la giornalista ed inviata Margherita Basso

Molto spesso mi capita di iniziare le mie interviste partendo da lontano, ed in quel lontano rientra un periodo fondamentale, quello dell’infanzia. È come se volessi cercare, indagando in maniera del tutto genuina nella vita degli artisti che “scandaglio” benevolmente con l’aiuto delle parole, la radice misteriosa di un determinato talento, una specie di curioso, magico asterisco piazzato dal destino, una sorta di nota bene sulla vita del personaggio in questione, arrivando così a dedurne successi, difficoltà, incontri e conseguenze. Con Margherita Basso, bellissima giornalista ed inviata del programma di successo Uno Mattina, è accaduto proprio questo: la mia prima domanda si è focalizzata sui suoi sogni da bambina, insomma su quel seme che ha maturato in una persona così giovane ma determinata, la fioritura di certe scelte, segnandone in maniera indelebile il percorso. Ognuno di noi è cresciuto portandosi dentro annodati un sogno o un’aspirazione, per quanto folli o strambe potessero essere. E forse è nel modo di piegare quel sogno e di plasmarlo ai proprio bisogni, che risiede la ragione di un desiderio che diventa professione, di una passione che si fa quotidianità. E Margherita Basso me ne offre la conferma.

Cosa sognava Margherita Basso da bambina? Volevi già fare la giornalista o anche tu, come tutte, sei passata attraverso diverse fasi “principessa, astronauta, ballerina… Diciamo che sono sempre stata attratta, sin da quando ero molto piccola, dal mondo della televisione, del cinema, del teatro, in una parola dello “spettacolo”. Ma alla fatidica domanda del “Cosa vuoi fare da grande”?, la risposta era una sola: “La cantante”. Peccato che fossi stonata come una campana. Ma la passione per la musica leggera non mi ha mai abbandonata. Fortunatamente mi limito a cantare sotto la doccia o al massimo, in auto mentre guido. In solitudine. 

Cosa ti affascina del tuo mestiere e ti rende entusiasta e quali sono state, se ci sono state, le circostanze nelle quali hai pensato di mollare tutto? Del mio lavoro amo ogni singolo aspetto. Conoscere persone assai diverse tra loro, girare posti incantevoli, viaggiare lungo la nostra meravigliosa penisola e approfondire argomenti di ogni genere. Sono una ragazza per natura molto curiosa e questo mestiere è davvero il massimo da questo punto di vista. Non ho mai pensato, nel corso della mia carriera, di mollare, nemmeno una volta. È un lavoro, il mio, che richiede una serie di sacrifici, che ti porta molto lontano dal vecchio concetto di “posto fisso” ma che ti ripaga in termini di soddisfazioni personali e professionali in maniera totalizzante. Non lo cambierei per nessuna cosa al mondo.

Ci parli di Uno Mattina, di come ti trovi con il gruppo di lavoro di questa trasmissione che va avanti con successo da anni? Nel gruppo di Uno Mattina, soprattutto nell’edizione di quest’anno mi trovo straordinariamente bene. Io sono nel team degli spettacoli, mi occupo di cinema, fiction, programmi televisivi, interviste a personaggi famosi, insomma la mia passione. Siamo un gruppo molto compatto e devo dire che nel nostro ambiente è molto raro trovare questo tipo di armonia tra colleghi. Se qualcuno di noi ha un problema, viene sostituito ed aiutato. Credo che questo accada soprattutto quando si ha la fortuna di svolgere un lavoro che appassioni e credo fermamente che il successo che Uno Mattina continua a riscontrare negli anni sia dovuto anche a forme di collaborazione come questa.

Cosa ti piace del giornalismo di oggi e cosa proprio non ti piace? Del giornalismo mi piace molto avere la possibilità di essere liberi di esprimersi, o almeno così dovrebbe essere, senza censure e nella massima libertà. Ogni società civile denuncia e condanna ogni tipo di censura. Per questo i tragici fatti di Charlie Hebdo di gennaio assumono una gravità senza precedenti. Ciò che invece non sopporto, ma che per fortuna riscontro solo in un certo tipo di “giornalismo”, ammesso che possa definirsi tale, è la speculazione assoluta sul dolore della gente. Esistono trasmissioni televisive in cui per raggiungere un punto in più di share calpestano la deontologia del giornalismo più basico, più civile. Ecco in questo modo di fare davvero non mi riconosco. La libertà di espressione finisce, deve finire, laddove si comincia a calpestare la dignità dell’altro.

Quanto ha contato per te la bellezza? È stata più spesso un biglietto da visita necessario o magari anche un incentivo a voler dimostrare di più, di essere non solo un bel viso ma anche una persona di talento? Per me la bellezza ha contato forse all’inizio, quando mi sono affacciata al mondo della tv. Le mie prime esperienze televisive, che risalgono al 1998, sono state infatti da indossatrice nei programmi di punta Rai e Mediaset. Sicuramente il mio aspetto fisico mi ha consentito di avvicinarmi ad un mondo con il quale probabilmente non sarei entrata in contatto, ma a lungo andare posso dire che sia solo una faccia della medaglia. Se si è incapaci di stare davanti ad una telecamera, di parlare, di essere spigliati, si può essere anche Miss Mondo, ma non basta. Il talento si acquisisce con la passione, con la perseveranza e con lo studio, oltre che con l’esperienza. Sicuramente in una società come la nostra è facile che una bella donna possa essere considerata solo una bella donna, senza talento, ma alla  lunga i nodi vengono al pettine e il telespettatore è perfettamente in grado di valutare le doti artistiche di una conduttrice, di una giornalista o di una inviata.

C’è qualche giornalista o collega a cui ti ispiri? In realtà non c’è nessun modello in particolare. Credo che ognuno debba distinguersi ed avere un proprio stile, altrimenti si rischia di cadere nella più totale omologazione. Questo non significa che nel nostro paese non ci siano dei giornalisti validissimi. Anzi…

Il lavoro dell’inviata credo sia esaltante e permetta anche di confrontarsi con realtà diverse di volta in volta: c’è un giorno in particolare o un servizio che ricordi con maggiore affetto, una sorta di momento indimenticabile? Sicuramente il lavoro dell’inviata è un lavoro meraviglioso che ti consente di aprirti al mondo e agli altri. Sono legata per un motivo o per l’altro a tutti i servizi che ho girato in questi anni. Quando torno da una trasferta porto con me un bagaglio di ricordi e di esperienze che custodisco gelosamente. Se poi parliamo di interviste quelle che mi sono rimaste maggiormente nel cuore sono l’intervista a Mogol e al mio mito musicale Claudio Baglioni.

Sei mai scesa a compromessi per il tuo lavoro? Sono una persona che è cresciuta in una famiglia che mi ha trasmesso dei valori molto solidi per cui non ho mai sognato nemmeno lontanamente di scendere a compromessi con nessuno. Ho fatto tutta la gavetta possibile immaginabile e se sono arrivata a lavorare, ormai da diversi anni a Rai Uno, lo devo solo alla mia caparbietà e alla mia tenacia, oltre che alla lungimiranza di chi ha saputo credere in me che ad oggi ringrazio ancora infinitamente.

Una rubrica o un servizio che ti piacerebbe curare, qualcosa che resta un po’ come il tuo sogno nel cassetto? Presentare un programma per bambini. Questo è un mio piccolo sogno nel cassetto. 

Cosa ti aspetta professionalmente, quali sono i tuoi prossimi progetti? Nel nostro settore si naviga a vista. Intanto voglio continuare a lavorare come inviata per Uno Mattina e come collaboratore ai testi per la parte in studio, ho ancora così tante cose da girare. Poi spero di arricchire il mio curriculum con delle nuove esperienze professionali di conduzione, ma di questo preferisco non parlare, a volte serve una buona dose di scaramanzia.

Da inviata e giornalista, faresti una dedica al Ravello Festival? Auguro al Ravello Festival di continuare a godere del successo straordinario che ha raggiunto in questi ultimi anni e di continuare soprattutto nella valorizzazione di un territorio stupendo come quello campano in generale e di Ravello città in particolare. L’ultima volta che sono stata a Ravello mi sono innamorata letteralmente di questo gioiello del Mediterraneo.

Quali sono i tuoi hobby fuori dal lavoro, chi è Margherita Basso tutti i giorni, cosa ami: non so cucina, sport, musica? Adoro cucinare, trascorrere il mio tempo libero occupandomi dei miei due gatti siamesi che sono la mia vita e poi andare al cinema e a teatro oltre che viaggiare in lungo e in largo, ma questo ho la fortuna di farlo anche grazie al mio lavoro.

Potendo tornare indietro nel tempo, c’è qualcosa che non rifaresti? Non c’è assolutamente nulla che non rifarei. Ogni esperienza di vita, compresi gli errori, fa parte di quel bagaglio che ognuno di noi si porta dietro e spesso è proprio dagli errori che si impara di più. Ognuno di noi ha una propria storia, che ci rende degli esseri unici e irripetibili e proprio per questo estremamente preziosi.

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