giugno 13, 2014 | by Nicola Mansi
La parità di genere nel mondo della musica è un miraggio

Un’inchiesta del mensile “Classic Voice” fotografa la disparità di genere nei ruoli dirigenziali delle istituzioni liriche e sinfoniche. E anche l’Europa musicale è “maschilista”.
Se l’indice di uguaglianza stilato dall’European Gender Institute (dove 100 corrisponde all’uguaglianza totale) dato all’Italia è di 40, all’Opera l’Italia sta decisamente peggio in fatto di parità di genere. Lo dice un’inchiesta del mensile Classic Voice”, in edicola dal 12 giugno, che – prendendo spunto dal cartellone del Festival di Macerata 2014 intitolato “L’opera è donna” – ha raccolto ed elaborato dati sull’effettivo potere delle donne nella lirica e nella musica classica in generale, al di là del loro carisma sul palcoscenico.
Secondo questi dati nelle Fondazioni liriche italiane le donne ricoprono solo il 3,9% dei ruoli dirigenziali (sovrintendente, direttore artistico, direttori generali o amministrativi, direttori musicali, di coro, direttori tecnici o degli allestimenti). In Europa, nei 120 posti dirigenziali dei principali teatri d’opera considerati, la percentuale sale al 10%. Decisamente peggio, dunque, della presenza femminile con qualifiche dirigenziali in aziende del settore privato (13% in Italia e 29% in Europa). Va meglio nei teatri di tradizione italiani, diffusi nelle città medie o medio piccole, con il 20,2 % di donne, ma circa l’80% di uomini nelle stesse posizioni di comando.
Stesse disparità nella sinfonica con solo 2 donne dirigenti nelle grandi orchestre italiane (sovrintendenti, direttori generali, direttori artistici e musicali) e il 10,4% nelle Istituzioni concertistico orchestrali a dimensione regionale. In questo ambito l’Europa va peggio, destinando alle donne solo il 7,5% degli 80 ruoli guida nelle principali orchestre europee.
Venendo alla presenza nei ruoli artistici, nel corso degli ultimi dieci anni il tasso di presenza femminile secondo “Classic Voice” è addirittura peggiorato: dal 2000 al 2012 le donne direttrici d’orchestra impegnate nei teatri d’opera italiani (fondazioni liriche più teatri di tradizione) sono passate dal 4,2% dell’intero parco direttoriale all’1,8%, le registe dal 17,5% al 13% e le compositrici, che non erano presenti nell’anno 2000, hanno rappresentato il 4,7% degli autori dei nuovi titoli d’opera programmati nel 2012.
Passando alle orchestre italiane la presenza femminile si assesta intorno al 20% (21,4% di donne nell’orchestra del Maggio musicale fiorentino, 22,9% in quella di Santa Cecilia, 23,2% alla Scala). In Europa si registrano ancora casi di spiccato “maschilismo” tra le file dei Berliner Philharmoniker e dei Wiener: in queste orchestre le donne rappresentano solo, rispettivamente, il 15% e il 6,5%.

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