agosto 11, 2015 | by redazione
La pioggia non ferma l’InCanto dell’alba

di Daniele Dipino – Neanche il maltempo è riuscito a fermare l’incanto dell’Alba. A causa delle condizioni meteorologiche avverse, il tradizionale concerto che segna il passaggio della notte del 10 e 11 agosto si è trasferito dal celebre palco del Belvedere di Villa Rufolo all’interno dell’Auditorium Oscar Niemeyer.

Mai si era verificato, dal 1999, che l’evento clou del Ravello Festival non si svolgesse nella storica location ma nonostante ciò, non sono mancate le sorprese e le emozioni.

La troupe di registi dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, guidata da Stefano Incerti, ha ripreso, in tempo reale, il profilo della Costiera per tutta la durata del concerto proiettandolo sulla volta dell’Auditorium alle spalle dell’orchestra e ricreando virtualmente le atmosfere del tradizionale concerto della notte di San Lorenzo. Un’alba sorprendente, come non si era mai vista, che ha meravigliato il numeroso pubblico presente in sala.

Il programma dell’Alba 2015 si è aperto con la prima esecuzione assoluta di “War Silence”, un brano che Cristian Carrara ha composto su commissione del Ravello Festival per celebrare il secolo dall’entrata dell’Italia nella Grande Guerra. A seguire il triplo concerto per pianoforte violino e violoncello di Ludvig Van Beethoven, Pelleas et Melisande di Gabriel Fauré e in chiusura la sinfonia numero 7 in Re minore di Antonin Dvorak.

Il maestro Alvise Casellati, i pianisti Michelangelo Carbonara e Josu De Solaun, il violinista Stefan Tarara, la violoncellista Eun-Sun Hong e l’orchestra Filarmonica La Fenice, dopo circa due ore di spettacolo, sono stati salutati dal pubblico con circa 10 minuti di applausi. A concludere l’insolita ma entusiasmante giornata, l’inevitabile bis, con la Peer Gynt Suite di Edvard Grieg ad accompagnare il sorgere del sole che faceva capolino dai Monti Lattari.

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