luglio 16, 2014 | by Emilia Filocamo
La seduzione per Veruska Puff, la regina del Burlesque italiano

Prima di iniziare questa intervista alla scoperta di un personaggio che sembra essere sbucato fuori da un’epoca passata, come fosse imprigionata in una sorta di universo parallelo, sono costretta ad ammettere la mia scarsa conoscenza   dell’universo affascinante e misterioso del Burlesque. Ma Veruska Puff, modella, ballerina e appunto attrice di Burlesque, mi accompagna in questo mondo   straordinario in un giorno di fine giugno con una delicatezza ed una preparazione uniche. Scopro così una ragazza che alla bellezza, tangibile, ha unito passione e sacrificio, facendosi conoscere anche all’estero ed “insegnando” la seduzione nel talkshow del 2011 in onda su LA 7 ed intitolato La Mala Educaxxxion.

Veruska, cosa è per te la seduzione e cosa non è seducente affatto? «Per me la seduzione è l’arte di mostrare il meglio di noi agli altri con lo scopo di attrarli e di farci apprezzare per quello che siamo: corpo, sguardo, voce, pensieri. Nel gioco della seduzione tutto entra in ballo ma è fondamentale restare se stessi, come in tutte le cose. Trovo invece per nulla seducente la volgarità in ogni sua forma: verbale, fisica. E trovo poco seducenti le banalità. Infatti la seduzione stuzzica la mente ed una cosa che reputo banale non può insinuarsi nei miei pensieri».

Quanto conta per te la bellezza e quanto la bellezza ha influenzato la tua vita e la tua carriera? Voglio dire sarà capitato di aver dovuto considerare la tua bellezza come un limite perché magari hai dovuto dimostrare di essere molto di più che un bel corpo con un bel viso. «La bellezza per me conta parecchio, inutile negarlo, come sarebbe inutile negare che abbia influenzato assai positivamente sia la mia vita che la mia carriera. Per fortuna non ho mai dovuto dimostrare di essere più di un bel corpo, forse perchè sono sempre alla mano, non mi pongo su di un piedistallo. Nel caso in cui la bellezza estetica si accompagna alla cordialità e ad un sorriso sincero non bisogna dimostrare nulla più degli altri».

Hai studiato danza, ma come la tua formazione è evoluta verso il burlesque? Ci racconti i tuoi esordi? «Ho studiato danza classica per 12 anni e posso assicurare che il mio burlesque non potrebbe essere tale se non avessi appreso la disciplina e l’eleganza del balletto. Nei miei show cerco di accennare i passi e le movenze della danza classica che considero molto seducenti. Quando si balla per molti anni, la danza diventa uno stile di vita ed è naturale utilizzare quell’eleganza normalmente in ogni gesto quotidiano, quindi è naturalmente parte integrante dei miei show. I miei esordi sono stati difficili e scoraggianti: non riuscivo ad ottenere gli ingaggi, non ero richiesta, non avevo visibilità ed avevo investito il mio gruzzoletto nei primi costumi di scena, nel materiale pubblicitario e nel marketing sul web, ma la cosa sembrava non funzionare. Col tempo sono arrivati gli ingaggi, anche all’ estero, l’attenzione del pubblico, le soddisfazioni».

Il tuo primo fan, la prima persona che ha creduto in te? «Direi me stessa: ho sempre creduto, dal primo momento, in quello che avevo scelto di fare».

L’incontro che ti ha cambiato la vita? «Deve ancora avvenire, così come il meglio!».

Il burlesque è un’arte. In Italia credi ci sia sufficiente attenzione per questa forma d’arte o ci sono ancora troppi pregiudizi perché possa esplodere come all’estero? «Credo che oggi in Italia il burlesque sia un pochino conosciuto e che la consapevolezza nei suoi confronti stia nascendo. Anzi, sono certa che negli anni se ne parlerà sempre più consapevolmente. Per fortuna la moda del burlesque è passata: quello è stato il periodo peggiore per il burlesque nel belpaese, un periodo in cui si abusava del termine burlesque, tutte facevano burlesque, anche chi non sapeva scriverlo o pronunciarlo. Il paragone con lo strip da night club è sempre dietro l’angolo, sta alle professioniste del genere far capire la differenza ed ai mezzi di comunicazione diffondere il giusto messaggio».

Sei una modella, hai posato per grandi fotografi. Quando ti sei detta: è fatta! «Non l’ho mai detto, neanche una volta. Solo se dovessi riuscire a realizzare almeno uno dei miei obiettivi più ambiziosi pronuncerò questa frase. Ma sono certa che il giorno dopo probabilmente starò già pensando al prossimo traguardo».

Se non fossi un’attrice di Burlesque, saresti? «Probabilmente una scrittrice di romanzi ambientati nella vecchia Hollywood».

Sei molto conosciuta anche all’estero? In che modo la tua carriera si è espansa fuori dall’Italia? «Ho avuto modo di farmi conoscere negli Stati Uniti ed in Europa, ma devo lavorare ancora parecchio per potermi considerare ” molto conosciuta “. Di sicuro il successo riscosso a Cipro mi ha stupita! Tornerò lì a breve per replicare il mio show. La mia carriera fuori dall’ Italia si è espansa grazie al lavoro di modella che ho svolto per il brand italiano di lingerie “The Velvet Room” e grazie ad una importante agenzia britannica che propone i miei show nel mondo».

Il tema del Ravello Festival 2014 è il Sud: ci daresti una tua definizione di sud? «Definisco il Sud un insieme di luoghi, pensieri, azioni, quel qualcosa di remoto, profondo, che va capito e portato alla luce. La verità che si cela dietro a ciò che si vede a primo impatto, il perché delle cose e la loro profondità.

Hai mai avuto dei rimpianti? «Riguarda la scelta dell’università: avrei preferito conseguire una laurea diversa da quella in Scienze della Comunicazione con specializzazione in Comunicazione di Massa. Quale però è un segreto».

Il giorno in cui ti sei detta: basta, mollo tutto. «L’ho detto più volte, ma non ci ho mai creduto davvero. Lo sconforto per alcune brutte esperienze dura poco, subentra subito la voglia di andare avanti nel migliore dei modi».

La parte più bella e quella più complessa del tuo lavoro? «La parte più bella è poter presentare al pubblico uno show curato da me sotto ogni aspetto: è una bella soddisfazione vedere una propria idea prendere vita. La parte più complessa è quella legata agli ingaggi: periodi morti si contrappongono a periodi pieni in cui il dono dell’ubiquità farebbe davvero comodo».

Questo tipo di attività, così come la moda, va di pari passo con la bellezza, con l’età ed il passare degli anni è un po’ una sorta di time out. Come ti vedi fra 30 anni? «Nel burlesque la bellezza è relativa, così come l’età, non a caso ci sono performer molto, molto burrose, totalmente fuori dagli stereotipi della bellezza da copertina che riscuotono grande successo, stessa cosa succede ad alcune della vecchia generazione che ancora si esibiscono. Saper sedurre, divertirsi e far divertire è ciò che può farti avere una lunga carriera nel burlesque. Io mi esibirò fino a quando   mi sentirò a mio agio con me stessa, fino a quando riuscirò a trasmettere ciò che sono al mio pubblico, finché il burlesque mi darà emozioni. Tra 30 anni mi vedo come un’arzilla esponente del burlesque che, tra figli e conigli, si aggira in un grande appartamento arredato in stile anni ’30».

I tuoi progetti? «Tra quelli che possono essere rivelati ci sono progetti fotografici di vario tipo, vari show in Italia ed all’ estero, la realizzazione di un nuovo show intitolato “Oh, Miss Puff”, per il quale ho coinvolto una grandissima personalità del burlesque, la conduzione di “Sexyland”, un programma radiofonico che si occuperà di burlesque, seduzione, erotismo e consigli di bellezza e che andrà in onda su Radio Domani».

Cosa pensi un attimo prima di esibirti? «Spero di riuscire a percepire l’energia positiva del pubblico, un elemento essenziale per dare una marcia in più alla performance».

A chi vuoi dire grazie oggi? «Alla mia famiglia che mi ha sempre sostenuta, in particolare a mia madre che segue costantemente la mia carriera, agli amici che hanno messo le loro professionalità al mio servizio, e al burlesque stesso perché mi ha permesso di incontrare persone meravigliose».

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