luglio 16, 2015 | by redazione
La voce di Bobby McFerrin e i Neri per Caso nella notte del Ravello Festival / VIDEO INEDITO

La voce come strumento umano, anzi di più, l’ispirazione musicale e la melodia che sgorgano direttamente dall’individuo senza alcuna mediazione; il suono, insomma, che si fa corpo. Sul Belvedere di Villa Rufolo stasera l’attesissimo arrivo di Bobby McFerrin, voce tra le più belle del jazz contemporaneo capace di modulazioni espressive ricche e sorprendenti, un artista che i generi li ha attraversati quasi tutti dal classico al pop, non facendosi mancare in questo caso il successo internazionale di un pezzo da classifica come “Don’t Worry, Be Happy” nel cui video storico si divertiva con l’attore Robin Williams, sarà impreziosito dall’arrivo sul palco dei “Neri per Caso”, il gruppo di origini salernitane che ha fatto del “canto a cappella” la propria consacrazione aggiornandolo nella dimensione pop e donandogli una veste contemporanea. Due “voci” diverse ma capaci di personalizzare e reinterpretare la propria concezione musicale, insomma, si incontreranno per regalare al pubblico una novità targata Ravello Festival rinnovando una pratica dei concerti di McFerrin che è quella di ospitare sempre nuovi amici.
A poche ore dal suo primo concerto a Ravello McFerrin parla della sua voce, del ruolo che quest’ultima ha nell’era tecnologica, “la voce – sostiene – è lo strumento tecnologico più impressionante e bello, ma allo stesso tempo quello meno tecnologico. Tu senti, avverti quello che vuoi cantare e lo canti; il meccanismo risponde immediatamente, è costruito per farlo. Inoltre puoi rimanere rilassato, senza provare troppo”. Circa il suo approccio alla musica classica o alla musica pop e jazz, non cambia molto quando affronta generi diversi, “l’approccio è sempre lo stesso, ci vuole molta concentrazione per focalizzare l’energia di 200 persone, grande capacità di raccoglimento per suonare con una piccola band come quella con cui ho inciso “SpirityouAll”, grande coraggio per cantare per alcune migliaia di persone. È chiaro che mi adatto alle varie situazioni, ma l’approccio di base è sempre lo stesso. Cerco di trasmettere a ciascuno la gioia e la libertà, e la consapevolezza che sento sempre di più quando faccio musica”. Circa il successo raggiunto con il brano “Don’t Worry, Be Happy”, aggiunge che non se lo sarebbe mai aspettato, “fu uno shock. Quando scrissi e registrai il brano stavo facendo quello che ho sempre fatto e che ancora faccio ogni giorno, sperimentare la mia voce e le sue capacità. Impossibile immaginare di fare musica senza improvvisare”.

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