giugno 15, 2015 | by Emilia Filocamo
“L’atletica è la mia prima passione ma amo cimentarmi in nuove sfide”. A tu per tu con l’attore atleta Gianluca Tamberi, Mister Italia 2012

C’è stata una frase che nell’intervista a Gianluca Tamberi, atleta, Mister Italia 2012 ed attore, mi ha colpito più di tutte le altre. Ed è stato quando mi ha rivelato che nel momento in cui ha consapevolezza di non essere bravo o capace in qualcosa, quella debolezza, quella sorta di neo, di ombra, ecco che diventano la sua forza. Mi ha sorpresa e, poi, rileggendo a ritroso le sue risposte, annotate velocemente e figlie del suo flusso di pensieri, di coscienza e di ricordi, ho capito che, effettivamente, ogni piccolo tallone di Achille di questo ragazzo esteticamente perfetto ma, nel contempo, capace di glissare sulla sua esteriorità in nome di altre certezze, ogni paura, dalla più comune a quella più personale, sono diventate delle battaglie da combattere e, soprattutto, vincere. È stato così quando ha capito di poter essere altro, altro da quel ragazzo impacciato ed in sovrappeso contraddistinto da una connaturale timidezza, altro dal suo terrore di affrontare le altezze. Così mi sono imbattuta in una persona non piena di se, cosa che di primo acchito poteva farlo apparire distante o superbo, ma in un ragazzo pieno di voglia di farcela, di un uomo coraggioso, che ha fatto dei propri momenti di debolezza uno sprone a reinventarsi e, di volta in volta, a scoprirsi più forte.

Gianluca, quando esattamente hai capito di essere bello? Insomma quando c’è stata una presa di coscienza di quello che potevi essere e diventare? Sai, hai usato un’espressione giusta, importante: prendere coscienza. Io ero molto diverso da come appaio oggi, ero il classico ragazzo grassottello, poco curato non solo da un punto di vista estetico ma anche dal punto di vista del look, timido. Poi un amico, una persona che ho conosciuto, mi ha avvicinato al mondo dei locali, dai locali sono arrivate le prime sfilate e così ho scoperto che quel mondo mi piaceva, mi incuriosiva. Sono dimagrito. E sono cambiato completamente. Sicuramente la bellezza è un dato con cui si nasce, ma la si può anche coltivare, basta avere attenzione per se stessi. Il 2012 è stato l’anno del cambiamento: da un punto di vista sportivo vivevo un momento di stallo, e quindi mi sono reso conto che dovevo trovare un equilibrio tutto mio, qualcosa al di fuori che mi facesse sentire completo, altrimenti rischiavo davvero di perdermi. È stato anche il periodo in cui ho lasciato l’Università, studiavo ingegneria informatica, perché sentivo dentro di me forte la necessità di cambiare. Mi sono iscritto al concorso di Mister Italia, allora mi piaceva una ragazza che faceva le selezioni di un concorso parallelo a Miss Italia, Miss Grand Prix. Così, casualmente, tutto è cominciato. Anche la vittoria nel 2012 a Mister Italia. Ero curioso di vedermi su uno schermo e, forte di questo, mi sono trasferito a Roma dove ho frequentato l’Accademia e dove in due anni mi sono diplomato. Poi ho capito che lo studio non bastava e così mi sono rivolto ad un agente.

Quando ti guardi allo specchio cosa vedi: un atleta, un attore o un modello? Ti dirò che vedo il concorso di più elementi, nel teatro ho riportato strumenti di potenza utilizzati in gara e la preparazione fisica mi serve comunque tanto anche in un servizio fotografico. Sono nel gruppo sportivo delle Fiamme Gialle da diversi anni, ho fatto ben 8 nazionali e questo è prevalentemente il mio lavoro. Dopo il periodo di cui ti parlavo, in cui agonisticamente ho avuto uno stallo, adesso sento che sto tornando verso l’alto, ho appena fatto una gara che è andata molto bene. Questa apertura di orizzonti mi ha aiutato tanto.

Cosa ti aspetta a livello agonistico e come attore? Ho due progetti per quanto riguarda l’ambito televisivo, ma sono ancora in fieri e quindi non posso e non voglio anticipare nulla per scaramanzia. Poi per adesso guardo alla mia stagione atletica, a giugno comincerò con le gare importanti e devo concentrarmi su quello: spero di poter fare una bella stagione, perché un ottimo risultato lì, mi darebbe la forza necessaria ad andare bene anche negli altri progetti.

Le tue passioni al di fuori dello sport e del lavoro? Sono un grande appassionato di sfide, quando riconosco di non essere bravo in qualcosa, ecco che quella diventa la mia sfida, diventa la mia forza. Fino a 4 anni fa soffrivo di vertigini, in quest’anno sono riuscito a fare bungee jumping e a prendere il brevetto di paracadutista. Adoro il contatto con la natura, infatti mi piace fare immersioni e pesca subacquea, adoro arrampicarmi ed essendo di Ancona, non lontano dalla quale ci sono le splendide grotte di Frasassi, ho un desiderio ancora da realizzare. Alle grotte di Frasassi ci sono due percorsi, uno turistico e l’altro speleologico, ecco vorrei provare quest’esperienza.

Ai due opposti insomma: verso il cielo e verso il cuore della terra? Sì, proprio così!

E che tipo di spettatore è Gianluca Tamberi? Sono molto critico, mi piace calarmi nel personaggio che vedo e questo approccio aumenta il mio indice di critica. Non guardo tante cose, non amo la tv spazzatura, non amo i programmi di intrattenimento fini a se stessi, non sono prodotti per me. Adoro il cinema d’annata americano, quello degli anni ’70 ed ’80, adoro Kubrick, Scorsese e ho una passione per Elio Germano, un talento puro. Fra l’altro ho anche saputo che abbiamo frequentato la stessa scuola di recitazione. È il mio modello. E poi mi piacciono attori di grande spessore, come Carlo Delle Piane.

Ti hanno mai proposto un reality show? Sì, in passato mi è stato proposto, ma l’impegno non poteva essere conciliato con la mia attività sportiva. Quindi ho dovuto dire di no, ma credo che se me lo riproponessero accetterei di corsa, potrebbe essere divertente, oltre che una bella opportunità.

Hai mai dei rimpianti? C’è qualcosa che cambieresti se potessi tornare indietro? Tornando indietro, forse si. Ma sai, guardando adesso al passato, con il senno di poi e da adulto, mi rendo conto di aver fatto tante scelte con impulsività, sull’onda del momento, scelte per le quali forse non ero nemmeno pronto. Questo si mi ha portato ad un momento difficile nello sport. Ecco, se avessi l’opportunità di parlare con il me di 16 anni, adesso potrei dargli tanti consigli. Anzi, ti dirò che in questo periodo mi sto allenando in ginnastica attrezzistica con un ragazzino di 10 anni e gli trovo tanti dei miei difetti di allora. La sua timidezza nell’avvicinare le ragazze, il fatto di essere impacciato, magari un po’ grassottello. Ed è bellissimo potergli dare dei consigli, mi sembra di rivedermi.

Io e Gianluca Tamberi ci salutiamo con questa immagine. Deve essere bello confrontarsi con un altro se, individuare in una persona più giovane e ancora tutta da plasmare quello che andava corretto di se stessi. È il senso del tempo, credo, e del diventare adulti. Gianluca lo ha fatto: lui è l’uomo del cielo. E del cuore della terra. Il ragazzo che prende la paura alla gola e la trasforma in vittoria.

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