dicembre 10, 2015 | by Emilia Filocamo
L’esclusivo racconto di Luca Avallone dal set di Un’Altra Vita al teatro con il Coriolano, vincitore del Premio Attilio Corsini

Ci sono percorsi che non sono facilmente scrutabili, accezioni con cui va indicata e nominata la categoria “destino” che seguono direzioni intricate, spesso complesse, talvolta fatte di lunghe attese, di promesse magari non mantenute, di telefoni che non squillano, di provini che dilatano il tempo febbricitante e compulsivo di un “si” o di un “no”. Esistono disegni che hanno un contorno preciso, per quanto ogni tratto sembri stranamente sfumato e difficile da individuare, e sono questi disegni che si tramutano in vita, personale ed artistica, in carriera, in successo, ma soprattutto nel termine che li comprende tutti includendo anche una buona, necessaria dose di contributo personale, la soddisfazione. Non ho il volto dell’attore Luca Avallone di fronte a me, ci parliamo al telefono ma credo di intuire, lo intuisco effettivamente già dal suo modo di parlarmi, che nei suoi occhi ci sia qualcosa di più di tutte le attese e di tutti i sacrifici fatti, credo ci sia quella luce che si chiama riconoscimento del proprio talento, dei propri sforzi, in un unico termine, ancora una volta, appunto la parola soddisfazione. Perché Luca Avallone, il Riccardo di Un’altra vita, il Casanova in mimetica che sconvolge la vita di Margherita, alias Ludovica Bizzaglia, è fra gli attori premiati il 9 dicembre al Campidoglio con l’Oscar dei Giovani 2015. Non ho il volto di Luca davanti, ma vedo dietro di lui mille cose: ci sono Roma, le sue vie trafficate, spesso troppo, ci sono gli spostamenti difficili da una parte all’altra della città eterna per fare un provino o semplicemente per raggiungere gli amici, ci sono le ore di studio e quelle di attesa. E c’è, finalmente, il meritato riconoscimento.

Luca, puoi parlarci di questo premio? È una premiazione che si è tenuta in Campidoglio, nella Sala della Promoteca alle ore 17 del 9 dicembre in occasione della 45° Edizione della “Giornata D’Europa” alla presenza di autorità dello Stato e di esponenti della Stampa e della Cultura. L’Oscar dei giovani 2015 è rivolto a tutti i giovani attori sulla base della breve carriera fatta ed è uno sprone sensazionale ed un augurio incredibile anche per il futuro.

Come e quando hai accolto la notizia? È accaduto circa un mese fa, ma per scaramanzia, sono sincero, non ho voluto divulgare la notizia prima di questa intervista.

Cosa ti è accaduto professionalmente dopo il successo di Un’Altra Vita? Cosa è cambiato nel tuo percorso di artista? Il ruolo di Riccardo mi ha dato certo grande popolarità che per adesso si è tradotta in un anno intensissimo a teatro: da settembre scorso fino all’11 dicembre ho portato in scena ben 7 spettacoli in giro per l’Italia e la soddisfazione più grande è stata il Coriolano. Coriolano ha vinto al Teatro Vittoria il premio Attilio Corsini e a maggio saremo ospiti della stagione del Teatro Vittoria, erano stati selezionati 4 spettacoli teatrali, Coriolano è fra questi, il giudizio è stato formulato anche da una giuria tecnica, oltre al pubblico. Abbiamo vinto e sono soddisfattissimo. Ovviamente non ho abbandonato la tv, sto facendo molti provini, aspettando l’occasione giusta.

Ti vedremo comunque in futuro al cinema o in tv? Ci sono in cantiere dei cortometraggi che parteciperanno a diversi festival e quasi sicuramente, sempre a maggio, girerò il mio primo film per il cinema; intanto faccio provini su provini, e aspetto.

Sei ancora in contatto con il cast di Un’altra vita e come hai giudicato la chiusura di questa serie? Sì, sono ancora in contatto con il cast, soprattutto con Ludovica Bizzaglia, con lei ci sentiamo spesso anche se gli impegni reciproci impediscono spesso di vederci. Ho vissuto la chiusura della serie più da spettatore che da addetto ai lavori, mi spiace perché ha avuto tanto successo, mi spiace perché la storia e i personaggi meritavano di essere ancora sviluppati, tuttavia auguro a quella che è stata già battezzata “Un’Altra Vita 2” con un cast tutto nuovo, che abbia successo.

Luca Avallone ed il Ravello Festival: vuoi provare a suggerire il tema per la prossima edizione? Penso al cambiamento inteso come volontà di cambiare, la volontà è fondamentale se vuoi ottenere ciò che desideri e per arrivare a questo non è necessario calpestare gli altri. È un po’ come nel nostro mestiere, spesso siamo giudicati cinici, spietati ma si può anche portare avanti i propri progetti senza sgomitare e fare del male agli altri.

Il consiglio che dai più spesso a te stesso? È lo stesso che di solito mi danno gli altri, di rilassarmi, di stare sereno per poter affrontare con la massima lucidità le difficoltà che a volte possono presentarsi lungo il percorso.  

Non ho Luca Avallone di fronte a me, posso averne percepito qualche scintilla di emozione, come è giusto che sia per un artista della sua età, per un artista di talento. Provo ad immaginarmi il suo 9 dicembre e quello che si agiterà fra i suoi riccioli ed il cuore. Credo indosserà il sorriso di chi ha vinto non solo in quel giorno, non solo il 9 dicembre, ma molto prima.

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