aprile 23, 2014 | by redazione
Lettera di Secondo Amalfitano, SG della Fondazione Ravello, al Corriere del Mezzogiorno

Gentile Direttore
Antonio Polito

Relativamente all’articolo pubblicato su corrieredelmezzogiorno.corriere.it dal titolo: “Fondazione Ravello, selezione personale: nel primo gruppo il figlio del segretario”, mi permetto di esternare alcune considerazioni, e rivolgerle qualche domanda, da Segretario Generale della Fondazione Ravello e da “padre”.

Per la prima volta dopo 12 anni dalla sua costituzione, Fondazione Ravello ha avviato la scelta dei suoi collaboratori stagionali, incluso il personale per il servizio accoglienza, attraverso un bando pubblico. Una commissione, della quale non faccio parte, si è occupata di stilare una graduatoria, dalla quale saranno chiamati circa 30 giovani a prestare alcune ore di lavoro nel corso degli eventi che la Fondazione organizza. Quelli maggiormente impegnati, dopo diversi mesi di “lavoretti”, avranno realizzato un migliaio di euro. I Segretari Generali che si sono susseguiti nell’incarico, sin dalla costituzione della Fondazione me compreso ovviamente, non si sono mai cimentati nella “chiamata” dei giovani lavoratori, lasciando che i responsabili del servizio accoglienza si cimentassero nell’esercizio di telefonare per verificare se, fra partite di calcio, impegni di fidanzati, compleanni e feste varie, i giovani fossero disponibili a “lavorare” qualche ora per assicurare il servizio agli eventi.
Orbene si da il caso che tal Eugenio, incidentalmente mio figlio e quindi Amalfitano, presentasse regolare domanda dopo che, per i primi quattro anni di esistenza della Fondazione, aveva svolto le mansioni di “facchino”, grazie ai quali aveva maturato la promozione e i galloni di steward ininterrottamente per i successivi otto anni.
La Commissione che si è occupata della procedura di selezione, come ben si può evincere dal verbale allegato, ha avuto l’ardire e l’impudenza di applicare, per tutti i partecipanti, i principi meritocratici della conoscenza, dell’esperienza e della competenza professionale, dopodiché, non rilevando differenza alcuna la posizione dei singoli nell’ambito dei primi due gruppi della graduatoria, né ai fini della quantità del lavoro, né tanto meno ai fini della opportunità di lavoro, si sono permessi di scomodare il principio dell’ordine alfabetico prima ancora di conoscere i nomi dei partecipanti.
Le chiedo, in coscienza, secondo lei, doveva intervenire il “padre” prima, inibendo al figlio dopo 12 anni di lavoro in regime di semivolontariato (come tantissimi giovani di Ravello) di presentare domanda? O doveva intervenire il Segretario della Fondazione dopo, epurandolo d’imperio dalla graduatoria per un peccato originale non suo ma del padre? Le chiedo ancora, cosa c’è di “inopportuno” in questa vicenda? Le sarei infinitamente grato se, prima ancora di pubblicare questo mio scritto con enfasi almeno pari all’articolo richiamato, vorrà avere l’amabilità di rispondermi. Non lo chiedo all’articolista magari compulsato da qualche sgrammaticato e incomprensibile “pubblicista” costierasco, lo chiedo a lei Direttore Polito, alla sua riconosciuta onestà intellettuale, anche quale ex sindaco al quale ha concesso diverse volte il piacere di dialogare nella meravigliosa piazza di Ravello.
Mi permetta in chiusura di affermare, con cognizione di causa e piena scienza e coscienza, che di inopportuno in questa vicenda c’è solo l’articolo pubblicato in tutta la sua sgradevolezza di forma e contenuto. E’ proprio così difficile fare del buon giornalismo? E’ proprio così necessario e irrinunciabile spargere ombre, veleni e fango sulle persone? Questo non è giornalismo è barbarie.
Auguri di buon lavoro Direttore, credo che ne abbia davvero bisogno.
Con immutata stima.

Secondo Amalfitano
Padre e Segretario Generale della Fondazione Ravello

++++

Prot. n. 523/FR
12.04.2014

Oggetto: Verbale di commissione per la selezione del personale di accoglienza per il “Progetto Ravello”

La Commissione, composta da:

1. Dott. Stefano Valanzuolo
2. Dott.ssa Monia Belloro
3. Sig. Pierluigi Buonocore

riunitasi il giorno 12 aprile 2014 alle ore 16.00, condivide preliminarmente alcuni principi di carattere generale che possano determinare le scelte e limitare al massimo la discrezionalità delle stesse, puntando esclusivamente al soddisfacimento delle necessità della Fondazione.
Dopo ampia discussione, e prima di prendere visione delle domande pervenute, la Commissione, tenuto conto della tipologia di lavoro richiesto, “precario” nella misura in cui risulti legato esclusivamente al tempo necessario per lo svolgimento degli eventi programmati, e considerato che in genere il numero preciso di persone da utilizzare per ciascun evento sia determinabile solo a ridosso dello svolgimento dello stesso in funzione dei biglietti venduti e della probabile affluenza di pubblico, ritiene che sia di fondamentale importanza il poter disporre di persone che abbiamo sufficiente ed idonea conoscenza dei luoghi, delle modalità di svolgimento degli eventi, della estrema eterogeneità del pubblico, e delle varie criticità che possano manifestarsi prima, durante, e dopo lo spettacolo, e pertanto decide di dare priorità a tutti coloro i quali abbiano già svolto identica mansione nelle passate edizioni del Ravello Festival.
Ritiene anche di dover selezionare, in questo lotto di candidati già rodati, due gruppi distinti: il primo, da utilizzare con maggiore assiduità e costanza, sarà formato dai candidati più esperti e che abbiano svolto mansioni più specifiche con maggiore regolarità; il secondo da tutti quei candidati che, comunque, abbiano già maturato esperienza specifica.
Per l’elencazione di tali gruppi, si procederà in ordine alfabetico.
La Commissione decide, altresì, di selezionare un terzo gruppo da utilizzare in caso di bisogno straordinario e saltuariamente, per dare la possibilità al maggior numero di candidati di partecipare comunque, sia pure in ruoli e in misura diversi, così da crescere e acquisire esperienza utile per le future edizioni. Nell’ambito di tale gruppo, si decide di dare priorità ai più giovani e quindi ai residenti a Ravello e dintorni per mera comodità di convocazione in tempi ristretti.
Per l’elencazione di tale gruppo, si procederà in ordine di età crescente.
Si procede quindi all’esame delle domande pervenute

DETERMINA
Segue elenchi pubblicati sul sito della Fondazione
Del che è verbale
Ravello, 12 aprile 2014

Firmato, Stefano Valanzuolo, Monia Belloro, Pierluigi Buonocore

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