maggio 6, 2014 | by redazione
L’orgoglio (ravellese) ritrovato nei giardini di Klingsor

Nicola Amatodi Nicola Amato* – Che Villa Rufolo rappresentasse il fiore all’occhiello di Ravello non è mai stato un mistero, ma che al di là degli scenari unici che l’hanno resa famosa nascondesse anche un’anima, lo sapevano in pochi.
Lo spettacolo “VILLA RUFOLO MILLE ANNI DI MAGIA”, coniugando sapientemente  in un intreccio ideale storia, cultura e tecnologia, ha saputo rappresentare  in maniera tangibile la vera essenza del monumento.
Mille anni di storia raccontati in breve da un brillante padrone di casa, Lorenzo Rufolo, figura evanescente ma al tempo stessa affascinante, che dopo i consueti convenevoli, passo dopo passo accompagna lo spettatore attento in un viaggio nel passato, fatto di storie, miti, leggende e nomi illustri che hanno dato lustro alla Villa, ma che soprattutto hanno attinto a piene mani da quell’eccezionale scrigno emozionale.
Uno scrigno emozionale ove è contenuta la preziosa essenza originale della Villa e il vero spirito di Ravello, la cui chiave, col passare del tempo, era andata persa e che grazie alla genialità delle proiezioni mappate è stata ritrovata e riconsegnata a noi Ravellesi.
E’ stata una sorpresa gradita e un grande regalo, perché oggi più che mai abbiamo bisogno di emozioni positive, di quelle che accendono lo spirito e riportano la mente al passato ove vanno ricercate le radici dell’attualità per un nuovo slancio verso i millenni futuri.
Lorenzo Rufolo ci ha restituito il sano orgoglio della ravellesità, oggi un pò spento, ospitandoci nella sua casa vista tante volte ma mai con questo spirito.
Va pertanto gratificato chi, in situazioni difficili come quella che tutti viviamo oggi, procurandosi gli opportuni mezzi (la cultura non ha prezzo!), ma soprattutto con l’ottimismo della volontà, ha promosso e realizzato questo evento storico, artistico, ma soprattutto culturale: perché Ravello è soprattutto cultura e la cultura, al pari del turismo, va sollecitata, quale elemento di sviluppo e progresso, in particolar modo nella nostra Ravello che non a caso ha partorito tanti e tanti giovani sensibili al fascino della storia dell’arte e della cultura.
Ci mancherà Lorenzo Rufolo, ma grazie a lui abbiamo acquisito la consapevolezza dell’immensa fortuna di appartenere a questi luoghi e l’auspicio è che grazie all’inventiva, all’impegno e all’ottimismo della volontà da parte di persone indubbiamente capaci e lungimiranti, in un Progetto Ravello allargato, si possano offrire ai nostri giovani opportunità concrete di restare a Ravello per contribuire fattivamente alla valorizzazione di questo inestimabile patrimonio.

*dirigente Comune di Ravello

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