aprile 23, 2015 | by Emilia Filocamo
Ludovico Vitrano, protagonista di Una casa nel cuore “Dopo la fiction con Raul Bova potrei anche abbandonare le scene”

È una breve, intensa, chiara discesa nella perturbabilità della fortuna e del destino questa intervista all’attore Ludovico Vitrano, protagonista il 6 aprile su Rai1 del film tv Una casa nel cuore con Cristiana Capotondi. È una delicata e sferzante toccata e fuga sulla capacità, anzi sull’abilità  della vita di mettere in conto senza preavviso e senza un ordine preciso, ma casuale come una tempesta che interrompe il protrarsi normale di una stagione, mutamenti, alternanza di situazioni, caducità di certezze e posizioni. Ma è anche la storia di una passione, quella di Ludovico Vitrano  per il proprio mestiere di attore, che, per quanto venga giustamente posposta agli affetti del cuore e successivamente ammantata di un sapore dolce amaro che lascerebbe presupporre un addio alle scene, si traduce poi in una riflessione acuta e momentanea, magari dettata dalla stanchezza di chi, recitando, si da totalmente e senza sconti. La paragono ad una sorta di pausa che, come in musica, non significa fine, ma solo respiro. Come sono pause quelle nuvole che, d’improvviso, ammutoliscono il sole senza vincerlo.

Ludovico, puoi parlarci del tuo ruolo nel film Una Casa nel cuore accanto a Cristiana Capotondi? Nel film tv Una casa nel cuore, ho interpretato il marito di Anna (Cristiana Capotondi) che, a causa dei debiti, è costretto a scappare per poi essere arrestato. Per ottenere il ruolo, ho fatto 3 provini e poi sono stato scelto.

Il timore di un cambio di rotta della fortuna, di un destino crudele che si abbatte e toglie tutto, materialmente ed affettivamente, è un pensiero che, da artista, ti sfiora, ti perseguita o è lungi dal tuo modo di essere e vivere il tuo mestiere di attore? Il mestiere dell’attore non è affatto semplice, i cambi di rotta li ho sempre vissuti come un passaggio necessario. Ma se saputi capire, e soprattutto se metabolizzati, possono aiutarti a crescere soprattutto umanamente.

Quale messaggio speri che Una casa nel cuore abbia lasciato nei telespettatori? Il messaggio credo sia stato far capire che nella vita quando pensi che il peggio sia finito, è proprio allora che la strada inizia a farsi ancora più dura. Ci vogliono molto coraggio e forza interiore per affrontare tutte le insidie che la vita ti propone.

Sei un uomo ed un artista del sud. Quanto il tuo essere del Sud influenza la tua arte, il tuo modo di essere e di lavorare? Dipende dal ruolo che devo interpretare: a volte appartenere al sud, può essere una risorsa.

Che tipo di spettatore sei? Cosa guardi in tv o al cinema e cosa proprio non sopporti? Cerco di guardare un po’ tutto, dalla fiction ai film di qualsiasi genere in modo che possa rafforzare il mio gusto personale ed il mio senso critico.

Il ruolo che vorresti interpretare e che resta un po’ il tuo sogno nel cassetto? Il mio sogno nel cassetto è di creare una famiglia con la donna che amo, mi piacerebbe tanto avere un figlio. Poi mi piacerebbe poter lavorare con più continuità ma non è semplice.

Prossimi progetti? Cosa ti aspetta dopo Una Casa nel cuore? Dopo Una casa nel cuore andrò in Marocco per girare, interpreterò un ruolo in una fiction con Raoul Bova, ma di più non posso svelare. È probabile che questo sia l’ultimo ruolo, fare l’attore è molto stressante, mi prende tante energie ed io non so risparmiarmi, potrei anche ritirarmi dalle scene.

Chi è Ludovico Vitrano fuori dal set? Hobby, passioni, cose che proprio non sopporti? Amo molto lo sport, mi piace seguirlo e praticarlo. Poi ovviamente c’è il tempo che dedico alla mia donna, Martina. Le cose che non sopporto? In genere non sono uno che perde facilmente la pazienza.

Faresti un augurio al Ravello Festival? Il mio augurio al Ravello Festival è di continuare così, con tanta passione e tanto impegno.

Se avessi la possibilità di tornare indietro, c’è qualcosa che non rifaresti o rifaresti tutto nello stesso, identico modo? Se dovessi cambiare qualcosa della mia vita, non sarebbe certo la mia storia, non sarebbe il mio percorso, quindi non cambierei assolutamente nulla. A volte le cose vanno come devono andare ed è saggio ed intelligente avere la capacità di accettarsi per quello che si è. Vi ringrazio ulteriormente per questa intervista e mando un grosso abbraccio a tutti i lettori di Ravello Magazine.

L’intervista con Ludovico Vitrano si chiude qui: forse mi sbaglierò, ma chi sa dare tanto per il proprio mestiere, senza tirarsi indietro, non cede facilmente. Nella nuvola metaforica di cui parlavo all’inizio vedo già insinuarsi combattivi i primi raggi di sole.

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