aprile 12, 2015 | by Emilia Filocamo
“Marco Bocci e Claudia Gerini sono perfetti per incarnare i protagonisti del mio romanzo” in esclusiva Tonino Zangardi autore di “L’esigenza di unirmi ogni volta con te” e regista del film omonimo in uscita a maggio

Ho letto, non molto tempo fa, che spesso accade che siano una storia, una trama a cercare il proprio autore, anzi, ho letto di più. Di solito il protagonista o la protagonista di quella storia, vanno in cerca della mano dell’autore, delle dita capaci di dare loro faccia, gambe e destino inquietandolo, tenendolo insonne, distratto o agitato e questo fino al momento in cui appunto l’autore, va dritto alla scrivania e comincia a “tessere” con parole come organi e segni di interpunzione per suture, la vita completa di quel personaggio. Ci penso, anche se lo rivelo, quando raggiungo al telefono lo scrittore e regista Tonino Zangardi, autore di L’esigenza di unirmi ogni volta con te, romanzo di successo, storia ambientata al sud in cui due destini, causa un imprevisto, un accadimento, non solo si intrecciano, ma si stravolgono a vicenda. Il romanzo, da cui è stato tratto il film con interpreti Claudia Gerini e Marco Bocci, uscirà a maggio. Ho tante cose da chiedere a Tonino Zangardi, Zangardi incarna il mio sogno più grande, quello di scrivere una storia in grado di incantare e di prendere forma in un film, così parto proprio dalla sua tecnica narrativa, dal modo in cui ha concepito una storia di successo.

Signor Zangardi, quando ha scritto il suo romanzo, lo ha fatto immaginandolo già come film? No, direi assolutamente no. Ho cominciato a scriverlo un paio di anni fa e sono felice che da quando è uscito il 90% dei lettori siano donne, questo ha due significati, primo che sono riuscito a beccare in pieno la sensibilità femminile e secondo che le donne leggono più degli uomini. Ricevo tanti messaggi di stima da donne che hanno letto il mio libro e sono tutti messaggi bellissimi. Io amo il mondo femminile, perché trovo che sia affascinante, oltre che complessissimo. Quando ho iniziato a scrivere il romanzo, l’ho concepito più che altro come una sorta di racconto, uno sfogo in un periodo di notti insonni, e quando ho iniziato, l’ho scritto senza sapere bene dove andavo a finire. Nel giro di tre settimane era finita la prima stesura, quindi l’ho scritta quasi di getto, poi l’ho lasciato decantare per un po’ di mesi e alla fine ho deciso di riprenderlo. Poi per una sera di fortuite coincidenze, l’agenzia letteraria Vicky Satlow lo ha valutato, è piaciuto e ha deciso di pubblicarlo nel giro di due mesi con la casa editrice Imprimatur. Nel frattempo, mentre andava avanti tutto ciò, io ero un po’ in crisi dopo il mio ultimo film, crisi cinematografica intendo, e ho ripreso il romanzo per vedere se poteva uscirne un film. Claudia Gerini e Marco Bocci lo hanno letto in anteprima e mi hanno chiesto di poterne fare un film e di esserne i protagonisti. È la storia di Giuliana, una cassiera di un paesino del Sud che viene salvata durante una rapina da Leonardo, poliziotto interpretato da Marco Bocci. Questo incontro, dal quale nascerà una grande passione, destabilizzerà le vite di entrambi per sempre.

Sta anticipando la mia seconda domanda: come è nata la scelta degli attori? Perché ha identificato i suoi protagonisti proprio in Marco Bocci e Claudia Gerini? Perché nel mio libro Giuliana, è una cassiera, e visualizzandola l’ho subito identificata con Claudia Gerini, lei è una mia amica, ci conosciamo da tanto. Ho pensato che fosse perfetta. Marco Bocci, interpreta Leonardo, un uomo più giovane di Giuliana, di bell’aspetto ma anche tenebroso. Appena l’ho visto ho capito che era perfetto per incarnare l’emblema del desiderio femminile della fuga, anche perché a differenza del suo personaggio in Squadra Antimafia, un paladino della giustizia, è all’opposto. Qui è un poliziotto, ma è fragile, è più uomo. L’alchimia che nasce fra i due fa in modo che si perdano l’uno nell’altro e al tempo stesso che si completino. I miei protagonisti rappresentano emblematicamente ciò che accade nella vita quando arriva una persona che sconvolge tutto, ecco in quel caso sono cavoli!

Il libro è ambientato al Sud, in una piccola cittadina: come mai questa scelta? Mi piaceva l’idea di una piccola cittadina del sud, di un paesino dove la gente parla, giudica, molto più facilmente che in una grande città. Le dinamiche sono più complesse in un paese, e richiedono anche più coraggio.

Le faccio un parallelismo, il suo personaggio, Giuliana, mi ricorda molto la protagonista di The Good Girl, Justine, interpretata da Jennifer Aniston, un’impiegata di un centro commerciale,  tranquilla apparentemente ma imprigionata in una vita grigia e insoddisfacente che, incontrando un ragazzo, cambia completamente rotta. Ne è stato influenzato? Non ho mai visto il film, ma visto che me ne parla, sembra ci sia qualche analogia, anche se la mia Giuliana conduce una vita normale, regolare, ha un marito che la ama, ha il proprio lavoro di cassiera e non è infelice, semplicemente non si aspetta nulla dalla vita. Poi viene sconvolta da questo incontro con Leonardo, il poliziotto, che le fa scoprire cose di se stessa che non immagina, dal punto di vista emotivo, mentale, fisico e sessuale. Sono aspetti che erano in lei in potenza ma che avevano  bisogno di questa alchimia per uscire fuori.

Il nostro magazine è legato al Ravello Festival, che lei conosce: qual è il suo rapporto con la musica, ascolta musica mentre scrive? Con me sfonda una porta aperta, amo tanto la musica, collezioni i vinili, li compro e ne avrò più di mille in casa. Ascolto sempre musica quando scrivo e mi dico sempre che in un’altra vita non farei né lo scrittore né il regista, ma il musicista. Adoro i Led Zeppelin e la musica degli anni ‘70: spesso quegli anni sono raccontati solo dal punto di vista politico o violento ma in musica sono uscite cose bellissime, penso a Battisti e a tutti quei gruppi, come i Pink Floyd, che sono sempre attuali, eterni.

Ha altri hobby, a parte quello di collezionare vinili? Non ho pazienza per i lavori manuali, anzi non sono capace di fare i lavori manuali, rompo tutto, sono un disastro, quindi mi vedo più come  intellettuale. Pertanto non sono adatto alle donne che amano idraulici ed elettricisti, con tutto il rispetto che ho per queste categorie.

C’è una storia che non ha scritto ancora e che resta un po’ il suo sogno nel cassetto? Ce ne sono tante, ma le tengo nel cassetto perché per realizzarle, intendo da un punto di vista cinematografico ci vorrebbero troppi soldi e in questo momento in Italia progetti simili sono chimere. Da noi non è come negli Usa, in cui si è capito che il cinema è un’industria, l’Italia è un paese straordinario dal punto di vista culturale, forse il Paese più bello al mondo e lei, che vive in Costiera Amalfitana, ne è testimone diretta, ma i politici continuano a parlare di spread, crisi e non si rendono conto di quanto è importante investire in cultura. Non si legge più, si lavora soltanto ma io mi auguro sempre che accada presto qualcosa. Ho tante storie nel cassetto, magari se vinco l’Oscar come Sorrentino riesco a realizzarle!

Un’ultima domanda: quale messaggio spera che arrivi dal suo film, oltre che dal suo libro, agli spettatori? Il messaggio del film e quello del libro praticamente coincidono, è una grande storia d’amore da vivere senza limiti, è il trionfo del lasciarsi andare al piacere sia fisico che mentale senza avere paura di viverli. È un invito ad aprirci a ciò che ci accade all’improvviso senza moralismi e senza muri, ed essere ciò che si è. Il mistero della vita forse è proprio questo, vivere la vita e farlo con coraggio. Dico sempre che bisognerebbe avere rimorsi più che rimpianti, perché il rimpianto ti macera per qualcosa che non hai fatto, invece un rimorso è l’aver vissuto e sperimentato, al di là di tutto. Il mio libro è la storia forte di due persone coraggiose che vanno fino in fondo senza pensare al futuro, anzi pur sapendo che andranno verso il disastro, decidono di vivere tutto fino all’ultimo istante.

Non credo ci sia da aggiungere altro alle parole di Tonino Zangardi: sei ore dopo questa intervista, sono al mio pc e clicco sull’ordine di acquisto del suo romanzo. Chissà che da quelle pagine, prima ancora che dal grande schermo, mi arrivi il coraggio di vivere la mia vita fino in fondo, senza più paura.

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