luglio 28, 2014 | by Nicola Mansi
Mayra Andrade: “Non vedo l’ora di trovarmi sul palco magico di Ravello”

Martedì 29 luglio a salire sul palco del Belvedere di Villa Rufolo alle 21.25 sarà Mayra Andrade, giovane voce che sta riportando Capo Verde al centro della scena musicale mondiale. La Andrade porterà al Ravello Festival il suo ultimo lavoro discografico Lovely Difficult. La Ventinovenne, nata per un caso (medico) a Cuba da genitori capoverdiani, figlia di uno degli eroi dell’Indipendenza del suo paese, cresciuta nell’isola di Santiago si trasferì presto nel vicino Senegal per seguire il patrigno diplomatico. E ancora in Angola, in Germania. Da qualche anno ha deciso di vivere a Parigi per dedicarsi alla sua passione: la musica. Il suo essere “nomade” si percepisce chiaramente nella sua produzione artistica. Il suo pop risente delle sue esperienze, dei suoi spostamenti e della sua sensibilità. Da tutti è stata accostata alla grande Cesaria Evora ma sentendo parlare dell’ardito paragone precisa: “Musicalmente non è un paragone corretto, anche se saprei come cantare e suonare la musica tradizionale capoverdiana. Capisco però il bisogno di fare paragoni. Parlano di Cesaria perché è la cantante più conosciuta di Capo Verde. Sono comunque orgogliosa di ciò che lei ha fatto per la cultura e la musica del mio paese. Lo prendo come un complimento anche se il mio viaggio è un po’ diverso”.

Il tuo viaggio ti porterà a Ravello e ad uno dei Festival più importanti d’Italia. Sai che è uno dei palchi più belli del mondo? Me lo hanno detto tutti e da quello che ho visto sul web sono d’accordo con questa definizione. Non vedo l’ora di trovarmi su quel palco magico che sembra navigare sul Mediterraneo. 

Dopo Ravello, Roma. Quindi un po’ di Italia, ci sono artisti italiani che ti piacciono? Conosco onestamente poco della musica italiana. Recentemente un amico, che lavora come interprete portoghese/italiano, mi ha introdotto a De Andrè, traducendomi molti dei suoi testi. Li sto studiando e li trovo stupendi, mi sembra poi che parlino intensamente dell’Italia. Credo che in futuro cercherò di fare tesoro di questa scoperta musicale per me nuova.

Ti piace la definizione di Tropical Pop che hanno inventato per te in Francia? Francamente non mi interessa molto come definiscono la mia musica, ma questa definizione la trovo molto corretta, ci ritrovo la mia matrice etnica e quindi nettamente legata alla vita del Tropico e la mia nuova svolta verso il pop.

Si ha la sensazione che ultimamente l’Africa stia tornando protagonista della musica europea e americana, dopo qualche decennio di silenzio. Pensa che possa essere uno dei sintomi della generale rinascita africana di cui si parla spesso? Me lo auguro. Ho molti amici e parenti sparsi in tutta l’Africa e spesso parliamo di questa ripresa, che però al momento sembra solo economica e finanziaria e soprattutto con ricadute sensibili solo sulle solite elite. Mi auguro invece che noi africani iniziamo ad investire seriamente in cultura e educazione, dovremmo spingere i nostri governi in questo senso e quindi, se davvero la musica torna a esprimersi a buoni livelli in Africa, questo è un ulteriore impulso positivo per trasformare questa ripresa economica in cultura e sviluppo vero. L’Africa ha ancora molto da dire al mondo. Il resto del mondo, lo vedo personalmente ogni giorno, sa poco o nulla dell’Africa fuori dai soliti clichè. L’Africa ha tanta, tanta, tanta arte da spartire con il mondo.

L’Italia è storicamente un crocevia di culture, come lo è la sua musica. Pensa che il pubblico italiano possa sentire questo tratto comune? Me lo auguro proprio, spero che capiscano che questa commistione di lingue, influenze e culture non è sforzata, ma nasce dalla mia particolarissima esperienza di vita, avendo io passato tutta la vita viaggiando tra Africa, Cuba, Sudamerica e Europa, prima per il lavoro di mio padre, poi per il mio lavoro. Spero che gli italiani abbiano le antenne giuste e bene allenate per percepire l’onestà, direi fisiologica e necessaria, di questo percorso artistico, così vicino alla Babele linguistica e culturale che ha sempre vissuto il vostro paese.

per tutte le info www.ravellofestival.com 

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