aprile 20, 2015 | by Emilia Filocamo
“Mi piace il cinema che pensa al prossimo e non sia solo intrattenimento fine a se stesso” l’attore Sergio Sivori racconta il corto The Secret of Joy, i prossimi progetti e il suo impegno nel sociale

Di Sergio Sivori, dell’attore Sergio Sivori, si potrebbero dire tante cose perché quelle stesse cose sono naturalmente dettate, spontaneamente direi, dal suo entusiasmo, dalla voglia di comunicare e di rendere partecipi gli altri della sua passione. Bellezza, inequivocabile e d’impatto, talento, rodato su esperienze teatrali e televisive molteplici, generosità, soprattutto e innanzitutto, messa a disposizione degli altri in una duplice accezione, quella legata alla propria esperienza, e dunque attraverso laboratori teatrali ad hoc, e quella poi che lo ha coinvolto come protagonista e produttore in un progetto, The Secret of Joy, a scopo benefico, per il tumore infantile. In mezzo a questo magma di progetti, doti ed intenzioni c’è stata una data, precisa, importante, l’11 febbraio, ed un luogo preciso, Sanremo, nel cuore insomma di un organismo vivido e vivace quale quello del Festival della Canzone Italiana, in cui Sergio Sivori ha avuto modo di presentare questo progetto con la classe, la preparazione e la generosità che lo contraddistinguono. Ed è proprio da lì che è partita questa intervista.

Sergio, puoi raccontarci cosa è accaduto l’11 febbraio a Sanremo? Certo, sono stato a Sanremo per presentare The Secret of Joy nell’ambito della rassegna Guardami Oltre che si tiene proprio a Casa Sanremo, il contenitore collaterale al Festival che ospita una serie di trasmissioni inerenti o meno al Festival stesso. Tutto è nato con una bella coincidenza, dopo aver girato a Los Angeles il corto The Secret of Joy, mi sono trovato in Rai negli studi del Tg3 per un’intervista e ho incontrato un vecchio amico, Gino Aveta, a cui ho parlato di questo progetto. È scattata così la molla e Aveta ha manifestato la volontà di ospitare il progetto di Max Bartoli e Fabia. Mi sono fatto portatore del messaggio, essendo molto attivo fra la Spagna e l’Italia e ho coinvolto anche varie strutture ospedaliere campane, napoletane, il tutto per sensibilizzare alla campagna più persone possibili. Ecco perché ringrazio sentitamente sia Gino Aveta che Patrizia Del Vasco, ideatori di Guardami Oltre di Casa Sanremo, e che hanno reso possibile questa splendida congiuntura.

Qual è il tuo rapporto con Los Angeles, sei molto attivo anche in America, giusto? Ho lavorato ad un corto, Ignotus, di Max Bartoli, che ha ottenuto molteplici premi. Max mi aveva parlato questa estate, ad agosto, di The Secret of Joy e ho accettato subito, anche perché non è cinema fine a se stesso, ma un messaggio di solidarietà di cui sono stato felice di essere portavoce ed ambasciatore. Voglio anche sottolineare che il progetto di Sanremo è stato seguito e sostenuto da Maria Rosaria Picardi, la Presidente dell’associazione, della mia organizzazione New Laboratorium Teatro, che ha preso a cuore un tema così delicato come il cancro infantile e sono felice che il contenitore di Sanremo abbia deciso di aprirsi al sociale.

Quali progetti ti aspettano adesso? Ce ne sono due, è attualmente in distribuzione il film di Angelo Orlando: Rocco, Tiene tu nombre, di cui sono stato casting director e stiamo organizzando l’uscita in Spagna ed in Italia. Al momento non ho date certe, ma dovrebbe partire tutto questa primavera. Poi sto lavorando ad un’opera teatrale in Spagna, un famoso Hamlet rivisitato e poi ho un altro progetto cinematografico, piuttosto importante, ma non posso anticipare molto, se non che tratterà il tema delicato della terra dei fuochi. Inoltre ho un’attività laboratoriale in Campania e poi partecipo alla rassegna “Narrazioni”, organizzata dall’Associazione “Nuvole di ardesia” in collaborazione con le scuole secondarie, le biblioteche comunali e provinciali italiane sull’intero territorio nazionale sotto la direzione artistica di Vincenzo Ambrosanio. Il cartellone prevede eventi letterari, musicali, teatrali da febbraio a ottobre 2015 in varie regioni italiane. In Campania le attività si svolgeranno presso l’ex Fonderia Righetti situata all’interno del complesso di Villa Bruno a San Giorgio a Cremano, in provincia di Napoli. I seminari si concluderanno con un festival nei giorni 31 ottobre – 1 novembre 2015. Nell’ambito della rassegna sono stato protagonista il giorno 4 marzo 2015 del seminario intitolato “La partitura del performer” indirizzato a studenti, ai giovani gruppi di teatro, ai cantanti, ai danzatori, agli insegnanti, agli psicologi e in generale a tutte alle persone interessate a un lavoro di ricerca e studio per conoscere il lavoro dell’attore. L’intento è stato quello di mostrare come le azioni e la “narrazione” nel mondo del teatro e del cinema non sono qualcosa di neutro, ma che anzi richiedono consapevolezza, metodo e strutturazione.

Quali sono i rimpianti di Sergio Sivori? Non credo di avere rimpianti, sono convinto che cinema e teatro siano una sorta di viaggio, e dunque mi sembra stupido guardarsi indietro. Tutto ciò che ho fatto non mi è mai stato imposto, forse rifarei alcune cose per migliorarle, ma non mi piace avere rimpianti. Forse l’unica cosa che mi intristisce è non riuscire a vedere al momento il futuro di questo Paese. Dico spesso che ho “nostalgia del futuro”, si lo so, sembra un ossimoro, ma di solito il passato serve come faro per ciò che farai, ma non essendoci più nel nostro Paese certezza di un futuro, del passato non sai che fartene. Questo è dovuto alla perdita di vedute, alla perdita di qualità, ho nostalgia ad esempio del grande Made in Italy. Certo, non si può fare di tutta l’erba un fascio, ci sono dei momenti e degli episodi sporadici di bellezza e di qualità, ma che ormai non puoi più definire genuinamente italiani, perché non c’è più spinta e tutto è condizionato, non autentico. Si fa non per comunicare ma solo per soddisfare dei gusti.

L’intervista con Sergio Sivori si chiude su queste ultime parole. Ripenso al suo ossimoro, a  quell’espressione contrastante con cui ha definito la sua amarezza una “nostalgia del futuro” e poi mi convinco che in un artista, che ha lavorato all’estero e che, nonostante tutto, torna nella propria terra natia, in Campania, per mettere a disposizione il proprio talento e la propria esperienza, ci sia in realtà un senso molto acuto di futuro. Ed è quella la luce, invincibile ed incapace di arrendersi, che gli leggo fiera negli occhi mentre guardo le sue foto.

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1 Comment
  • Sono costretto a ribadire per l’ennesima volta che l’articolo, pubblicato il 20 aprile, contiene informazioni non veritiere e fuorvianti visto che al signor Sergio Sivori è stato revocato il mandato ad agire in nome e per conto della produzione di “The Secret of Joy” e tutti i relativi crediti con lettere ufficiali datate 17 e 18 Febbraio 2015 (nei giorni successivi alla partecipazione a San Remo per il sociale), limitando la sua partecipazione nel progetto al ruolo di attore.

    L’affermazione dal Sivori sostenuta di essere anche un produttore del progetto è pertanto falsa.

    In privato avevo fatto richiesta venissero corrette, soprattutto visto che la data in cui l’intervista è stata rilasciata è successiva alla revoca del mandato. In assenza di un riscontro in tal senso mi vedo costretto a inviare questo messaggio in via più “pubblica”

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