maggio 12, 2014 | by redazione
Mille anni di magia o magia mille anni dopo?

1di Secondo Amalfitano*  Era il 2007: da qualche mese Villa Rufolo era gestita dalla Fondazione Ravello e, con essa, c’ero anche io ad occuparmi della sua direzione.
L’idea che l’opera di tutela e valorizzazione di quel monumento, di per sé già così prestigioso, sarebbe stata ardua ma eccitante era nitida e chiara in me. Mi misi a lavorare da subito, cercando di individuare prioritariamente i punti di forza e di debolezza dell’avventura e del complesso; aggiunsi poi le opportunità e le minacce, e realizzai quella che gli esperti chiamano “Analisi Swot”. Senza dilungarmi sulle generali di quel processo, vado al cuore del particolare: innovazione tecnologica o, se preferite, ICT. Le nuove tecnologie, e tutto quanto con esse realizzabile, dovevano letteralmente irrompere nella Villa e farla da padroni. Fu questo l’innesco di un progetto ampio e complessivo che oggi, posso dire, è abbastanza delineato e definito: un impianto di videosorveglianza, una rete wireless, una rete informatica, una rete di telefonia, una webcam live, un giornale on line, un impianto di fertirrigazione automatico, siti internet plurilingue, pagine social, sono già una realtà in continuo aggiornamento, implementazione ed evoluzione; una rete di networking, un museo reale affiancato da uno virtuale e multimediale, un programma di ricerca applicata ai beni culturali sono in corso di realizzazione e/o di avvio.
Una programmazione di medio lungo termine fu varata da subito ed avviata, step by step, a realizzazione. Idee, programmi, proposte, progetti, non sterili proclami. È stato questo il lavoro da me avviato in uno con gli Organi della Fondazione, i collaboratori, i consulenti, enti ed istituzioni prestigiosi ed importanti. Un lavoro di squadra che giorno dopo giorno ha visto i suoi confini ampliati da una parte, ma sempre più definiti dall’altra.
In questo scenario complessivo si colloca l’evento “Mille Anni di magia”, da poco concluso. L’idea che il monumento Villa Rufolo e le nuove tecnologie potessero reciprocamente esaltarsi, attraverso un percorso lungo il quale il monumento stesso raccontasse la propria storia, fu una delle prime che tentai di realizzare. Già nel 2007 chiesi ad una delle aziende più qualificate e all’avanguardia del settore di far pervenire un preventivo per un intervento che coniugasse la specifica intuizione e la sviluppasse. Nel gennaio 2008, puntuale, arrivò un’idea-progetto ampia, dettagliata, bellissima: la divorai in un baleno, assaporando già l’atmosfera che quelle pagine descrivevano. Un numerino in fondo al progetto mi riportò alla realtà che ben conoscevo, una cifra, oltre un milione di euro, mi fece realizzare come le priorità fossero altre in quel momento. Riposi il progetto in archivio, ma non certo l’idea e l’intenzione, continuando a meditare sui luoghi da coinvolgere, sui racconti da narrare e, soprattutto, su come recuperare le risorse.
Nel 2012 ritornai alla carica con una società specializzata in proiezioni mappate e ologrammatiche che avevo impattato in una delle tante ricerche in rete. Insieme immaginammo un percorso e un racconto. La società in questione li tradusse in progetto; il costo era di molto calato, ma ancora non abbordabile per le casse della Fondazione. Per sostenerlo economicamente, tentai una joint venture, immaginando di coinvolgere operatori economici Ravellesi e offrire un evento che, oltre alla passeggiata nel tempo e nello spazio, offrisse anche la possibilità di mangiare o bere qualcosa in Villa, passando attraverso le sale allestite con una mostra di arte contemporanea e un punto vendita di gadget e ricordi.  Incontri, approfondimenti, accordi, ma non se ne fece nulla. Scetticismo e perplessità si scontrarono con il mio convincimento entusiasta ed ottimistico, il risultato dello scontro si tradusse in una reposizione del progetto nel cassetto.
Poi arrivò il “Progetto Ravello” e l’approvazione, da parte della Regione con copertura economica, e degli organi della Fondazione con il via libera. Landolfo Rufolo saltò fuori dal cassetto, rimise in bella mostra le parti migliori della Villa, pretese un telo per mostrare la bellezza della torre maggiore momentaneamente in rimessaggio, chiese al Direttore Artistico di mettere giù dei testi, raccolse gli ultimi consigli e suggerimenti, arricchì la storia con la presenza di Escher opportunamente ricordata e suggerita da un collaboratore. La gara, le formalità, l’intervento di una società che, credendo nell’iniziativa, ha fatto l’offerta più bassa e conveniente e ha realizzato un ottimo prodotto, sono solo la fine della storia. I numeri di questo evento? Tanti ! Per la Regione e gli aspiranti contabili  circa 180.000  euro tutti documentati e rendicontabili; per gli interessati alla meteorologia 9 giorni di frizzante fresco primaverile e 30 giorni di coda fredda e bagnata invernale; per gli amanti della statistica 3701 spettatori. Per me e, spero, per tanti, i numeri importanti sono altri e diversi: “20 circa” è il numero di quelli che per 39 sere, con l’acqua e il  freddo, con una coppia sola o un gruppone di cento persone, hanno lavorato con professionalità e amore conservando il sorriso e la gioia del primo giro;  1527 è il numero dei ravellesi che hanno ammirato lo spettacolo, e molti di essi lo hanno anche riammirato; 22 è il numero di volte che Eleonora ha gioito ascoltando Landolfo e danzando al ritmo dei laser; 100% è la percentuale dei consensi ed il gradimento degli spettatori (la cifra è arrotondata all’unità intera, non considerando qualche decimale di contrari che non fanno statistica e non fanno neanche storia).
Sapere che tanti concittadini hanno messo piede in villa Rufolo dopo decine di anni, e qualcuno finanche per la prima volta, grazie a questo evento, non ha prezzo! Ti ripaga di tutto e ti conferma che valeva la pena e che otto anni di testardaggine non erano sbagliati. Per molti di loro la storia del monumento è stata una scoperta totale, per la maggior parte è stata un arricchimento di dettagli. Ho sentito apertamente e ho rubato commenti coperto dalle ombre serali e dai cespugli, ho ricevuto sms, mail, lettere, messaggi e lettere sui social, messaggi per interposte persone, un’unanimità di consensi che, ammetto, non avevo ipotizzato neppure nella mia smisurata visione ottimistica e positiva. Ho letto commosso l’articolo di Emilia; ho aspettato con ansia, da Roma, la telefonata o il messaggio serale di Pierluigi con il numero dei presenti, ho colto spesso il suo sconforto quando, verso le 22,00 chiedeva : “Direttò piove, non c’è un’anima che facciamo? “… “Chiudete e state tranquilli, recupereremo!”. Oggi posso dire a Pierluigi, ad Emilia, a quelli che con entusiasmo hanno lavorato per questa avventura, e sono tanti e tutti, “abbiamo recuperato”! Abbiamo recuperato tantissimi apprezzamenti da autorità, personalità autorevoli, addetti ai lavori, esperti. Abbiamo recuperato una Ravellesità più consapevole, un amore più sano per il nostro monumento prediletto, una unanimità di consenso che è l’esaltazione della civiltà e dell’onestà mentale di tanti nostri concittadini. Vi pare poco? Credo proprio di no, anzi! Con i tempi che corrono, con i disastri morali e etici che ci rifilano media, politica, sport, etc.etc., all’insegna del tutti contro tutti, direi proprio che abbiamo recuperato tutto il recuperabile. Oggi, ritornando per un attimo ai numeri,  possiamo dire con soddisfazione: non ha vinto 1 ma hanno vinto TUTTI. E a quei tutti dico di cuore “GRAZIE”.

*direttore di Villa Rufolo

1 Comment
  • Grazie a tutto lo staff del Ravello Festival e in particolare al Presidente della Fondazione Renato Brunetta, al segretario Generale Secondo Amalfitano e al Direttore Artistico Stefano Valanzuolo.
    “In Bocca al Lupo” per il proseguire delle Mostre D’Arte e per il Festival.
    Alba Gonzales

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