febbraio 17, 2014 | by redazione
Nei giardini di Villa Rufolo spunta la tomba del cane di Nevile Reid

Potrebbe essere stato il fedele amico di una vita o un compagno scodinzolante in quei meriggi trascorsi tra il verde dei giardini e le arcate del chiostro di Villa Rufolo. Ma una cosa è certa: quell’inumazione in un sarcofago fatto di pietre e coperto da una lastra di marmo segna senza dubbio il posto di un amico. A Villa Rufolo, scrigno di tesori appartenuto all’illuminato botanico scozzese Nevile Reid, spunta la tomba di un cane che ha restituito i resti di una animale di taglia media probabilmente appartenuto proprio al lord che nel periodo del Grand Tour scelse Ravello come sua residenza. La gestione di Villa Rufolo da parte della Fondazione Ravello può essere definita anche “Una scoperta continua”. Piccoli e grandi rinvenimenti, spesso di modesto valore intrinseco ma di enorme valore culturale, conducono a tappe forzate verso l’obiettivo di rileggere il monumento e la vita che per secoli vi si è svolta, con i suoi personaggi e le sue quotidianità. La scoperta è avvenuta stamattina mentre alcuni operai erano all’opera per proseguire, parallelamente all’intervento in atto nella Torre Maggiore, i lavori di pulizia e sistemazioni dei giardini sotto la supervisione di tecnici e archeologi coordinati dalla Direzione del monumento. Il sepolcro, realizzato ai piedi di una nicchia tra i giardini al di sopra della Sala dei Cavalieri, si presentava quasi come un panchetto. Quel loculo, privo di iscrizioni o epitaffi come quelli celebri di Lord Byron per il suo Boatswain, e quei resti inumati proprio lì in così perfetta connessione anatomica, lasciano immaginare come fosse forte la considerazione del padrone per quell’amico a quattro zampe. Al punto da garantirgli una degna sepoltura e durata oltre un secolo. Per questo, tutto lascia presupporre come possa trattarsi dei resti del cane di Nevile Reid, un grazioso animaletto spesso immortalato dal lord scozzese in alcuni schizzi a matita. Proprietario dal 1851 dello straordinario monumento oggi nelle disponibilità dell’Ente Provinciale per il Turismo, Nevile Reid pare nutrisse particolare affetto per quella creatura a quattro zampe. E la connessione anatomica in cui è stato rinvenuto lo scheletro denota la delicatezza con cui quella creatura venne adagiata più di cento anni fa in quel loculo in muratura. Un’ulteriore conferma di quanto quel cane fosse più di una compagnia scodinzolante nei meriggi di primavera: tra le policromie dei giardini e il colonnato di Villa Rufolo.

LE FOTO DEL RITROVAMENTO (ph Pino Izzo)

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