settembre 3, 2014 | by Mario Amodio
Nicola Giuliano: «Al Golden Globe Sorrentino disse respira piano che mi metti ansia»

Chi credeva che Nicola Giuliano, cinefilo e produttore di successo non solo per l’Oscar conquistato con “La Grande Bellezza”, fosse un tipo schivo, poco loquace, è stato prontamente smentito. Nell’intervista pubblica concessa nell’ambito del Capodanno Bizantino e che ha preceduto di un giorno la sua investitura a Magister Civiltà Amalfitana, il fondatore della Indigo Film ha raccontato con dovizia di particolari le sue origini di uomo del cinema, i suoi legami con la Costiera Amalfitana, l’ultraquarantennale frequentazione di luoghi magici come Atrani e Amalfi. Svelando poi anche significativi retroscena della lunga cavalcata che ha portato alla conquista del premio Oscar. «Nicola ha raccontato cose che non sapevo» ha confidato la madre – che a Bangkok negli anni Ottanta barattò con un poster di Maradona lo sconto su una telecamera da regalare al figlio – al termine della chiacchierata sulla suggestiva terrazza della chiesa della Maddalena che si spalanca come un anfiteatro sul mare della Costiera.

«Mi sento a casa, ho vissuto fin da piccolo ad Atrani ed Amalfi, qui ho incominciato ad appassionarmi al cinema ed è qui che ho vissuto intense emozioni con mio padre che alternava un bagno a mare alle interminabili partite di tressette in piazza, ai miei più cari affetti familiari e agli amici che non ho mai lasciato» ha detto Nicola Giuliano che ha poi raccontato come la sua passione per il cinema sia nata proprio nei luoghi di vacanza.

«Al cinema andavo tutte le sere, ad Amalfi, a vedere qualsiasi film in programmazione. E poi la mattina successiva, con gli amici si commentavano le pellicole viste il giorno prima. E’ questo che oggi manca a questi luoghi: una sala cinematografica ma anche un luogo di confronto che favorisca crescita intellettuale e spirito critico».

La platea, attenta e gremita ma anche più che compiaciuta, ha atteso quasi con trepidazione la domanda sulla notte magica degli Oscar. Sulle emozioni, le sensazioni. «Non credevamo di arrivare a conquistare quel traguardo anche perché la concorrenza era forte: c’erano un film francese e uno belga che erano molto quotati. La nomina da parte dell’Italia a film in concorso non mi stupì e lo dissi a Paolo perché nel nostro panorama non c’era una concorrenza agguerrita. Era insomma il nostro anno. Ma l’episodio che più mi è rimasto impresso accadde nella serata per la consegna dei Golden Globe. Al Beverly Hilton eravamo seduti al tavolo con Paolo e durante una pausa pubblicitaria arrivò da noi un tecnico televisivo. Ci chiese se eravamo quelli del film “La Grande Bellezza”. Ci invitò a non muoverci senza spiegarci il motivo. Ci guardammo in faccia e pensammo: perché proprio a noi? Poi cominciammo a chiederci se la stessa indicazione era stata data agli altri concorrenti per i film stranieri in concorso. Non vedemmo movimenti della stessa persona tra i tavoli. Bah, pensammo, forse glielo avranno già detto. Comunque sia io ebbi una sensazione strana e Paolo pure. Ad un certo punto Sorrentino mi disse: Nicola respira piano che mi metti ansia! Di qui poi il premio Golden Globe che ci spianò la strada per la conquista dell’Oscar».

Rumore, silenzio, sentimento, emozione, paura e bellezza sono alcuni degli aggettivi ricorrenti nel monologo di Jep Gambardella. Quale di questi le appartiene? «Sicuramente la paura – ha replicato d’istinto Nicola Giuliano – Perché è quella che ti fa stare sulla corda che non ti consente cali di concentrazione». Poi un passo indietro, al Divo, altro film di successo prodotto da Giuliano per la regia di Sorrentino. Alla domanda: riuscirebbe a individuare un Divo degno di una sceneggiatura cinematografica nel panorama politico attuale? Giuliano ha replicato così: «Sicuramente Berlusconi. Certo, un film sul personaggio lo ha già fatto Moretti ma è completamente diverso rispetto a quello che Sorrentino intese fare su Andreotti. Comunque si, tra i politici di oggi, credo proprio Berlusconi».

Dall’Oscar al Magister: cosa rappresenta per Giuliano questo riconoscimento e più in particolare cosa si sente di dare da Magister alla sua terra di adozione? «Non amo fare promesse – ha replicato in chiusura dell’intervista – Ciò che so fare è produrre film. E se un giorno troverò quello giusto per raccontare la grande bellezza di questi luoghi, non mi lascerò sfuggire l’occasione di ringraziarvi nel modo che mi riesce meglio».

Nicola Giuliano è stato insignito lunedì pomeriggio ad Atrani del titolo di Magister Civiltà Amalfitana, un riconoscimento che Amalfi, nell’ambito del Capodanno Bizantino organizzato in collaborazione col comune di Atrani, attribuisce ogni anno ad una personalità afferente al territorio dell’antico ducato amalfitano, d’origine o di adozione, che si è distinta per particolari e acclarati meriti in un settore portante della civiltà amalfitana medievale: l’imprenditoria, la religione, la politica, la scienza, il diritto, l’arte, la marineria, solidarietà e diplomazia. Commovente il discorso del neo Magister che ha dedicato questo riconoscimento al padre (ad Atrani tutti lo chiamavano ingegnere, lui che proprio ingegnere non era) e al cugino, il prof. Antonio D’Aria recentemente scomparso.

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