novembre 20, 2015 | by Emilia Filocamo
“Non ho paura di invecchiare, penso piuttosto a vivere il presente lavorando sui miei obiettivi”. In esclusiva Marco Vernile, nuovo volto de “L’Onore e il Rispetto”

Forse in questa intervista a Marco Vernile, uomo più bello del 2015 ed attore che, con il suo arrivo nella prossima stagione della rodata fiction l’Onore e il Rispetto, di certo scuoterà molteplici dinamiche, ho commesso un errore, e non mi fa fatica ammetterlo. Mi ci sono avvicinata con l’atteggiamento che la bellezza di Marco Vernile, mi ha suggerito, un cliché in cui speravo di non incappare, un pregiudizio di cui credevo di essere scevra. Quasi intimorita mi sono forse fermata in punta di piedi e non mi sono addentrata con le mie domande più a fondo, per quello che mi era ovviamente consentito, nell’anima di un ragazzo indubbiamente bellissimo ma con una preparazione ed una sensibilità eccezionali che, se scoperte, fanno passare in secondo piano tutto  il resto. Questo non vuol dire che non le avessi avvertite, solo che, forse sono arretrata davanti alla sua presenza, seppure virtuale, e come se non avessi voluto varcare un luogo sacro, mi sono mantenuta sulla soglia. Ma è stata soprattutto una sua affermazione a colpirmi, il suo vivere il suo primato come una “piacevole bugia”, il suo considerarsi quasi uno fra i tanti nell’Olimpo esclusivo della bellezza. È stato quel suo essere autentico, indirizzato all’essenza e non a quanto di effimero o caduco il tempo può portare via con se senza difficoltà.

Marco, una domanda che credo ti abbiano fatto in tanti: quando ti sei accorto, o meglio quando hai intuito che il tuo aspetto fisico, la tua bellezza, erano un po’ come un faro. Quando hai capito insomma che avevi una marcia in più? Come spesso accade, ci si accorge di possedere una qualità solo quando gli altri ce la fanno notare e a me è successo proprio così. Frequentavo la scuola media quando mi arrivavano i bigliettini delle ragazzine che mi avevano notato e avrebbero voluto conoscermi; ovviamente io ero abituato a guardarmi allo specchio e non scorgevo niente di diverso dagli altri e non avrei mai immaginato di avere “una marcia in più”.

La bellezza è un biglietto da visita formidabile ma anche un “talento” effimero che fa rima con gioventù. Questo è un pensiero che ti assale mai? Pensi di tanto in tanto a come sarai fra molti anni e provi ad immaginare il tuo futuro allora? Per rispondere a questa domanda in maniera esaustiva occuperei tutte le pagine della rivista, quindi cercherò di essere conciso. La bellezza è sicuramente una peculiarità che ti evidenzia rispetto agli altri, ti dà l’opportunità di catturare l’attenzione in qualsiasi circostanza; ma questa attenzione deve essere soddisfatta con un contenuto, un’abilità, una dote ulteriore. L’aspetto fisico pertanto è solo uno dei tanti strumenti ma non l’aspirazione, l’obiettivo finale. Non ho per niente paura di invecchiare, è il corso naturale delle cose; non mi soffermo molto a pensare al futuro, decisamente aleatorio, cerco di vivere il presente appieno lavorando sui miei obiettivi.

Ci racconti il tuo esordio sulle passerelle? E che effetto fa essere considerato il più bello? Ho cominciato per caso a lavorare come modello all’età di 17 anni, ho vissuto per un periodo a Milano per avere la possibilità di fare passi in più nell’ambito della moda e posso ritenermi soddisfatto. Ho collaborato con marchi prestigiosi a livello nazionale ed internazionale. Al di là di ogni fastidiosa ipocrisia, essere considerato il più bello non può fare che piacere anche se io la vivo come una piacevole bugia…ecco! Il mondo è pieno di ragazzi bellissimi e non pretendo di essere il primus inter pares.

Come affronti la popolarità e come ti rapporti alle fan che immagino avrai numerosissime? Ti ringrazio per questa domanda che mi offre l’opportunità di chiarire una cosa fondamentale: spesso i ragazzi, spinti dalla ricerca smodata ed incondizionata della popolarità, partecipano a contesti televisivi che, con tutto il rispetto per le produzioni che comunque offrono questo tipo di intrattenimento, non mettono in risalto nessuna loro qualità se non appunto la “sete di popolarità”. Cosa ben diversa è il SUCCESSO che invece vuol dire fare bene ciò che si fa; sotto questa accezione io spero di avere successo nella mia carriera. Il termine “fan” non mi è mai stato simpatico, mi piace pensare di avere tante amiche. Cerco di instaurare con loro sempre un rapporto normale e rispettoso, è il minimo che possa fare per una persona che spende il proprio prezioso tempo per mandarmi un saluto o un commento su quello che faccio.

Come nasce la tua passione per la recitazione? È stata per te un’evoluzione naturale rispetto al lavoro di modello, quasi una logica conseguenza, oppure era una tua passione già da prima? La mia passione per la recitazione nasce da quando ero piccolo e cercavo di imitare i personaggi dei film che ero solito guardare; non è assolutamente per me un epilogo della carriera di modello, lavoro del tutto diverso.

Apriamo il capitolo L’Onore e il rispetto. Non so se puoi parlarne e anticipare qualcosa. Come ti stai preparando per entrare in un prodotto ben rodato e di successo e con un cast importante che continua ad appassionare tanti telespettatori? È un sogno: L’Onore e il rispetto è una delle mie serie televisive preferite. Ricordo ancora quando uscì la prima stagione, io frequentavo la scuola superiore e molto spesso con i miei compagni di classe giocavamo ad interpretare i personaggi della serie. Oggi mi ritrovo nel cast ancora incredulo, il mio personaggio esordisce nella quinta serie che andrà in onda l’anno prossimo ed avrà uno spazio da protagonista nella sesta serie attualmente in fase di elaborazione. Non posso fare molte anticipazioni al riguardo, non me ne volete!

Quando ti guardi allo specchio, riesci a trovarti dei difetti come gli “altri comuni mortali”?  Ovviamente si, come tutti gli altri non sono immune da difetti o piccoli complessi. Per dirtene una, nei periodi di forte stress tendo a dimagrire piuttosto velocemente e per chi come me conosce il proprio peso ideale, non è il massimo.

Marco Vernile ha mai dei rimpianti? Se potessi tornare indietro cambieresti qualcosa del tuo percorso? Nella maniera più assoluta no, non cambierei nulla. Di certo non ho sempre fatto scelte giuste, ma anche in quel caso si sono presentate nuove opportunità e circostanze. Insomma non posso di certo lamentarmi, mi ritengo una persona molto fortunata.

Marco Vernile e l’amore: in questo momento sei innamorato, hai una storia o sei solo concentrato sulla carriera? Non sono innamorato, ho avuto alcune storie recentemente ma nessun amore. Sicuramente la carriera incide su questo nella misura in cui sono molto concentrato su me stesso anche se, come diceva un mio professore universitario “l’amore è un sentimento dal carattere dispotico, non chiede il permesso per entrare e non lo chiede per uscire”.

Ogni anno il nostro Festival, il Ravello Festival, ha un tema conduttore. Quello del Ravello Festival 2015, è stato l’InCanto. Ti va di provare ad indovinare il tema del prossimo anno? Non saprei davvero come indovinare quindi provo a darvi un suggerimento: La Recitazione. Un suggerimento molto disinteressato direi, non trovi…?!

Se potessi dire qualcosa a qualcuno con  cui non hai avuto per vari motivi l’occasione o  l’opportunità di parlare, chi sceglieresti e cosa gli diresti? Ci sono tante persone alle quali vorrei rivolgermi in questo momento ma in particolar modo ad una: il mio professore di disegno tecnico e storia dell’arte del liceo. In quel periodo stavo cominciando a lavorare come modello e lo sapeva praticamente tutto l’istituto, professori compresi. Un giorno non seppi rispondere ad una domanda durante una sua interrogazione e mi mise un cattivo voto. La cosa che più mi fece star male è stato il commento che fece davanti a tutti riferendosi ovviamente a me: “Qui c’è gente a cui piace perdere tempo con le stupidaggini, pensate alle cose serie piuttosto!” Caro prof, non ritengo di aver perso il mio tempo. 

L’intervista a Marco Vernile si chiude qui: riferirò un particolare e cioè che l’attore ha cambiato l’impostazione di una delle mie domande. Quella in cui gli ho chiesto del suo rapportarsi al successo era infatti nata solo come una curiosità sul suo modo di rapportarsi alle numerose fan. Lui si è scusato per questa correzione imprevista, ma io l’ho ringraziato: perché Marco Vernile non è un’immagine, non è una foto, non è perfezione che fa rima con primato. È un artista, un ragazzo consapevole di ciò che è oltre lo specchio. Ma, come dicevo all’inizio, ho commesso un errore. E Marco Vernile mi ha aiutata a rimediare.

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