gennaio 16, 2015 | by Emilia Filocamo
“Non si può definire o limitare la moda, di certo non mi piace chi non possiede un gusto proprio”. Marco Scorza, fashion editor e stylist, collaboratore di Eva Tremila e Vip, si racconta

La bellezza sarà solo il “terreno di gioco” di questa intervista, un terreno di gioco forse scontato trattandosi di un’intervista fatta a Marco Scorza, noto stylist e fashion editor. Su questo terreno, accidentato per i luoghi comuni, per i “falli” dell’aggettivo “effimera”, troppo spesso viene associato alle parole bellezza o moda, si muoveranno pedine insolite, giocatori dagli esiti e dagli obiettivi inaspettati. Trascinata io stessa dal turbine e dalla vivacità, oltre che dall’entusiasmo del protagonista, mi sono soffermata su alcune domande che ritenevo imprescindibili, consigli di look per un  guardaroba perfetto, diktat e dogmi sull’in ed out dell’anno appena cominciato, per poi scoprirmi accompagnata in un’altra “metà area”, dove a segnare sono talento, volontà, comunicazione non solo della bellezza, ma soprattutto di valori. Marco Scorza mi guiderà nel suo mondo che non è solo banalmente o prevedibilmente bordato di parole come skinny, plateau, chic o cool, ma di pazienti e dottoresse che sfilano per ricordare l’importanza della vita, di associazioni che difendono le donne dalla violenza. E se non è questa la vera bellezza, allora credo di non aver centrato l’anima ed il cuore con cui questo artista si è consegnato alle mie domande.

Marco, se ti dico bellezza qual è la prima parola, d’impatto, che associ? Io!!! Ovviamente scherzo… Direi vita: la vita è bellezza e la bella gente rende la vita una bellezza.

Ci racconti in cosa consiste esattamente il tuo lavoro e come hai iniziato questa carriera, i tuoi primi passi nel mondo della moda e della bellezza? In cosa consiste il mio lavoro? Questo è un domandone in quanto non riesco a definirlo con una sola parola. Nasco come stylist, ma la vita non ha voluto che io facessi quello o solo quello! Quindi mi sono trovato per caso a dover ideare le immagini di un calendario (ispirazione maya) e a curarne l’intera realizzazione, il calendario riuscì benissimo ed in quella occasione conobbi la nostra campionessa olimpica Elisa Di Francisca, all’epoca solo campionessa in squadra. Le proposi di realizzare un servizio fotografico di cui mi sarei occupato interamente, realizzai delle immagini che sono la mia caratteristica principale,  basate su molta post produzione e una sessione più moda. Il servizio andò alla grande mi venne comprato da CHI di Signorini e non solo, e lei iniziò a vincere tutto. Così continuai la strada di contattare sportivi e vip e di piazzare i servizi sulle nostre testate giornalistiche. In seguito ho ampliato anche alla realizzazione di immagini pubblicitarie, seguendo poi lavori come copertine di cd tra cui menziono Viola Valentino, con un cambio di immagine repentino e forte, cover di libri come quello dell’onorevole Michaela Biancofiore e di Elisabetta Gregoraci. Ho anche organizzato diversi eventi che come protagonisti avevano la moda, curandone la direzione artistica e a volte anche comunicativa, fino a seguire dei brand e la loro comunicazione specie negli ambiti dello spettacolo e posso menzionarvi un brand che seguo molto interessante e che si chiama Abitart di Vanessa Foglia, una grande artista.

Quali sono, da esperto, gli elementi essenziali di un look giusto: c’è una sorta di ricetta, di vademecum da seguire per non commettere errori? Credo che non esistano elementi essenziali per un look, né tantomeno un vademecum per non fare errori in quanto un look si plasma addosso ad una persona, in base alla personalità e al suo aspetto.

Moda e cibo sono due elementi dominanti nell’informazione, nei servizi fotografici, sulle copertine dei giornali: se dovessi associare alla tua idea di look perfetto un piatto, quale sceglieresti e perché? Oddio forse più che piatto sarei portato a dire un genere e direi quello dei dolci, in quanto a me piace una moda molto colorata e viva. La vita è già spesso così cupa, almeno nel nostro guardaroba possiamo fugare questa oscurità!

Come il mondo della moda, del fashion più in generale, ha affrontato la crisi economica generale, si è adattato secondo te e questo adattamento quali cambiamenti ha apportato? Il mondo della moda adattato alla crisi? Non credo si sia adattato, anzi in alcuni settori la parola crisi è quasi una scusa, basti pensare che il pubblico della moda è un pubblico di neo-lusso.

L’emblema dell’eleganza per te condensata in un nome e cognome? Non so un’attrice del passato, una diva del momento. Sicuramente una donna molto elegante è la bellissima Julia Roberts.

Cosa ti piace della moda di adesso e ovviamente di ciò che viene proposto, e cosa proprio no? Mi piace tutto e niente, di certo non mi piace chi palesemente non ha un gusto proprio.

Quali sono la richiesta, il genere di aiuto o consulenza che ti vengono richiesti più frequentemente? Si rivolgono spessissimo a me per l’ideazione di immagini particolari, non a caso il mio motto è “un’immagine rimane impressa più di mille parole”. Ma anche diversi brand mi chiedono consulenze per la comunicazione e per gli stili da mandare in produzione.

Attualmente a cosa stai lavorando e quali sono i tuoi prossimi progetti? Ora sto lavorando a molte cose, sto seguendo delle rubriche dedicate al Made in Italy per il canale di Elena Russo, una delle nostre attrici davvero talentuose www.elenarusso.it. Collaboro con Eva tremila e Vip come testate giornalistiche. Stiamo lavorando per la realizzazione della prossima sfilata di Abitart di Vanessa Foglia che si terrà il 28 gennaio all’ospedale San Eugenio di Roma al reparto oncologico, dove a sfilare saranno i malati e le dottoresse: con la nostra moda vogliamo regalare sorrisi dove davvero è necessario. Inoltre stiamo curando la realizzazione di un format televisivo insieme ad Associazione a delinquere formata da un gruppo di persone che hanno tanti progetti meravigliosi e che li sostengono con passione e consapevolezza. L’obiettivo finale è arrivare all’eccellenza. Il format si chiama “Il diavolo e la principessa”, dove io e la principessa Lambertini, immersi in un modo fiabesco… ok, ok non vi svelo altro, il trailer lo trovate su youtube. Poi c’è anche ad un altro progetto davvero bello che vuole lanciare il motto “tutti insieme tutti più forti” dove lo sport e nella fattispecie tutte le campionesse della pallanuoto femminile sposeranno la moda di diversi stilisti. Un progetto che non è solo promozione ma anche un modo originale per sostenere la campagna contro la violenza sulle donne con una chiave di lettura differente, la mia.

Il Ravello Festival, a cui è legato Ravello magazine, è soprattutto ma non solo musica: qual è il genere di musica che preferisci e che utilizzi maggiormente anche per lavoro? A me piace tutta la musica, ascolto molto la musica latina perché è vita. È come il colore nella moda! E anche perché rispecchia più la mia personalità, una personalità umile ma piena di voglia di vivere.

Cosa è in e cosa è out quest’anno in fatto di moda? Penso sempre che siamo noi stessi a decidere cosa lo sia o meno, il giudizio altrui è relativo, se definisci una cosa di moda, la limiti e dunque è già passata e non lo è più.

Sei mai sceso a compromessi per realizzare i tuoi sogni? Assolutamente non sono mai sceso a compromessi, anche perché se lo avessi fatto ora credo che sarei molto più in alto e non sarei circondato da tanti amici e amiche con i quali condivido tanti principi e valori.

Cosa sognava Marco da bambino? La mia memoria vacilla… non so cosa sognavo da bambino, ma di certo non quello che faccio ora!

Se avessi la possibilità di parlare con un grande stilista del passato, chi sceglieresti e cosa gli diresti? Il signor Dior! E gli direi lavoriamo insieme e facciamolo così.

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