marzo 28, 2017 | by redazione
Omaggio a Caligola
la “vergogna” di Vidal

In tv il censurato film di Tinto Brass sceneggiato dallo scrittore americano (pentito) che in un primo momento si era rivolto a Rosellini 

La rete televisiva Cielo omaggia gli 84 anni del regista Tinto Brass con una serie di film. La chicca è rappresentata  dalla prima TV assoluta del censurato “Io, Caligola” (22 aprile), controversa pellicola del 1979 sulla vita dello spregiudicato imperatore romano, con un cast d’eccellenza: Malcom McDowell, Peter O’Toole, Adriana Asti, Helen Mirren. All’insegna de “la trasgressione al potere” in questa pellicola si segna il passaggio definitivo del maestro alla sfera erotica e alle perversioni del desiderio, contraddistinta dalla presenza di immagini che celebrano una decadenza in favore della libertà e dello scandalo.

Il film è legato a Ravello per la presenza di un suo cittadino d’adozione tra i più famosi, parliamo infatti di Gore Vidal che aveva scritto una sceneggiatura per Roberto Rossellini, regista molto legato alla Costiera amalfitana, intenzionato a fare una miniserie televisiva su Caligola, poi mai realizzata. Franco Rossellini, nipote di Roberto, era intenzionato a servirsi della sceneggiatura di Vidal per produrre un film storico a basso costo. Per trovare dei fondi, Vidal si rivolse all’editore di Penthouse Bob Guccione, che accettò di finanziare il film a condizione di inserire più scene erotiche e di nudità per promuovere la sua rivista. In seguito sia Brass che Vidal intentarono cause sia contro il film che contro Guccione, ritardando così l’uscita del film nelle sale. Vidal, che venne pagato 200 mila dollari per la sua sceneggiatura, disse che avrebbe rinunciato al 10% dei profitti del film se in cambio il suo nome fosse stato rimosso dal titolo del film (il titolo originale doveva infatti essere Gore Vidal’s Caligula).
Vidal usava spesso come metafora la figura di Caligola. Infatti dopo l’11 settembre paragonò Bush figlio alla figura dell’imperatore romano ricevendo per questa dichiarazioni diverse critiche e contestazioni.
Per restare a Tinto Brass, ricordiamo un episodio legato al suo film “Capriccio” con una scena ad Atrani che creò non poche polemiche.
Infatti il regista veneziano girò delle scene con delle modelle che sfilavano davanti alla Maria Maddalena venerata nel borgo. La statua però non era quella originale, bensì  una copia fatta fare appositamente a Napoli. Espediente che non impedì di far esplodere lo scandalo.
(l.s.) 

 

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