giugno 5, 2015 | by Emilia Filocamo
“Ormai definisco Roma, da un punto di vista artistico, la città dormiente”. Il vulcanico Claudio Insegno parla di sé, del rapporto con il fratello Pino e dei numerosi progetti che lo attendono

Ci sono due modi per affrontare un’intervista, almeno nel mio caso: imbrigliarla in una serie di domande ed attendere come è giusto le risposte, oppure, e questi sono casi più rari, utilizzare pur sempre le domande come segnali di orientamento, frecce di direzione non del tutto obbligatorie, ma piuttosto appostate a mo’ di corsie preferenziali e poi lasciarsi trasportare dal flusso continuo che arriva dall’altra parte, dall’anima dell’artista. Con Claudio Insegno, attore, regista, artista a tutto tondo, mettere dei paletti, costringere la sua verve, la sua passione con i morsi o i freni di una serie di numeri e punti interrogativi era dapprima una strategia che pareva vincente, poi, via via, e senza fatica o difficoltà, si è rivelata del tutto inutile perché incapace di contenerne progetti ed entusiasmo. Ho preferito ascoltarlo. Mettermi comoda dall’altra parte e dopo qualche piccolo input sortito sotto le spoglie della semplice curiosità, mi sono fatta letteralmente trasportare dal suo lavoro febbrile e senza soste. Mi era solo rimasta un’ultima curiosità e l’ho tenuta per me fino alle ultime battute e cioè mi ero chiesta come Claudio Insegno riuscisse a portare avanti nello stesso tempo tanti spettacoli di rilievo senza sosta, in un magma incandescente di prime, personaggi, regie, collaborazioni che ha qualcosa di spaventosamente vorticoso. La risposta che mi sono data, arriverà alla fine di questa intervista.

Signor Insegno, mi ha detto di essere impegnato a teatro per delle prove: può raccontarci a cosa sta lavorando in questo momento? Sono coinvolto in più spettacoli. Dall’Australia abbiamo importato uno spettacolo esilarante, Puppetre of The Penis, che esiste da ben 25 anni ma che approda in Italia per la prima volta. Sulla scena ci sono due attori nudi che fanno degli origami con il pene ma attenzione non c’è nulla di volgare o di erotico. Anzi, gli attori scherzano con il pubblico ed il risultato è uno spettacolo unico ed incredibilmente divertente. E ancora debutteremo a Sassari con un one man show di cui curo la regia e di cui sarà protagonista Teo Mammuccari, si chiama “Alle nove da me” e con l’attore interagiranno due personaggi, un anziano ed un giovane. E ancora, sempre con il Teatro Nuovo, porteremo un grande successo americano ed inglese, Jersey Boys prodotto da Lorenzo Vitali, un musical con ben 20 attori in scena che debutterà a Sassari ad Aprile del 2016. Trattandosi di un musical molto pesante, bisogna anticiparsi e poi gli attori scelti dovranno essere provinati anche a Las Vegas perché lì la produzione darà l’ultima parola.

Al cinema? Ci sarà un film con Biagio Izzo di cui ho curato sia la regia che la sceneggiatura, il titolo è “Effetti Indesiderati”, fra gli attori c’è anche Massimiliano Gallo. Il film è già pronto deve solo uscire, la distribuzione, come si sa è complicata. Poi io e mio fratello faremo insieme uno spettacolo, “Insegnami a sognare”, e poi ancora sarò attore in questo caso nello spettacolo che debutterà al Teatro Astra di Torino, Il milione. A marzo 2016, sarò ancora attore a Roma al Teatro Dei Servi. E adesso sono in tournee con Sandra Milo con uno spettacolo, “Essere Sandra Milo”, e anche qui sono attore, regista e mi sono occupato della sceneggiatura. Poi ovviamente continuo a doppiare i Simpson.

Mi perdoni la curiosità, ma come fa a conciliare tutto? Beh, stando a Milano ed avendo più spettacoli di cui curo la regia, riesco a destreggiarmi abbastanza bene. A Milano si concentra la maggior parte del mio lavoro, molto più che a Roma, che ormai definisco da un punto di vista artistico, la città dormiente. Apriremo inoltre una scuola. Io e mio fratello Pino ce l’avevamo già, si chiamava Accademia Corrado Pani. Questa, invece, nasce con l’obiettivo di aiutare i giovani talenti, ci sarà una sezione per il doppiaggio, poi ancora sezioni per cinema, tv, recitazione con Massimiliano Gallo, canto con Rossana Casale, e anche danza. Si chiamerà Accademia Casa del Teatro e del Cinema. Sarà innanzitutto un luogo dove ritrovarsi e discutere, perché l’unione, si sa, fa la forza.

Considerando l’esempio della vostra famiglia, due fratelli ugualmente coinvolti nello stesso mestiere, le chiedo: il talento è solo questione di Dna? Si dice che si nasce con questo talento, con questa predisposizione. Io credo però che poi si riesce solo volendo bene a questo mestiere, standoci dentro. Non siamo figli d’arte, semmai figli “d’artri”, anche se poi abbiamo scoperto che una nostra zia era la sorella di Maurizio Arena e faceva i film con Alberto Sordi. Mio nonno non ci aveva mai rivelato questa cosa e lo abbiamo scoperto solo 3 anni dopo che abbiamo iniziato a fare spettacolo. Quindi la parentela non ha aiutato anche se a quanto pare questo mestiere è nel nostro Dna. Il cinema era una passione da sempre, io e mio fratello abbiamo scritto un testo insieme e per divertimento abbiamo debuttato al parrocchiale per poi debuttare con lo stesso spettacolo solo un anno e mezzo dopo al Parioli. Poi è stata la volta di Garinei e Giovannini e del giorno in cui sono stato preso sotto l’ala protettiva di Gino Bramieri, a soli 16 anni. Gino Bramieri mi ha dato tanto e che mi manca, ma ancora oggi ne avverto la presenza.

Claudio Insegno ha qualche rimpianto professionale? Sì, quello di non aver fatto subito la scuola di cinema. Mia madre mi aveva spronato, voleva farmi fare la scuola di Martin Scorsese, un caso unico, visto che solitamente i genitori sono sempre restii a questo ambiente. Io non l’ho fatto per non lasciarli e poi già lavoravo a teatro. Ma forse aveva ragione lei. Chissà cosa sarebbe accaduto.

Parliamo di musica: che parte occupa nella sua vita, e non solo nel suo lavoro? Adoro le colonne sonore, se potessi farei in modo che ogni istante della mia vita fosse accompagnato da una colonna sonora. Amo i musical, anche se in Italia c’è un po’ di carenza di questo genere, mentre non amo i talent, perché credo che creino dei mostri destinati poi a sparire. Mi piacciono molto le cose un po’ datate, e sono esterofilo.

Qual è la qualità che riconosce di più a suo fratello e che invidia in senso buono ed il consiglio che vi date reciprocamente più spesso? Di mio fratello ammiro tanto il carattere meraviglioso che gli permette di stare in mezzo a tutti, invece per me non è così, io non riesco ad entrare facilmente in sintonia con tutti. Lui ci riesce perfettamente. Non riesco a dargli consigli perché non li ascolta mai ma mi dice spesso di non discutere con nessuno, purtroppo per carattere sono piuttosto impulsivo.

Il suo sogno nel cassetto? Vorrei fare un film, il film che dico io con una produzione che mi piace e poi lo spettacolo della mia vita. In realtà è un po’ un gatto che si morde la coda, si pensa sempre che quello che si sta facendo sia lo spettacolo della vita, ma poi non è mai così, è una catena infinita. Si i miei due sogni sono un bel film ed un bello spettacolo.

Claudio Insegno oggi dice grazie a chi? Propri ieri ne parlavo, insegnare ai ragazzi a dire grazie è importante, è la cosa più bella, significa che qualcuno ha fatto qualcosa per te. In questo mestiere dovrei dire tanti grazie ma il primo va a mio padre e mia madre, che ci hanno sostenuti, anzi mio padre con 3 milioni di lire ha finanziato il nostro primo spettacolo. Senza di loro, senza il loro appoggio non sarebbe stato possibile nulla.

L’intervista con Claudio Insegno è alle battute finali, ci salutiamo velocemente, il pomeriggio dell’artista rimerà ancora con assi di palcoscenico, sipario, prove, luci, daccapo e ripeti. Ora sono in grado di rispondere da sola alla mia curiosità iniziale: nell’attività ipercinetica di Claudio Insegno non ci sono magie, numeri di ubiquità o strategie segrete. Solo tanta passione, così incontenibile da sdoppiarsi, triplicarsi, moltiplicarsi all’infinito senza generare stanchezza. Perché una passione autentica non conosce pause. E domina. Senza sentire ragioni.

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