aprile 5, 2014 | by Nicola Mansi
Paolo Olmi, dalle grandi orchestre ai giovani

Il mondo della musica è un mondo ricco di storie e personaggi che aspettano solo di essere raccontate e conosciute. Storie che, mai come oggi, vengono fagocitate e ignorate perché l’attenzione viene spesso catalizzata da sedicenti enfant prodige, da strumentisti troppo velocemente definiti “geni”, da fenomeni mediatici che spesso durano soltanto il tempo di qualche puntata di talent show. I Maestri, quelli con la emme maiuscola, fortunatamente, continuano a fare il proprio lavoro, continuano a “coltivare il campo” e a dedicarsi ai giovani e alla cultura musicale. Uno di questi maestri è Paolo Olmi. Nato a Terni ma ravennate d’adozione, Olmi ha diretto quasi tutte le grandi orchestre nei teatri più importanti del globo per poi dedicarsi esclusivamente ai giovani. Il motivo che egli stesso ci spiega è molto semplice “Quando ero giovane – confessa candidamente il maestro – mi sentivo gratificato dalla possibilità di dirigere le compagini più blasonate come le Orchestre di Londra, di Parigi, di Monaco di Baviera. Ma con l’età e l’esperienza si trova più soddisfazione con i giovani. Hanno musicalità ancora flessibile, hanno entusiasmo e sono molto più maturi di quanto si possa pensare. Del resto vedo che miei illustri colleghi quali Abbado, Muti e Barenboim si impegnano molto nel lavoro con i giovani. In questi giorni Olmi è a Gerusalemme per lavorare, con i ragazzi dell’Orchestra dei Giovani Europei, arricchita per l’occasione da alcuni elementi della Jerusalem Academy of Music, al concerto di Pasqua che debutterà proprio in Terrasanta il prossimo 8 aprile. Dopo l’atteso debutto, il progetto, realizzato in collaborazione con l’Ambasciata di Israele in Italia e con il Patrocinio del Pontificium Consilium de Cultura presieduto da Sua Eminenza, Cardinal Gianfranco Ravasi, farà tappa all’Auditorium Oscar Niemeyer di Ravello, sabato 19 aprile (ore 19). Dopo la pausa invernale insomma, la Fondazione Ravello, riporta le note al centro della sua programmazione con un evento che celebrerà la Pasqua in musica con un’attenzione particolare alla Pace e al dialogo tra i popoli.

Maestro ci racconta come è nato questo progetto di dialogo culturale prima ancora che musicale? Sono stato sempre affascinato dalla Terra Santa e dal primo giorno che l’ho visitata nel 2000 ho sentito veramente che la nostra storia e la nostra civiltà vengono da questa parte del mondo, sempre piena di vitalità ma anche di tensioni. Nel percorso di ricerca della pace, a noi italiani, vuoi per la nostra tradizione, vuoi per l’importanza della nostra cultura, viene riconosciuto un ruolo che trova nella musica un prezioso catalizzatore del dialogo tra i popoli, le religioni e le nazioni. Sono nati così i nostri concerti che si svolgono per Pasqua a Gerusalemme e per Natale a Betlemme coinvolgendo giovanissimi musicisti che provengono ormai da tutto il mondo. Oltre ai paesi europei abbiamo adesioni dalla Cina, dal Canada, dal Kazakistan e naturalmente dalla Palestina e da Israele. Nelle nostre lunghe sessioni di prove si studia molto, ma nascono anche amicizie durature tra musicisti di paesi lontani. Quest’anno per il Concerto di Pasqua c’è stato anche un aiuto diretto e convinto del Governo israeliano che ci ha fatto molto piacere.

Il programma scelto per il Concerto di Pasqua sarà molto articolato e spazierà da testi contemporanei allo Stabat Mater e al Concerto in re minore per due violini e orchestra di Bach. Prova impegnativa per solisti e musicisti. Il Concerto viene aperto da due compositori dei nostri giorni: Oedoen Partos, israeliano, morto nel 1977 e Cristian Carrara, nato nello stesso anno. Il brano di Partos è scritto in memoria dei morti dell’Olocausto, quello di Carrara è invece ispirato all’amore materno. Lo stesso sentimento che troviamo nello Stabat Mater di Vivaldi, composto sul testo di Jacopone da Todi che descrive il pianto della Madonna davanti al Cristo crocifisso. Dopo il Concerto per due violini di Bach un’altra pagina che sottolinea i legami tra la nostra cultura e quella ebraica, le variazioni scritte da Paganini sulla preghiera di Mosè composta da un altro italiano: Gioachino Rossini. Quest’ultimo brano ha anche una relazione forte con la Campania, infatti la prima esecuzione del Mosè avvenne a Napoli nel 1816 e la preghiera finale sulla quale Paganini scrisse le sue variazioni, molto somigliante a una melodia napoletana, è una delle pagine più belle e più amate di tutta la storia dell’Opera.

Dopo Ravello e questo progetto a cosa si dedicherà? Sarò per parecchie settimane in Cina, Paese che mi affascina molto e nel quale torno ormai da vent’anni. I cinesi stanno aprendo bellissime sale da concerto e teatri d’Opera, sono convinto che la sopravvivenza e lo sviluppo della musica Italiana troveranno in questo Paese grandi possibilità.

Un’ultima curiosità. Lei ha diretto tanti concerti dal profondo significato simbolico. Nel 1998 ha anche diretto lo storico concerto per i Vent’anni di Pontificato di Giovanni Paolo II. Che ricordi ha di quel giorno? Quali emozioni le suscitò incontrare e conoscere quell’uomo straordinario? Per me fu un avvenimento memorabile perché erano moltissime da tutto il mondo le orchestre e i cori che avevano dato la loro disponibilità per quell’evento. Fummo scelti noi, con l’Orchestra e il Coro del Teatro dell’Opera di Roma! Giovanni Paolo II per formazione, non era particolarmente interessato alla musica classica ma con la sua forza, la sua bontà e il suo magnetismo volle essere presente anche se già ammalato. Anzi, alla fine fece un intervento di saluto molto più lungo del previsto. Con il suo carisma e con l’aiuto dei suoi collaboratori riuscimmo ad ottenere partecipazioni straordinarie come quella di Renata Scotto, che venne dagli Stati Uniti per cantare quattro minuti, di Juan Diego Florez, del Coro polacco dei bambini di Poznan con il quale facemmo una sorpresa al Santo Padre. Solo dalla mia Ravenna vennero ad ascoltarci 700 persone. Un’esperienza unica che per fortuna posso vedere ancora sul web, nella convinzione di avere preso parte ad un avvenimento straordinario.

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Per tutte le informazioni sul concerto di Ravello: www.ravellofestival.com. telefono 089.858422, boxoffice@ravellofestival.com.

IL CONCERTO PER I VENT’ANNI DI PONTIFICATO DI GIOVANNI PAOLO II

 

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