maggio 8, 2015 | by Emilia Filocamo
“Per me il cinema è come un rifugio”, dopo l’esordio al cinema con Uno, anzi due, al fianco del comico Maurizio Battisti, l’attrice Veronica Corsi apre il suo mondo a Ravello Magazine

Essere un’attrice è un destino, suppongo. Un asterisco tracciato sulla vita di una persona, di una persona precisa, per renderla, almeno a mio parere, non diversa dagli altri, non superiore, ma capace di dare agli altri, di darsi. Essere attrice è uno specchio che, all’improvviso, non ti guarda più nello stesso modo, il modo che aveva prima, con i suoi contorni che non fanno sconti, con il suo riflesso sincronizzato sul tempo, rodato sulle paure, generosamente e voracemente affamato di difetti. Veronica Corsi, l’attrice Veronica Corsi mi porta a questa conclusione alla fine dell’intervista che ho la fortuna di farle. È dolce e sicura. È consapevole e leggera, umile ma tenace. Per Veronica Corsi il cinema è rifugio, un modo per sfuggire alla realtà. Si racconta così, la giovane e bellissima attrice al cinema dal 9 aprile con il film Uno, anzi due, diretto da Francesco Pavolini. Accanto ad Emanuele Propizio che nel film interpreta il suo fidanzato, Veronica è  Stefania e dovrà affrontare le difficoltà scaturite dal rapporto complicato e buffo con i genitori del fidanzato, interpretati dal comico Maurizio Battista e da Paola Tiziana Cruciani. Leggo di lei, leggo della sua autenticità che l’ha fatta scegliere da Paolo Virzì nel celebre Tutta la vita davanti e questa parola, autenticità, mi ronza nella testa sin dall’inizio della nostra chiacchierata, con la stessa perniciosa insistenza di una mosca.

Veronica, puoi raccontarci del film uscito il 9 aprile e dirci cosa ti ha dato questa esperienza? È  un film che ha rappresentato un contributo di passioni, di impegno, quello di Maurizio Battisti innanzitutto, qui al suo debutto al cinema, ma ovviamente anche da parte mia e di tutto il cast. Lavorare con lui è stata un’esperienza bellissima, è un artista disponibile e autentico, una persona generosa, così come si vede in tv. Essendo una commedia che mette insieme gli sketch che hanno reso Battisti famosi, abbiamo avuto la possibilità grazie al regista di improvvisare molto e di mettere del nostro sul set. Ci siamo trovati benissimo, in un clima gioioso e familiare e la mia impressione è che questo arrivi ed arriverà anche al pubblico. Trovo che sia un film bello innanzitutto perché è una commedia pulita, senza parolacce, senza volgarità e che descrive una Roma semplice, quasi antica. Il tutto inserito in un modo di fare commedia per nulla scontato.  Avevamo paura della critica e del riscontro al botteghino, sai le commedie vengono sempre criticate, ma a quanto pare, sta andando molto bene, e ne sono felice.

Ho letto dalla tua biografia che di te è molto apprezzata l’autenticità: ma cosa significa per Veronica Corsi essere autentica? Di sicuro per me è un valore importantissimo, che mi porto cucito addosso anche nella vita di tutti i giorni. Mi piace lasciare un segno negli altri e su questo principio ho fondato le basi di ciò che sono anche con me stessa. L’onestà che ho nei miei confronti arriva anche agli altri, onestà che intendo soprattutto come non nascondersi. Sono una caratterista, è la mia cifra distintiva, anche se adesso penso magari a qualche ruolo diverso.

C’è qualcosa che vorresti migliorare di te e una cosa che consideri invece perfetta o quasi? Ma sai, il mestiere dell’attore è in continua mutazione e miglioramento. Non sei mai davvero arrivato. Adesso forse vorrei sperimentare di più e se, come ti dicevo, sostanzialmente sono stata sempre scelta per ruoli come caratterista, e dunque ho avuto il piacere di interpretare sempre personaggi sopra le righe, adesso vorrei dei ruoli più intimi, profondi. Mi piace invece il mio modo di darmi, che definirei solo mio, tipico. Amo la mia spontaneità e la mia autoironia.

Dopo Uno, anzi due cosa ti aspetta? Puoi anticiparci qualcosa? Purtroppo no, non posso anticipare  nulla. Soprattutto per scaramanzia, diciamo che sono in attesa di notizie. Il mio lavoro è fatto di attese.

Ma qual era il sogno di Veronica Corsi da bambina? Il mio sogno è sempre stato questo. Mi rifugiavo nel cinema, faceva parte di me, e lo facevo perché ho sempre reputato la vita noiosa, la settima arte è per me scappatoia, rifugio e conforto.

Cosa auguri al cinema italiano e agli attori italiani? Al cinema italiano auguro di non perdere mai la propria essenza per copiare o fare cose che non sono nostre. L’Italia nasconde una profondità ed un’eleganza che sono uniche al mondo e che il cinema dovrebbe riscoprire, possiamo dare tanto se gli attori italiani vengono ben sfruttati. Agli attori, invece, auguro di crederci e di non svendersi per gli altri. Se non hai ben chiaro chi sei, puoi perderti facilmente in questo mestiere.

Cosa vede Veronica Corsi oggi quando si guarda allo specchio? Sai, guardarmi allo specchio per un bel po’ mi ha fatto paura, anzi per tanto, troppo tempo. Ma alla fine ho vinto e oggi riesco a vedermi bene. E mi piaccio. Questo lavoro puoi affrontarlo in vari modi, io l’ho usato anche per avere sicurezza, quella che non avevo e ora posso guardarmi allo specchio ed essere finalmente felice.

L’intervista con Veronica Corsi si chiude qui. La bella attrice romana, prima di salutarci, mi ha ripetuto una frase di Anna Magnani, la quale spesso non capiva il perché la gente la vedesse bella e ripeteva che non avrebbe mai cambiato nessuno dei suoi difetti, nessuna delle sue rughe. C’è una bellezza che non conosce e non teme il passare del tempo e per la quale lo specchio è un soldato disarmato, un oggetto innocuo nell’inventario del quotidiano.

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