novembre 13, 2015 | by redazione
Pronto lo studio commissionato da Fondazione Ravello alla Federico II e al Centro di Cultura e Storia Amalfitana sul paesaggio naturale e rurale di Ravello

È giunto a compimento, così come annunciato lo scorso luglio, lo studio affidato alla Facoltà di Agraria dell’Università Federico II di Napoli e al Centro di Cultura e Storia Amalfitana sull’evoluzione del paesaggio naturale e rurale del Comune di Ravello. Stamane in Villa Rufolo infatti, i tecnici hanno consegnato ed illustrato al Segretario Generale della Fondazione Ravello, Secondo Amalfitano, il corposo volume e le diverse tavole che compongono la ricerca, frutto di oltre un anno di intenso lavoro. Le indagini, partite da una minuziosa ricerca archivistica e cartografica, confluite in tabelle di comparazione e di elaborazione dei dati, svelano una storia fino ad oggi sconosciuta, cioè quella della trasformazione secolare del paesaggio, degli ecosistemi naturali e degli spazi rurali e abitati. L’indagine non si concentra solo sulla conoscenza e la valutazione del passato ma strizza l’occhio al futuro, nelle circa 100 pagine viene anche elaborato infatti, uno scenario futuro, basato su un calcolo probabilistico secondo il “processo di Markov”, proiettato al 2040, proprio sullo sviluppo e la trasformazione del territorio. Tanti gli spunti interessanti e i dati a dir poco sorprendenti del gioco continuo fra l’Uomo e la Natura che verranno resi noti nei prossimi mesi. Uno su tutti: dal 1956 al 2015 la “superficie urbana” di Ravello è aumentata di circa il 315%. L’incremento, che non ha intaccato in maniera consistente la superficie agricola, ha interessato soprattutto i nuclei abitativi sparsi che via via sono diventati sempre più corposi dilatando le nostre frazioni. Da oggi, grazie alla Fondazione Ravello e alla proficua collaborazione istituzionale, è più agevole leggere ed interpretare i fenomeni evolutivi di quel paesaggio che da sempre è stato cantato da poeti, scrittori, pittori, fotografi, e che è sicuramente alla base della fortuna di Ravello e della Costiera Amalfitana. (foto Pino Izzo)

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