giugno 16, 2015 | by Emilia Filocamo
Quando un romanzo nasce per gioco. Ecco lo strano caso di Raffaella Di Trani e della sua Scelta Fatale

Difficilmente credo, che capiti di imbattersi nel proprio sogno “realizzato”. Si tratta di una rarità, di un concorso di coincidenze, occasioni, momenti che danno la possibilità di trovarsi, se non proprio faccia a faccia, perché in questo caso non era possibile appunto guardarsi negli occhi, quantomeno al cospetto del proprio desiderio allo stato compiuto. Ovviamente compiuto da altri. È quanto mi è accaduto intervistando Raffaella Di Trani, la scrittrice Raffaella Di Trani: un incrociarsi di elementi  e di apporti esterni di grande validità, ha permesso che ci incontrassimo telefonicamente e che io conoscessi come la scrittrice ha realizzato quella che è la mia aspirazione, creare una storia e da quella storia trarne persone, carne, ossa, insomma un film. Raffaella Di Trani, sottolineerà più volte le parole caso, gioco, come se il destino non fosse avidamente a caccia di queste circostanze per compiersi. E così, mi imbatto nella sua storia, personale e artistica, piuttosto singolare, fuori dal comune.

SCELTA FATALE  DI RAFFAELLA DI TRANI COPERTINARaffaella, come è nato tutto e soprattutto, in che modo il tuo romanzo, Scelta fatale, è diventato un film? Innanzitutto voglio precisare che il libro è dedicato a mio padre Adriano e ad Alan Barella, entrambi scomparsi prematuramente rappresentati dalle due lacrime di sangue della copertina. Per quanto riguarda la genesi del romanzo, tutto è iniziato con un gioco, anzi con una sfida: ero ad una cena fra amici e fra questi c’era un regista che parlava di un suo futuro progetto, un film di genere splatter, agghiacciante. È stato lui appunto a sfidarmi chiedendomi di scriverlo, di buttarlo giù in pochi giorni, partendo da un’immagine centrale, un pozzo, un centro oscuro da cui bisognava dipanare la storia tutta intorno.

Che cosa è venuto fuori da quel pozzo? Nel romanzo ci sono due protagoniste che rappresentano in realtà me, il mio lato oscuro ed il mio lato buono. Queste due protagoniste, grandi amiche, si trovano coinvolte in un avvenimento oscuro, una muore in un pozzo appunto, per un incidente e l’altra resta accanto al cadavere vegliandola, come se fosse viva, occupandosi di lei, coccolandola. Verranno trovate e salvate ma a quel punto la sopravvissuta vivrà in funzione di una vendetta da compiere. Nel romanzo ci sono tutti gli aspetti della vita, dalla ricchezza, all’amicizia, alla disperazione, al non voler lasciar andare l’altro. Ho individuato già le due attrici che hanno letto la sceneggiatura, non posso fare nomi, ma sono fantastiche, incarnano perfettamente le mie protagoniste, non anticipo nulla per scaramanzia. Posso dire solo che una di loro vive a Parigi e ha fatto da tramite con un regista di Milano che mi ha contattata per proporlo ad una casa di produzione. Sembra davvero assurdo ma dopo 2 giorni sono stata contattata dalla Alba Produzione di Formello e si è deciso di fare il film. Le location saranno Milano, Roma, Salsomaggiore Terme ed alcune sulla Tour Eiffel. La prossima settimana ho un altro incontro per valutare quando cominciare le riprese e dunque quando far partire il tutto.

Ma sognavi di diventare una scrittrice? Ripeto che tutto è nato per caso, certo avevo comunque una passione, un’inclinazione per la scrittura già quando andavo a scuola, ma questo è il mio primo libro e sono assolutamente incredula.

E fuori dalla tua attività di scrittrice cosa ti piace fare? Beh, sono una mamma a tempo pieno quando non lavoro: ho tre bambini e quindi devo cercare di incastrare tutti gli impegni per poter poi dedicare  a  loro più spazio possibile.

Hai altri progetti del genere nel cassetto? Sto seguendo un giovane regista di 20 anni, Alessandro Bertoncini, che ha già scritto una prima opera, Fade, e adesso  sta lavorando ad una seconda opera che si girerà in Trentino. Abbiamo già individuato gli attori ed una casa di produzione, in questo momento Alessandro è a Cannes, merita davvero tanto successo, perché è in gamba.

L’augurio che fai a te stessa per la tua carriera? In realtà faccio un augurio al film di Alessandro, che sia visto ed abbia successo. E poi al mio, a  Scelta Fatale, che abbia un certo seguito e magari di vederlo anche in teatro. In realtà ho sempre la testa in fermento, pullulo di idee che si incrociano fra loro. Ma so anche di essere molto fortunata perché sono circondata da persone serie. E questo aiuta tanto a lanciarsi nei progetti più impensabili o apparentemente irrealizzabili.  

L’intervista con Raffaella Di Trani si chiude qui. Non le rivelo il fatto che lei incarni perfettamente il mio sogno giunto alla meta, tengo per me questo piccolo segreto. E penso che la sua storia sia uno sprone eccezionale a non arrendersi mai, a credere fino in fondo agli intrecci che si legano nella nostra fantasia, perché poi potranno esserci sempre una cena, un amico, un conoscente, un’occasione, una sfida o un gioco, insomma cento pedine mosse insieme dal destino per darci la chance di fare centro.

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