luglio 15, 2014 | by Mario Amodio
Ravello: quando Lorin Maazel chiese di cambiare il papillon a pochi minuti dal concerto

Con la sua bacchetta d’oro non solo accarezzò le note, ma mise in «riga» persino i rintocchi in lontananza di un vecchio campanile. Ravello, domenica 7 luglio 2002: Lorin Maazel col suo impeto e la personalità del grande direttore d’orchestra inaugurò il 50° Festival wagneriano di Ravello.
L’ultimo evento targato Ept, prima del passaggio del testimone organizzativo a Fondazione Ravello, nata proprio in quei mesi grazie all’accordo tra Regione, Provincia, Comune di Ravello e Fondazione Monte Paschi. Il ricordo di quella grande ouverture va alla suggestione di una notte sotto le stelle.
Suggestione di una notte di note a Ravello, che iniziò dietro le quinte con un simpatico siparietto tra il maestro e gli orchestrali della Philarmonia Orchestra di Londra, tutti (almeno tra gli uomini) ad attendere Maazel sul palco a picco sul mare rigorosamente in frac e sgargianti papillon bianchi.
Maazel però non gradì. E per distinguere la sua «farfalla» da quella dei musicisti optò per il nero. Il maestro fu accontentato. Ma non fu facile soddisfare la sua richiesta a pochi minuti dalla grande «ouverture». Gli organizzatori della rassegna musicale si attivarono senza batter ciglio e consegnarono a Maazel quello che cercava.
Un episodio alquanto curioso raccontato con dovizia di particolari sulle pagine de Il Mattino qualche giorno dopo l’accaduto e che lascia ancora spazio immaginazione circa la provenienza di quell’accessorio. Chissà, se preso in prestito ad un operoso commesso d’albergo che oggi, esibendo il suo cimelio, potrà dire con orgoglio: «Questa l’ha indossata il maestro Maazel». Io c’ero, quella sera di luglio, lo diranno in tanti.

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