dicembre 12, 2014 | by Emilia Filocamo
“Ravello? Un posto splendido, in provincia del paradiso!” L’attrice Chiara Sani racconta il suo ruolo nel nuovo film di Aldo, Giovanni e Giacomo

Chiara Sani trascina a casa le sue valigie, valigie da disfare, valigie che l’hanno accompagnata a Roma per il photocall e la conferenza stampa tenutasi al Cinema Adriano del nuovo film di Natale di Aldo, Giovanni e Giacomo, “Il ricco, il povero e il maggiordomo”, uscito l’11 dicembre e di cui è protagonista. Le mani dell’attrice sono evidentemente occupate, lascio squillare il telefono due, tre, quattro volte, poi chiudo. La risposta non si fa attendere, gentile, squillante e piena di cordialità: Chiara Sani mi appare così, coinvolgente e trascinante, una persona che dell’entusiasmo e della gioia ne fa delle ostanti e non solo al cinema, ma da quello che avverto, anche nella vita privata e nel rapporto con gli altri. Liberatasi dal peso dei bagagli, possiamo cominciare l’intervista che non avrà nulla di formale o meglio di distante e di rigido, anzi, una volta terminata, mi sembrerà di aver passato del tempo al telefono con un’amica che, fra l’altro, come me, adora i vampiri ed il fantasy.

Chiara, ci racconti del nuovo film di Aldo, Giovanni e Giacomo e come sono stati il rapporto con il resto del cast ed il clima sul set? Si, sono appena rientrata dal photocall e dalla conferenza stampa tenutesi a Roma. È un film assolutamente divertente ma con una comicità pulita, senza parolacce e dal gusto un po’ retrò. Aldo, Giovanni e Giacomo sono buffi da morire e anche i personaggi femminili in questo film non sono calati nel solito cliché e quindi viste solo come dei corpi, ma hanno ruolo e vesti comiche. Siamo tutti molto felici di questo progetto ed il rapporto con il trio e con l’altro regista del film, Morgan Bertacca, oltre che con il resto del cast, è stato favoloso, c’era un entusiasmo da primo giorno di scuola, una freschezza ed una energia incredibili. Poi ho rivisto Francesca Neri, che conosco da anni, e che assolutamente è perfetta per il ruolo che le è stato dato. Inoltre questo film ha un po’ realizzato il mio sogno, erano anni che sognavo di lavorare con Aldo, Giovanni e Giacomo, li trovo incredibili con quella comicità che a me piace tanto, surreale, delicata, in stile Saturday Night Live.

Ci parli del tuo ruolo nel film? Certo! Io sono Luana la meccanica e ho una cotta terribile per Aldo e ho con lui un approccio aggressivo, lo bracco, un approccio quasi maschile, appunto da meccanica!

Perché hai scelto il mondo dello spettacolo, sei figlia d’arte? In un certo senso sì, sono figlia d’arte perché mio padre è un pittore e mia madre una gallerista d’arte ed io stessa ho sempre avuto una grande passione per le illustrazioni. Non a caso ho scritto e pubblicato un libro, intitolato “Un cavalluccio marino molto strano” che è la storia di questo cavalluccio che ha la testa d’asino e l’ho illustrato tutto. Poi ho sempre avuto la fissa con il cinema e la tv. Ma il trait d’union è stato il cantautore Andrea Mingardi, mi vide durante una partita, io sono sempre stata una sportiva, giocavo a pallavolo in Serie B e ho fatto anche l’istruttrice di ginnastica artistica, disciplina che amo molto. Mingardi mi vide e mi volle per un video per il quale però non mi presero. Da quel momento siamo diventati molto amici: un giorno mi ha preso a tradimento, mi invitò a fare una passeggiata, con la scusa di fare shopping e invece mi portò in una tv locale a Pieve di Cento, Ragno TV, e mi disse di presentarmi come giornalista e di iniziare a parlare. Io, invece di inibirmi, ho iniziato ad essere logorroica e per poco non dovevano trascinarmi via dalle telecamere; insomma ho iniziato a Ragno tv, ma poi da là è venuto tutto il resto, Italia 1, i programmi sportivi, Ci Siamo su Rai 1 con Gigi Sabani. Nel contempo mi sono dedicata anche al cinema. È stato Pupi Avati il mio mentore, lui mi ha praticamente forgiata, insegnandomi a contenere l’esuberanza che mettevo in tv e a diventare più contenuta, intimista. Ho lavorato con lui in ben 11 film e poi mi ha insegnato tanto anche sulla comicità, accentuando in me quel lato inconsapevole che è poi quello vincente.

Cosa ti piace del cinema italiano e cosa proprio non ti piace? Solo italiano? Perché se mi parli di quello straniero, sto qui ore a parlarti di “Interstellar” e di quanto mi sia piaciuto: è un film molto spirituale, alla Kubrick, in cui la fantascienza è in realtà uno sfondo per un film molto più complesso e poetico. Una sorta di viaggio interiore. Quanto al cinema di casa nostra, cercherò di essere diplomatica: non mi piace che spesso le commedie non hanno una buona sceneggiatura, sono deboli di scrittura. Tutti dovremmo guardare alle commedie di Billy Crystal o Ben Stiller, una  comicità che potrebbe sembrare demenziale, ma che in realtà è sorretta da una scuola di scrittura precisa. E poi troppo spesso le commedie sono tutte uguali, con gli stessi personaggi. Poi ci sono tante cose che mi piacciono, registi come Emanuele Crialese o Paolo Virzì con cui ho avuto la gioia di lavorare a teatro. Virzì è un genio della scrittura, e poi mi piace tanto anche Paolo Genovese.

L’incontro che, professionalmente, ti ha segnato? Gli incontri sono stati tanti, come dei cicli, quelle cose che ti fanno fare un salto di qualità. Tre anni fa, Paolo Virzì mi ha scelta come protagonista di “Se non ci sono altre domande”, all’Eliseo con attori come Silvio Orlando, Roberto Citran, Chiara Caselli e Lorenza Indovina. Io avevo una paura tremenda, ma è stata un’esperienza splendida. Ho capito la differenza fra l’essere fuori ruolo o dentro un ruolo. Se sei in ruolo, ti lasci andare, sei te stesso e vai alla grande, se sei fuori ruolo, allora cominciano i problemi. Diciamo quindi che gli incontri fondamentali per me sono stati tre, con Mingardi che mi ha fatto da apripista con il mondo dello spettacolo, con Avati al cinema e a teatro con Virzì, che mi ha forgiata.

Quali sono i rimpianti di Chiara Sani? Non lo so, forse ho detto molti no, e in tanti mi hanno detto di aver fatto male. I no che ho detto sono stati ai reality, me ne sono stati proposti due o tre ma di andare in quella sorta di esperimento ed essere messa in branco con altri vip non mi piace. Magari fare da autrice si, così poi mi divertirei io! No, davvero ho scelto quello che sentivo, l’istinto mi ha suggerito questo.

I tuoi prossimi progetti? Da un anno sono conduttrice di un programma su una tv emiliana, Tv 7 Gold, di cui sono autrice, si chiama Social Town e facciamo sketch in giro per Bologna in cui sono coinvolti i nostri sponsor. Sto anche scrivendo con uno sceneggiatore un soggetto per un film, un po’ alla “L’erba di Grace” o “Little Miss Sunshine”, non so se si realizzerà questo sogno, ma intanto già scrivere mi rende felice.

Conosci il Ravello Festival e, nel tempo libero, che genere di musica ami ascoltare? Non sono mai stata al Ravello Festival, ma conosco Ravello, un posto splendido, in provincia del paradiso, direi. Nel mio Ipod ci sono i Genesis, i Pink Floyd e B-52’s, colonna sonora della mia vita. Quando facevo Emilio 90 su Italia 1, Gene Gnocchi, mi staccò la cuffietta con cui ascoltavo musica e mi disse che ascolti? Quando gli dissi che mi piacevano i B 52 mi consigliò di ascoltare gli Squeeze. E poi mi piacciono le colonne sonore, specie quella di True Blood, una serie che amo. Anzi ho anche realizzato una web serie, Lunatici, dedicata a vampiri e licantropi, ma in versione comica arrivata in finale all’ultimo Roma Web Fest.

I tuoi hobby e le cose che proprio non sopporti? Fra gli hobby adoro la ginnastica artistica, ma essendo una ginnasta schiappa sono diventata istruttrice, adesso faccio soprattutto acrobatica.  Ho imparato ad avere coraggio e a fare i salti di cui avevo paura da bambina. Infatti vado tutte le sere ad acrobatica, ho una palestra a Roma ed una a Bologna, perché faccio la pendolare fra le due città. Cosa non sopporto? Le persone pesanti e che non hanno autoironia. A pelle detesto la gente che urla, specie nelle discussioni, sia uomini che donne. E poi… non sopporto di non essere mai stata morsa da un bel vampiro, almeno non invecchierei più!

Chi vuole ringraziare oggi Chiara Sani? Che bella domanda, è la prima volta che me la fanno. Ringrazio Andrea Mingardi e Pupi Avati, Virzì. Nella mia vita privata ringrazio il mio migliore amico Paolo, Lollo, un altro mio carissimo amico, e poi Dio per avermi dato la fede. E ringrazio padre Ubaldo, è un grande, a capo della Chiesa di S. Francesco a Bologna che mi ha aiutata tanto.

Non è più tempo per le domande e nemmeno per le risposte, ma io e Chiara Sani continuiamo a parlarci e a parlare di fantasy, di conventi francescani, di Ravello e di uno straordinario appuntamento del Ravello Festival, il concerto all’alba, per poi salutarci con un sorriso.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Leave a Reply

— required *

— required *

Ravellomagazine è una testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Lucia Serino - Registrazione del Tribunale di Salerno n°9 del 19 marzo 2014. Editing by Fondazione Ravello | p.iva C.F. 03918610654