febbraio 8, 2015 | by redazione
Richiesta di Commissariamento della Fondazione Ravello / IL TESTO INVIATO ALLA REGIONE

Devo informare degli ultimi accadimenti nel Consiglio Generale di Indirizzo della Fondazione Ravello, quale Ente riconosciuto dalla Regione Campania con D.D. n. 562 dell’11 settembre 2003 e successivamente modificato con D.D. 12 23/’7/2014 dipart. 54 direzione G12 Unità O.D.7.

Lo Statuto della Fondazione prevede che l’ente sia retto da due organismi, ossia il Consiglio Generale di Indirizzo, che nomina, al suo esterno, il Presidente, ed il Consiglio di Amministrazione. Vi è poi un Collegio dei revisori dei conti ed un Segretario Generale.

Essendo venute a scadenza le cariche della Fondazione, gli enti fondatori, ossia Regione Campania, Comune di Ravello e Provincia di Salerno, in uno al Ministero per i Beni e le Attività Culturali ed all’E.P.T., hanno designato i propri rappresentanti in seno al Consiglio di Indirizzo. A seguire, con mia nota del 20 gennaio 2015, ho convocato la riunione del Consiglio di Indirizzo per il 24 gennaio 2015, con diversi argomenti all’ordine del giorno, tra i quali la nomina del nuovo Presidente.

Alla riunione non ho partecipato, ma so che, dopo la trattazione di alcuni degli argomenti all’ordine del giorno, sono sorte discussioni in merito alla nomina del Presidente senza alcuna convergenza e determinazione, tant’è che i Consiglieri si sono aggiornati ad altra riunione, da tenersi il successivo 31 gennaio 2015, senza alcuna richiesta al Presidente ancora in carica (il sottoscritto) per una formale, legittima, nuova convocazione ai sensi dello statuto.

Non è seguita, invero erroneamente, una nuova convocazione ed infatti alla riunione del giorno 31 gennaio, hanno partecipato solamente sei (6) consiglieri su undici (11), i quali hanno nuovamente aggiornato la riunione, stavolta per il 5 febbraio 2015 e in altra sede rispetto a quella delle prime due sedute.

Avendo appreso di tali accadimenti da una puntuale determina del Segretario Generale, il giorno 5 febbraio 2015, alle ore 12.00, ossia in concomitanza con la ripresa dei lavori degli autoconvocati, mi sono presentato presso la sede della Fondazione e ho redatto e sottoscritto un mio verbale/determina, del quale, alle ore 12.05, ho dato lettura agli unici astanti, nelle persone del Segretario Generale Dott. Secondo Amalfitano, il Consigliere di Amministrazione Adriano Bellacosa, il Direttore Generale del Ravello Festival Stefano Valanzuolo, la dipendente Anna Ernestina Fiore. In tale verbale, ho dato atto della irregolarità delle procedure seguite dal 24 gennaio al 5 di febbraio e mi sono riservato di convocare, nel rispetto delle regole di legge e statutarie, un nuovo consiglio di indirizzo.

D’altro canto, avevo verificato che gli altri Consiglieri già assenti alla riunione del 31 gennaio 2015, non avrebbero potuto partecipare alla nuova adunanza ed anzi, alcuni di questi, avevano espressamente manifestato il loro dissenso rispetto a convocazioni irrituali ed in contrasto con le previsioni statutarie.

Sta di fatto che, dopo il mio allontanamento, ho appreso dal Segretario Generale che cinque Consiglieri di Indirizzo si sono presentati presso la sede della Fondazione ed avevano ritenuto di tenere una loro riunione, nonostante mancasse il numero legale e fosse stato esplicitamente dichiarato dal Presidente la illegittimità di qualsiasi adunanza così come comunicato ufficialmente ai presenti dal Segretario Generale che ha provveduto finanche a distribuire copia del mio verbale

Lo stesso Segretario Generale si è dunque allontanato, per poi essere informato del fatto che i Consiglieri presenti avevano ritenuto di proseguire comunque una riunione nei locali della Fondazione.

All’esito, si è appreso dalla stampa del fatto che i Consiglieri di Indirizzo, rimasti indifferenti rispetto ad ogni sollecitazione finalizzata a ripristinare le condizioni di Diritto e di legittimità, che permettessero la partecipazione democratica di tutti quanti i membri del Consiglio di Indirizzo ed anche del Collegio dei revisori (mai formalmente e legittimamente convocati per quella adunanza), hanno deliberato, per tutte le ragioni sopra esposte illegittimamente, la sola nomina del nuovo Presidente della Fondazione, nella persona del Sindaco di Ravello.

Devo precisare che nessuna norma di legge o di statuto ammette la possibilità che, a fronte di una unica e valida convocazione, da parte del Presidente, possano seguire ben due “autoconvocazioni”, come nel nostro caso, per il 31 gennaio 2015 e poi per il 5 febbraio 2015, con soluzione di continuità nello spazio e nel tempo.

Peraltro, anche ad ammettere che, per una sola volta ed entro uno spazio temporale contenuto, si rinvii la trattazione di alcuni argomenti all’ordine del giorno, tutti gli assenti devono essere necessariamente informati col sistema previsto dallo statuto e dunque col preavviso di cinque giorni, riducibili a due solo nel caso di dichiarata e deliberata urgenza, circostanza quest’ultima che non è stata né dichiarata, né comunicata. Di contro, non risulta essere stato richiesto allo scrivente di attivare una nuova convocazione, quand’anche sulla base di argomenti, date e luoghi da quel consesso proposti. Va sottolineata, a tal proposito, la già richiamata nota del Segretario Generale, inviata a tutti gli aventi titolo, che ben sintetizza alcune circostanze in termini di fatto e di diritto, soprattutto laddove sottolinea la contrarietà di Consiglieri di Indirizzo a tutto quanto loro notiziato per evidenti illegittimità. A questo è da aggiungere che non pochi dubbi residuano sulla legittimità della nomina di almeno uno dei membri del Consiglio di Indirizzo, secondo quanto già rappresentato alla attenzione della Regione Campania, avendo compiuto la nomina il Commissario dell’EPT, cui una tale prerogativa sembra impedita dall’art. 22, comma 2, della legge regionale 8 agosto 2014, n. 18, lì dove, peraltro, è stata proprio la partecipazione del membro del consiglio nominato dall’EPT a permettere agli altri Consiglieri di ritenere raggiunto il quorum costitutivo, necessario a rendere l’organismo collegiale (asseritamente) idoneo a deliberare. Tale circostanza, laddove verificata, riguardando l’E.P.T., ente strumentale della Regione Campania disciplinato da una recentissima legge di riordino regionale che lo vede disciolto, realizzerebbe il gravissimo paradosso di vedere lo stesso soggetto-Regione Campania da una parte vigilante e garante della legalità e della legittimità degli atti della Fondazione (d.P.G.R.C. 22 settembre 2003, n. 619) e dall’altra soggetto che, sia pure indirettamente, determina e innesca percorsi illegittimi.

Ad oggi, ed in mancanza di un formale atto di esecuzione della deliberazione assunta dal Consiglio di Indirizzo così malamente composto, da parte del Segretario Generale (che è l’unico soggetto autorizzato e legittimato a redigere i verbali deliberativi delle adunanze e, congiuntamente al Presidente, a sottoscriverli, nonché a mettere in esecuzione le deliberazioni, ai sensi dell’art. 13 dello Statuto), la Fondazione è posta in una condizione di assoluta precarietà e pericolo.

Infatti, è urgente provvedere alla approvazione del bilancio preventivo, in mancanza del quale non si potrà procedere alla organizzazione del prossimo Festival, che rappresenta il principale scopo fondativo, anche partecipato dalla Regione Campania, che ha pure riconosciuto la personalità giuridica al nostro Ente. Tale atto fondamentale allo stato non è adottabile per mancanza degli Organi deputati e preposti alla sua legittima approvazione: CdA (decaduto e non rinnovato), Collegio dei revisori (decaduto e non rinnovato), CdI (decaduto e forse rinnovato con gravi dubbi di legittimità per la sua composizione). A tale ultimo proposito si rappresenta che la eventuale illegittima presenza di membri nel Consiglio Generale di Indirizzo renderebbe nulli tutti gli atti adottati in specie laddove, con la loro presenza, hanno determinato la validità della seduta e il risultato delle votazioni. Solo per memoria si sottolinea che tutti i Consiglieri assegnati e nominati nel CdI concorrono alla elezione del CdA, del Collegio dei revisori e a formare il numero legale per la validità delle sedute.

E’ per tutti questi motivi, non disgiunti dalla ferma volontà di evitare che atti illegittimi possano determinare gravissimo nocumento ad una Istituzione per la quale per dodici anni le Istituzioni socie in primis, ma anche importanti e prestigiose Istituzioni pubbliche e private, hanno concorso a realizzare un modello di efficienza e sicuramente un prototipo di gestione dei beni culturali, sento il  dovere richiedere come con la presente espressamente

CHIEDO 

alla Regione Campania, ai sensi dell’ art. 25 cod. civ., del d.P.G.R.C. 22 settembre 2003 n. 619 e di tutte le leggi e regolamenti richiamati e collegati, a porre in essere, con l’urgenza del caso,  ogni azione finalizzata ad assicurare il rispetto delle regole di funzionamento della Fondazione e della legge e, soprattutto, a garantire la immediata operatività e legittimità della stessa Fondazione, stante le urgenze e la rilevanza delle azioni da attivare, anche con la nomina di un Commissario.

Resto a disposizione, con la intera struttura della Fondazione, per rendere ogni chiarimento, ogni utile informazione e atto, per il più efficace raggiungimento e perseguimento dello scopo fondativo.

Con cordiali saluti

Il Presidente Renato Brunetta                     

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