novembre 18, 2015 | by Emilia Filocamo
Rossella Pugliese ci racconta “Effetti InDesiderati” di Claudio Insegno, la prima commedia sul delicato tema della Terra dei fuochi

Ci sono diversi modi per iniziare un’intervista, per aprirla con una sorta di “ouverture” che possa poi essere “in armonia” con l’esecuzione della stessa. Nel caso dell’intervista all’attrice Rossella Pugliese direi, quasi senza ombra di dubbio, che il sorriso e l’entusiasmo sono stati alfa ed omega della nostra piacevole chiacchierata telefonica. E non è stato forse un caso, trattandosi di una delle protagoniste di Effetti InDesiderati, commedia a firma di Claudio Insegno con un cast di tutto rispetto e che strizza l’occhio al teatro per capacità ritmiche, per tempistica, improvvisazioni ed umorismo dei tre protagonisti principali, Biagio Izzo, Francesco Procopio e Massimiliano Gallo. La commedia prende per le corna il diavolo tematico della martorizzata “terra dei fuochi” per trasformarlo in un esilarante, originalissimo soggetto e virare dunque in chiave ilare un tema doloroso. Capacità esorcizzante del sorriso, voglia di sopravvivere al male e fornire una speranza, seppure in veste comica. E Rossella Pugliese è una delle chiavi di lettura di questa speranza.

Rossella, parliamo di Effetti InDesiderati. Come è stata questa esperienza vissuta nel tuo caso “dalla pancia” del film? È una commedia in cui per la prima volta il problema drammatico della Terra dei Fuochi viene letto in maniera comica, spero davvero ci sia una maggiore distribuzione delle copie del film perché merita di essere visto il più possibile. I tre protagonisti principali mi hanno trascinato in un’atmosfera familiare. Il film non è stato realizzato con un budget elevatissimo e spesso è capitato che mi ritrovavo sul set ad aspettare il mio turno per recitare mentre si creavano dei siparietti comici e dei momenti in cui ammirare Claudio Insegno alla regia. I momenti di improvvisazione fra i tre attori Gallo, Izzo e Procopio sono stati assolutamente unici.

Qual è il tuo ruolo? Il mio personaggio è Nella, ragazza determinata, ed elemento femminile di una band. Sono la bassista. Questa band che non vuole allontanarsi dal territorio ed emigrare, è alla disperata ricerca del proprio cantante. L’aspetto interessante è che questo gruppo di ragazzi, così come negli altri personaggi, ha una doppia identità professionale, si lavora magari al bar e nel contempo si è artisti. La trama è molto particolare, una sostanza viene per errore messa nei silos dove c’è il latte utilizzato per fare le mozzarelle di bufala e tutto il paese viene improvvisamente colto da un irrefrenabile grande brio sessuale. Ma anche quando la pozione magica finisce, continuano le conseguenze, spinte da una sorta di effetto placebo. Tutto ciò è anche una metafora di ciò che riesce a fare il nostro cervello. Il mio personaggio, Nella, non riesce a dimostrare al ragazzo di cui è innamorata i suoi sentimenti, il lui in questione è interpretato da Gianluca Di Gennaro che però non sembra corrispondere il sentimento. I 4 ragazzi della band aiuteranno i fratelli La Vecchia, i titolari del caseificio, a metter su nuovamente la loro azienda. Questo è un altro messaggio del film: l’unione fa la forza, nonostante le difficoltà.

Sulla base di questa esperienza, sei convinta che la commedia di qualità, quella che diverte ma fa riflettere, possa diventare un punto saldo per il cinema italiano? Quando ho letto la sceneggiatura di Effetti InDesiderati ho subito capito che si trattava di qualcosa di bello, di assolutamente nuovo. Il problema in Italia è che troppo spesso attori, registi e produttori non vogliono rischiare, non vogliono osare, preferiscono ancorarsi a progetti più sicuri, non cogliere le sfide. I punti forti di questa commedia sono molti: innanzitutto il tema non è scimmiottato ma trattato con rispetto, seppure in chiave comica, e poi c’è un cast, fatta eccezione di Biagio Izzo, che abbiamo sempre visto in veste comica, in cui gli attori provengono da ruoli forti, duri, o addirittura drammatici. È un ribaltamento di interpretazioni, quasi un paradosso che in questa commedia ha funzionato. E poi i ritmi sono spesso teatrali fra i 3 protagonisti, d’altronde Procopio e Izzo hanno fatto tanto teatro insieme e si avverte questa affinità. Sicuramente un budget superiore avrebbe aiutato per lo più ad economizzare meno sui tempi di lavorazione.

Puoi anticiparci i tuoi prossimi progetti? In verità sto rincorrendo in questo momento una cosa, un sogno che in pratica si realizza, ma non posso dire molto. Posso dire che si tratta di un ruolo drammatico per il quale c’è stato un intenso studio fra regista ed attore prima dell’interpretazione.

Fai parte della scuderia di un’agenzia importante, quella di Tiziana Deodato: quanto ti ha aiutato essere parte di questa che sembra una sorta di famiglia e qual è l’utilità maggiore delle agenzie nel tuo mestiere? In verità non ho avuto un buon rapporto con le agenzie, fortunatamente ho incontrato Tiziana Deodato, che conosco da 2 mesi, e con lei si è creato subito un rapporto umano, ancor prima che professionale. Con lei mi sento libera di esprimere ciò che voglio fare, i miei desideri, e poi è fondamentale lavorare sempre come una squadra. In realtà, ripeto, fatta eccezione per l’agenzia di Tiziana, in passato le maggiori proposte mi sono arrivate direttamente. A volte, anche se ho solo 29 anni, mi sento in ritardo su tante cose, ho iniziato a studiare recitazione a 20 anni, prima ho studiato danza per 15 anni, poi, come spesso succede, accompagni l’amica a fare il provino e scelgono te, anche se non era questa la mia intenzione. Ho fatto il provino per caso.

Se non fosse diventata un’attrice, Rossella Pugliese oggi sarebbe? Mi sarebbe piaciuto fare il medico, anche se poi mi sono resa conto che fare il medico è più di un mestiere, è una missione e la vita delle persone dipende da te. Tuttavia la passione mi è rimasta, seguo tutti i medical drama, soprattutto Grey’s Anatomy anche se gli impegni non mi permettono di essere una spettatrice costante.

Ecco quali saranno i tuoi impegni a breve scadenza? Sono in giro con “Sogno di Una notte di Mezza Estate” con Lello Arena ed Isa Danieli. Una veste completamente diversa, da sogno e sopra le righe quella del mio ruolo: interpreto Elena.

Sei mai stata al Ravello Festival? Quale potrebbe essere secondo te il tema conduttore dell’edizione 2016? Ne ho sentito parlare molto ma non ci sono mai stata, anzi conto di venirci al più presto, sono una persona curiosa, questa è la mia dote forse più bella ed è uno dei miei desideri assistere ad una serata del Festival. Come tema proporrei “Lo Scambio”, inteso come momento di comunicazione e condivisione, come occasione di crescita fra due persone. A volte anche lo scambio di un solo sorriso con una persona che incrociamo per strada può lasciarci tanto, specie se siamo in una situazione di disagio o difficoltà.

L’intervista a Rossella Pugliese, come avevo anticipato, si chiude come un cerchio, ancora una volta nel nome del sorriso, del buonumore, ma non quello facilone, ingenuo e sterile, che ride di tutto senza entrarci con convinzione, parlo di quel sorriso/esorcista che invoca il Belzebù dei problemi, siano essi di corruzione, inquinamento, di un popolo e di una terra umiliati e vessati per scacciarli e finalmente liberare il corpo che ne è stato malvagiamente posseduto.

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