ottobre 30, 2015 | by Emilia Filocamo
“Se penso ad una fusione fra l’Electro Minimal House ed il Ravello Festival, mi viene in mente una commistione con la musica di Wagner” ecco Angelus Marino, dj e produttore di fama internazionale

Pensando alla definizione, anzi alla parola dj, si associano alla mente mille immagini diverse e composite, tutte comunque rimanti e combacianti con un’altra insostituibile: musica. A questa sorta di idea guida vanno dietro però altre immagini per forza di associazione piuttosto scontate, di una persona magari un po’ sopra le righe, particolare nel look o negli atteggiamenti, di una sorta di favorito della notte e del buio. Nel caso del dj Angelus Marino, pseudonimo di Angelo Marino, uno dei dj e produttori più quotati a livello internazionale per il genere Electro Minimal House Tecno Edm, il mondo delle definizioni scontate, delle facili conseguenze, del due più due fa quattro, è stato per me completamente ribaltato dall’aver avuto modo di “incontrare”, e le virgolette sono d’obbligo, trattandosi di un incontro fatto di battute scambiate via mail e via telefono. Angelus Marino è un artista legato alla propria terra, concreto, di una concretezza che sembra quasi cozzare con il suo mestiere, un artista portatore di un messaggio che fa di Dio il  fulcro fondamentale con il quale aprire ogni giornata.

Angelo sei un artista conosciuto a livello internazionale, con collaborazioni di spicco. Credi che in Italia sia più difficile emergere musicalmente, c’è sufficiente attenzione per il talento e soprattutto per i giovani che tentano di emergere? No, non credo che sia difficile in Italia imporsi musicalmente: c’è una vasta scelta di dj bravissimi ma, a differenza di altre nazioni, l’Italia è ancora un po’ indietro. Questo, ovviamente, musicalmente parlando: ci sono tantissimi giovani di talento ma magari non vengono ascoltati o presi in considerazione, io spero di riuscire ad aiutarli tanto.

Puoi darci una definizione del genere di musica che fai? Utilizzo magari dei termini non adatti, ma che tipo di commistioni e suggestioni evoca ed ingloba? Il mio genere è l’Electro Minimal House Tecno Edm, in parole povere unisco suoni elettrici al naturale. È il caso di Virus, il brano che mi ha portato al battesimo internazionale, ormai in vari posti si ascolta e si balla la Edm ma sono convinto che ritorneranno il bit anni ’90 e la Underground. Attualmente, ogni settimana conduco un  programma chiamato Teletrasporto D.N.A. 5.0 su Live Sesion and Vendjs.com, EleKtrona e su altri 60 network nel mondo. Utilizziamo la musica per diffondere messaggi di pace e di amore.

Ma è sempre stato questo il tuo sogno? Sin da bambino, dall’età di 6 anni, mi divertivo a giocare con le radio, per poi suonare un organo a pedale e così miscelare musica e suoni. Tutto per me è sempre stato musica, dai rumori per strada a quelli nell’aria e nei prati, perfino lo scricchiolio più strano per me si è sempre convertito in musica.

Ma come sei diventato dj? E come è avvenuto il passaggio a produttore: evoluzione naturale o era un obiettivo prefissato da sempre? Come ho detto prima la musica è sempre stata la mia più grande passione, poi è diventata un lavoro 24 ore su 24. A 12 anni c’è stata la prima festa con ben 280 persone, poi di seguito con altri amici organizzavamo feste nei paesini della mia zona fino ad arrivare ai club di provincia. Il grande salto c’è stato quando sono arrivato ad una radio locale. I miei due grazie vanno ad Angelo Monaco, allora proprietario del Club Dancing Copa Cabana, lui è scomparso ma è nelle mie preghiere tutti i giorni; il secondo grazie va al direttore Simone Giuseppe di Nuova Radio Base Antenna 735, loro mi hanno dato le prime chances per entrare nel mondo della musica a 360 gradi e farmi conoscere.

A cosa stai lavorando adesso? Il mio ultimo progetto si chiama (Groove) Angelus Marino Feat Annita Yes e ancora Elfix (Il mondo degli Elfi).

Ci racconti chi sei fuori dalla tua professione? Le cose che ami fare, quelle che detesti, hobby, passioni, qualche “vizio”? Sono una persona tranquilla, amo passeggiare nei boschi, cucinare, stare con i miei amici, andare in Chiesa a pregare. Ho due hobby: il biliardo ed il tre sette!

Il nostro magazine è legato al Ravello Festival: se dovessi immaginare una fusione fra la tua musica e quella che caratterizza il nostro Festival, come la concepiresti? Penso subito ad una commistione con Wagner, un compositore che trovo favoloso. Ogni festival ha un proprio valore intrinseco, ma il vostro ha una marcia in più e spero davvero di poter portare una mia data del tour dalle vostre parti.

Qual è il tuo primo pensiero al mattino? La prima cosa che faccio appena apro gli occhi è pregare e ringraziare Dio perché mi da la possibilità di affrontare un’altra giornata, poi dare il mio buongiorno a tutte le persone.  

L’intervista si chiude qui, in maniera insolita per chi ipotizzava un finale diverso, trattandosi di un dj e di un genere musicale per il quale servono tante coordinate e per coordinate intendo le parole atte a definirlo. Non credo che poi Angelus Marino me ne vorrà se rivelo che fra le sue foto, quelle di lavoro, quelle adatte a completare questa intervista, e dunque esplicative dei suoi successi, se ne è “intrufolata” volontariamente una, diversa da tutte le altre, ma non diversa da questo artista:  la foto ritrae una campagna, quella di suo padre e dei frutti di stagione. Un’immagine semplice, rurale, comune, familiare che quasi stride con Dubai, New York, l’Electro e le suggestioni di una consolle. Ma Angelus, ripeto, non è più parte del mondo in cui, obbligatoriamente, due più due fa  quattro.

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