dicembre 8, 2015 | by Emilia Filocamo
“Sono testarda e determinata, non mi piace arrendermi”. Dall’esperienza sul set di Paolo Genovese l’attrice abruzzese Sara Dall’Olio

Sara, Sara Dall’Olio, l’attrice, è bella, di quelle bellezze non chiassose ma sicure: è un po’ come la sua terra, l’Abruzzo dei contrasti, dei monti e delle spiagge e della sua terra ha probabilmente ereditato la tenacia, la costanza, la forza di credere fermamente nei propri sogni, nel proprio destino, al momento annusato e sfiorato, ma che non tarderà ad afferrare. Questa intervista a Sara Dall’Olio ha avuto un prima ed un dopo: e probabilmente il dopo era necessario per arricchire la sua storia con le novità che l’aspettano e che vanno in direzioni geografiche diverse: da sud a nord, verso la Calabria e verso Milano. Quando le parlo nuovamente al telefono, Sara è piuttosto dubbiosa se recarsi sul set di Don Matteo 10, spostarsi da Pescara a Spoleto in pochi giorni: è una ragazza che vuole fare tutto da se, senza pesare su nessuno ma forte solo dei propri desideri, gli stessi che aveva sin da bambina, quando già si immaginava nel mondo dello spettacolo, come testimoniano alcune delle sue foto.

Sara dall’ultima volta in cui ci siamo sentite qualcosa, anzi più di qualcosa è cambiato. Ci racconti come si è evoluta professionalmente la tua vita? Sì, sono stata scelta per un corto a scopo sociale che si girerà in Calabria: è la storia di un malato terminale ed ha un significato intenso per far capire agli altri cosa vuol dire essere malati, e come vive chi condivide questa sofferenza con il malato, un familiare ad esempio. Sono felicissima di questa opportunità e ringrazio il regista Salvo Bonaffini che mi ha scelto per il ruolo, sarò un’infermiera, e dunque interagirò con il protagonista. E poi per la prima volta mi confronto con un ruolo ed una situazione seria, e non con una commedia.

La prima volta in cui ci siamo sentite mi hai parlato della tua esperienza sul set di Paolo Genovese, Sei mai stata sulla luna. E poi di un corto, Il Traghettatore. Come hai vissuto questi due momenti così diversi fra loro? ‘In Sei mai stata sulla luna’ avevo un ruolo davvero piccolissimo, ma ho fatto parte di un cast importante e di un set di successo, l’altro è stato un docufilm girato a Pescara con la regia di Alessio Consorte. Ma le novità sono altre: il prossimo anno avrò un’agenzia e frequenterò a Roma l’Accademia. Ho fatto l’audizione e sono stata presa.

Sei una ragazza abruzzese: cosa riconosci in te di tipico della tua terra? Forse la testardaggine, sono estremamente determinata anche perché in questo mondo c’è tanta concorrenza. A volte forse sono anche un po’ troppo impulsiva, anche all’audizione mi hanno fatto notare questa mia testardaggine.

Come è cambiata la tua vita in questo periodo fra casting ed audizioni? Riesci ancora a conservare le vecchie amicizie? Ad esserti sincera le cose sono cambiate, ma non per volontà mia: vengo fuori da un periodo un po’ difficile, di bullismo e di episodi spiacevoli anche di stalking e mi dispiace notare che spesso in questo mestiere spesso ci sono invidia e cattiveria. Le amicizie sono poche, sono spesso in giro, dalla Puglia a Roma e a Milano, starmi dietro non è facile, nemmeno per la mia famiglia. Ma non mi arrendo. A marzo mi aspetta un film di sei puntate che si girerà fra Atri e Teramo, poi a gennaio ci saranno un po’ di cose che si muoveranno, un film prodotto dalla Excelsior Cinematografia di Milano, ‘Ai confini della vanità’, una commedia.

Sei innamorata adesso? Sentimentalmente no, non sono legata a nessuno, purtroppo è difficile conciliare questa passione con una relazione stabile più che altro per le difficoltà, le distanze e le gelosie. Due anni fa avevo una storia ma è finita proprio per la gelosia. A volte penso che magari il destino mi regalerà l’incontro della mia vita su un set, con un collega, ho ancora 23 anni, non si sa mai.

Cosa speri arrivi alla gente dal tuo lavoro? Cosa intendi comunicare? Sai, voglio approfittare di questa intervista per sfatare un mito e cioè che essere belle basti a raggiungere i propri obiettivi. Molti sono appannati dal binomio bellezza uguale talento ma non é così. La bellezza può aprirti tante porte ma poi, se vuoi restarci dentro, devi dimostrare di più e poi la bellezza è tante cose, è talento, è coraggio, è sensualità. È uno sguardo. Alla lunga è il talento che vince, e non la bellezza che prima o poi finisce.

Sara vuoi provare ad indovinare il tema del prossimo Ravello Festival? Ci penso un attimo… anzi no! ‘Il talento’, penso che sia un tema declinabile in mille modi ed è ciò che fa vincere nella vita.

Sono passati circa 4 mesi dalla nostra prima chiacchierata e di Sara mi hanno colpita mille cose: l’entusiasmo, innanzitutto, quella voglia di vivere e viversi i momenti con convinzione, non con scialba spensieratezza. E quel suo modo candido di raccontare le cose, di confessare le difficoltà di una ragazza che magari deve fare i conti con le trasferte costose per raggiungere un set e a cui non sa rinunciare, perché un set è sempre un’occasione e di queste occasioni è fatta la sua vita sin da quando era una bambina. Il destino le ha bussato presto alla porta e lei sta ancora là, con gli occhi grandi e spalancati di chi sa sorprendersi.

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