marzo 29, 2015 | by Emilia Filocamo
“Sono un ragazzo come tanti che ama la vita tranquilla e va a letto presto”. In esclusiva per Ravello Magazine, Gabriele Rossi, il Giorgio di Un passo dal Cielo 3

Alcune persone, prima ancora di alcuni personaggi, arrivano al cuore prima di altre, e non per via di particolari artifici o di “manovre” tattiche complesse e frutto di grandi strategie. Sono naturalmente indirizzate verso l’obiettivo, attratte da un polo che le converge verso una destinazione precisa senza fatica, senza sforzi, senza sovrastrutture. Hanno una semplicità innata e piacevole, quasi confortante che ha, come diretta conseguenza, la capacità di affezionare e di coinvolgere senza difficoltà. Penso a questo mentre scrivo l’intervista all’attore Gabriele Rossi, protagonista di Un Passo dal Cielo 3, nel ruolo del giovane agente forestale Giorgio, un personaggio complesso, fatto di piacevoli chiaroscuri, spesso volitivo, testardo, ma anche coraggioso, passionale e volenteroso, un fascio di emozioni che spesso non si stemperano al filtro di un contegno di facciata. Di Gabriele Rossi, invece, arrivano dritte all’obiettivo di cui parlavo prima tante cose: lo sguardo cristallino, il talento, la bellezza pulita e diretta, il sorriso. Ed addentrandomi nel suo mondo, di cui mi concede un piccolo davanzale dal quale affacciarmi a sbirciare, arrivano anche altre cose: l’energia, l’entusiasmo e la passione per il proprio mestiere, gli esordi, il rapporto con il resto del cast, i sogni e le difficoltà di un ragazzo come gli altri, come si definisce lui stesso. Faccio tuttavia fatica a non individuare nella sua innegabile   semplicità e normalità, un’aura, uno shining, una “luccicanza” che gli permettono di spiccare con una quasi inconsapevole forza. 

Qual è il rapporto di Gabriele Rossi con la natura, vista la tematica di fondo di Un Passo dal Cielo? Il mio rapporto con la natura è simbiotico, mi piace l’ambientazione naturale di alta montagna ma anche il mare. Un buon rapporto con i cinque elementi è il miglior modo di riappacificare il proprio spirito all’universo.

Il tuo personaggio è testardo e volenteroso: ti riconosci in queste due qualità ed in cosa ti discosti completamente da lui? Sono dei pesci, quindi testardo e volenteroso si assolutamente, mi rispecchio nel personaggio anche per il suo carattere impulsivo, ma nella vita sempre con la dovuta razionalità. Impulsivo e razionale sembra contraddittorio ma sono così. 

Ci racconti come è lavorare sul set di Un Passo dal Cielo? L’impressione che arriva a noi telespettatori è di un clima di grande serenità e complicità, è quello che effettivamente c’è anche in lavorazione? Il set di Un passo dal cielo è un ambiente di lavoro molto piacevole. C’è un forte senso di lavoro di squadra e questo crea un’aria produttiva e divertente allo stesso tempo.

Che rapporto hai con il protagonista principale, Terence Hill e quali sono i consigli che ti da più spesso? Terence è un faro nell’oceano, la sua esperienza e la sua professionalità danno una direzione chiara al lavoro alla quale tutti si affiancano piacevolmente. Il consiglio che mi da più spesso riguarda il modo di utilizzare lo sguardo, gli occhi, che sono lo specchio dell’anima e quindi del personaggio.

Perché Gabriele Rossi è diventato attore? Come nasce questa sua passione: ci racconti brevemente i tuoi esordi? Nasco danzatore, tuttora praticante soprattutto come coreografo contemporaneo teatrale. Sono stato dirottato nel campo recitativo perché nel 2008 cercavano un danzatore che sapesse recitare. Feci il provino, andò bene. Il primo set con Margherita Buy e da lì si è aperto questo mondo nuovo per me ma nel quale trovo molte affinità col mio modo di essere. Recitare è una passione. Sono fortunato.

Chi sei fuori dal set? Passioni, hobby, le cose che proprio non sopporti? Sono un ragazzo come tanti, studio all’università, amo andare al cinema e a teatro. Mi piace la vita tranquilla, la mondanità non mi appartiene. Una buona cena, un buon calice di vino, una buona compagnia e a letto presto: per me è il massimo. Gli amici mi danno del “vecchio”. 

Che rapporto hai con la tua bellezza e quanto ti ha aiutato? Ho un rapporto buono con me stesso. La bellezza aiuta se è esteriorità di una buona interiorità, altrimenti è inutile, come andare in barca con gli sci ai piedi. Mi ha aiutato? Sicuramente, ma non è mai determinante assoluto.

Hai mai pensato di lavorare all’estero, ti solletica mai questa idea o è nei tuoi progetti? Desidero riuscire ad andare all’estero per perfezionare l’inglese anzitutto. E perché no? Anche lavorarci sarebbe stimolante.

Ci sarà un’altra serie di Un Passo dal Cielo e dove ti vedremo? Quali sono i tuoi prossimi progetti? Dati gli ottimi ascolti, probabilmente ci sarà una prossima serie ma ancora nessuno ha firmato contratti. Chissà. Progetti futuri… Uno spettacolo teatrale che debutterà a La Spezia il 16 maggio e un film al cinema “Il Giorno Dopo”. 

Se potessi dire a qualcuno una cosa che non sei riuscito a dire, intendo sul lavoro, a chi lo diresti e perché? Direi a Ben Gazzara, mio nonno nell’Onore e Rispetto 2, e che ci ha lasciato poco tempo fa, che aveva piacevolmente ragione: la sua profezia si è avverata.

Rimpianti? Mai… Rifarei tutto quello che ho fatto nella vita, professionale e umana.

Faresti una dedica al nostro magazine, a Ravello Magazine? Un caro abbraccio a tutti i lettori di Ravello Magazine: non stanchiamoci mai di rincorrere i sogni che abbiamo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

Leave a Reply

— required *

— required *

Ravellomagazine è una testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Lucia Serino - Registrazione del Tribunale di Salerno n°9 del 19 marzo 2014. Editing by Fondazione Ravello | p.iva C.F. 03918610654