giugno 13, 2016 | by Mario Amodio
Sotto la pioggia il successo più bello. Amalfi vince la 61esima Regata Storica

E’ finita come quattro anni fa. Con il galeone azzurro di Amalfi che ai cinquecento metri aumenta il ritmo, supera Pisa e conclude vittorioso la 61esima regata della antiche repubbliche marinare. Così i padroni di casa si sono ripresi il trofeo interrompendo il predominio veneziano delle ultime edizioni. Uno strapotere quello dei lagunari, giunti ultimi al traguardo come nel 1981, che sul mare della Costiera si è sgretolato sotto un forte acquazzone.

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Foto Massimo Pica

Un finale impressionante ed emozionate quello del palio remiero, incredibilmente condizionato – mai come quest’anno – dal maltempo. Ed è stata proprio la pioggia battente a guastare la festa alle oltre 20.000 persone giunte ad Amalfi per assistere a un evento spettacolare. Ma per la gente di questi luoghi poco importa l’essere ritornati a casa inzuppati come pulcini. Quello che conta è aver conquistato un’altra vittoria memorabile. Il primo acquazzone, venuto giù alla fine della sfilata dei cortei storici, ha costretto figuranti e turisti a trovare riparo in locali o sotto i vicoli di Amalfi. Persino in cattedrale rimasta aperta dopo l’uscita del corteo. Alla partenza dal Capo di Vettica il cielo era plumbeo mentre il mare leggermente increspato. Tempo pochi minuti dalla via e la pioggia ha ripreso a venire giù copiosa più di prima. Ma nessuno si è scomposto.

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Foto Massimo Pica

Dalla spiaggia ai moli, dai balconi al lungomare in migliaia hanno atteso sotto l’acqua l’arrivo dei galeoni in rada. Hanno gridato e incitato Amalfi e quegli otto vogatori dai bicipiti esplosivi che negli ultimi cinquecento metri hanno compiuto un’altra grande impresa. Già perché secondo alcuni Amalfi non partiva favorita ed invece è ritornata a vincere sul mare che ne bagna le sponde. A ricredersi dopo la gara sono stati soprattutto quelli he già cantavano vittoria. E il monito della scorsa sera lanciato dal capovoga Luigi Lucibello si è rivelato profetico. “A chi pensa di avere la vittoria in pugno dico di aspettare la gara di domani” aveva detto il ragazzo amalfitano la scorsa sera durante la presentazione degli equipaggi ad Atrani. E così è stato.

foto Massimo Pica

foto Massimo Pica

In gara è stata fatta la differenza. Sono venuti fuori l’ardore e la forza determinati da quella fame di vittoria manifestata in più occasioni dal gruppo assemblato dal mister Franco Noio e che annovera quattro nazionali di canottaggio tre dei quali provenienti dall’otto che ha sfiorato la qualificazione alle olimpiadi. Luigi Lucibello, Luigi Amendola, Fabio Infimo, Mario Paonessa, Emanuele Liuzzi, Luca Parlato, Alberto Bellogrado e Luigi Proto, guidati dal timoniere Enrico D’Aniello, sono gli otto protagonisti di questa nuova esaltante impresa. Amalfi, che al la partenza occupava la corsia esterna, era partita in sordina, proprio come quattro anni fa.

foto Massimo Pica

foto Massimo Pica

Ha mantenuto a lungo la terza posizione controllando bene la gara e evitando che Pisa acquisisse un margine maggiore di vantaggio. Poi all’altezza del molo foraneo la svolta. Gli azzurrocrociati aumentano il ritmo, fino a quaranta vogate al minuto, staccano definitivamente Genova e vanno all’attacco di Pisa che ha condotto la gara per quasi 1400 metri. Nel finale la svolta memorabile: accelerazione del galeone azzurro che sembra decollare sull’acqua e volata finale verso il traguardo tagliato con più di mezza imbarcazione di vantaggio sui pisani.

Nel mare di Amalfi è esplosa la festa con decine di imbarcazioni che hanno accerchiato il galeone azzurro mentre dalle torri di avvistamento imbandierate con le croci irsute di otto punte è stato un tripudio di mortaretti. I campioni amalfitani con in testa il veterano Luigi Amendola alla sua terza vittoria sul mare di casa, sono stati accolti alla Darsena da una folla in tripudio prima della cerimonia di premiazione avvenuta ai piedi della statua di Flavio Gioia.

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