settembre 8, 2016 | by redazione
SQUADRA ANTIMAFIA E HOLLYWOOD

Squadra Antimafia e Hollywood: le due vite della bellissima attrice e cantante Hong – hu Ada da questa sera in onda su Canale 5 nel ruolo di una Lara Croft tutta italiana.

Il destino ha tante facce: è giocoliere, pagliaccio, killer, indovino, Cassandra imprevedibile e fuggiasca, furba; è incastro, momento, occasione, verso di dado. E’ sapere di avere una marcia in più, e non solo qualche centimetro di altezza, una confluenza di origini, di suggestioni e tradizioni che non cambiano solo i tratti somatici, il modo di porsi e di pensare, ma anche il modo di guardare alla vita, con lentezza e rispetto,  nei confronti di una fioritura come del prossimo, di un bambino come di un progetto. E’ dedicarsi nel modo più assoluto, senza rancori e senza invidie, è puntare verso qualcosa e sfiorarla, oppure essere destinati a centrarla. E’ tutto questo Hong-hu Ada, italo giapponese cresciuta a Miami, bellezza e talento coniugate nei tempi giusti, con radici e desinenze al posto giusto. E da oggi, da questa sera, Hong-hu sarà un personaggio insolito, forte e chiave di Squadra Antimafia 8, un personaggio che, in maniera contrastante, esula poi dal suo essere dolce, accorata, con il desiderio di interpretare una grande storia d’amore, magari anche in chiave ironica o comunque qualcosa che sostituisca ad una scena d’azione e ad un’arma, un bel bacio, di quelli da happy end.

Hong –hu, ci racconti il tuo personaggio di Squadra Antimafia 8 e come sei approdata a questa fiction? Certo, sarò presente dalla prima alla decima puntata, fatta eccezione per la settima. Il mio agente è Sarah, un personaggio molto forte modellato dagli sceneggiatori sullo stile di una Lara Croft italiana, siciliana. Lavora nei servizi segreti ed è caratterizzata da una grandissima fisicità: anzi proprio nella prima puntata il mio ruolo sarà molto ridotto quanto a battute, quasi privo, per dare risalto alla  fisicità, all’azione. Sarah è estremamente preparata militarmente, ha conoscenza di armi, anche chimiche, è una stratega anche mentalmente e, contrastando un po’ lo stereotipo della donna militare molto mascolina e magari poco femminile, il mio personaggio è estremizzato proprio esteticamente. Dal trucco, con uno smalto rosso vivo sulle unghie, al fatto che indossi tacchi altissimi, essendo già alta 1,76 sovrasto anche molti colleghi uomini. E’ perennemente accompagnata dal suo comandante che consiglia spesso e ne è il braccio destro. Anzi, rispetto a lui, Sarah è infallibile al punto da mettere addirittura in crisi il comandante stesso. Anche gli altri personaggi nutrono nei suoi confronti un certo timore reverenziale: è una ragazza che non sbaglia mai un colpo, preparata, attenta, con le armi sotto la giacca, siano essere un coltello o un’arma chimica, una persona con la quale è meglio non avere problemi insomma. Come ci sono arrivata? La Tao 2 mi osservava già da un po’, da quando recitavo a Londra con Peter Brooke. Ho recitato anche nei due film di Pupi Avati, il Papà di Giovanna e il Figlio più piccolo. Nel primo interpretavo un ruolo molto particolare, una donna partigiana, un personaggio forte e assolutamente insolito per quel periodo. Ma è una cifra che mi contraddistingue, ho sempre avuto ruoli forti, quasi prerogative maschili, donne che sono fredde o spietate, che non hanno tempo per relazioni, figli o matrimoni.

Sei anche doppiatrice nell’Era glaciale, giusto? Assolutamente! E’ mia la voce di Shira, la tigre: una tigre con gli occhi a mandorla e i denti a sciabola. Ancora un personaggio forte H girato ben 16 film sempre con ruoli di questo tenore, in Shauna The Legend, un western, insieme al grande Enzo G. Castellari sono un Comancheche cavalca e lotta, in Go go  Tales di Abel Ferrara, una ballerina di lap che è in realtà un agente segreto e in Mary di Abel Ferrara interperto una poliziotta.

Ma tu come sei veramente?  L’esatto opposto! Sono una persona tranquilla, che ama stare comoda in casa  Ecco, se c’è qualche regista “ in ascolto” faccio un appello: dopo 16 film vorrei tanto interpretare un ruolo in una commedia d’amore, romantica. Via le armi, i cavalli, i coltelli, le armi chimiche, sono pronta per una bella storia d’amore.  Mi piacerebbe ad esempio lavorare con Paolo Genovese, un regista che stimo tantissimo, un vero talento.

La musica è una componente importante della tua vita se non erro Assolutamente, ho studiato in America all’Università della Florida dove a differenza di qui c’è una laurea in recitazione e dove ho potuto studiare anche canto. Ho studiato gospel nero, ho seguito lo stesso percorso di studi di Whitney Houston, che ammiro tantissimo, lei ad Atalanta, io a Miami. Partendo dalla lirica, complice anche una mia nonna soprano, ho poi  capito che il gospel e la british pop tipo Adele erano più nelle mie corde. Ho inciso 7 album, per l’esattezza 4 album e 3 singoli, l’ultimo album contiene 12 brani ed è The Door of desires, tutti scritti da me. Il titolo parte dalla considerazione che tutti noi abbiamo una porta dietro la quale celiamo i nostri desideri ed è un torto non realizzarli per paura, perché più non realizziamo ciò che vogliamo e più saremo infelici. Sono convinta che nel mondo occidentale paura e velocità siano i mail del secolo.

Cosa ti porti dentro delle tue origini orientali? L’importanza della meditazione ed il grande rispetto per la natura, per gli accadimenti della natura. Se vediamo un ciliegio fiorire, noi ci fermiamo ad osservarlo, perché quel momento è una sorta di parto, l’albero impiega uno sforzo, simile a quello di una donna. Siamo lenti, e forse per questo meno stressati ed infelici. La velocità va di pari passo con la paura. Mio padre si ha origini giapponesi ed oltre ad averne ereditato i tratti somatici, gli occhi a mandorla, ho ereditato le tradizioni più profonde, lo yoga, ad esempio, che non è quello buddista ma che è captare le energie della natura, da quelle del vento a quelle del sole e della neve. E poi il mio essere geisha che letteralmente vuol dire “colei che scrive nel silenzio” E’ un concetto difficile da sintetizzare ma è una ragazza che decide di sua volontà di formarsi su pace, equilibrio e non invidia verso tutti, dagli uomini agli animali, dalle donne ai bambini. E ci si forma su esercizi e pratiche interiori, arrivando ad amare il prossimo, è l’artista che sceglie 1 delle sette arti, io ne ho scelte ben due, la musica e la recitazione.

Puoi anticiparci i tuoi prossimi progetti? Sarò in un film americano dove sarò la protagonista di una produzione americana e belga, ci saranno attori inglesi, americani ma anche spagnoli. E’ un thriller senza distinzione e confini fra sogno e realtà. E poi a gennaio 2017 uscirà The Flat, un thriller, uno psycho thriller dove ballerò la bachata sensual. Il film è stato girato fra New York ed il castello di Bracciano. E’ la storia di Michelle, una modella americano-giapponese che al top della propria carriera prende possesso di un appartamento a New York  ma sarà tormentata da uno stalker. Questo stalker da dei compiti alle vittime che sceglie e se la vittima riesce a portarlo a termine, avrà salva la vita. Io dovrò riuscire a ballare la bachata  sensual con coreografie acrobatiche e difficilissime. Mi sono dovuta allenare tantissimo e alla fine devo dirti che ho cominciato ad appassionarmi a questo ballo sul serio.

Un tuo pregio ed un tuo difetto? Sono molto sensibile, anche troppo, sono proprio l’opposto della mia fisicità, vengo delusa facilmente e questo rende la mia sensibilità anche un difetto. Ma il mio difetto più grande è che non riesco a perdonare, ci provo, ma con risultati scarsissimi, nemmeno un 5%.

So che sei stata a Ravello. Conosci anche il nostro Festival? Assolutamente, conosco il Ravello Festival e per me rimangono indimenticabili la terrazza di Villa Rufolo a picco sul mare e le vostre delizie al limone, mai più mangiate buone come allora!

A chi vuole dire grazie oggi Hong –hu? Ringrazio la Tao2 per avermi dato questa grande opportunità, questa chance, ringrazio Valsecchi e la Nesbitt per essere dei veri e propri talent scout, di agire un po’ come i produttori americani, alla scoperta di talenti, soprattutto giovani, che durano nel tempo. Non smetterò mai di volergli bene. E ringrazio Osvaldo De Santis con la 20 Century Fox per avermi dato la possibilità di arrivare nel mondo dando la voce a Shira. In realtà ho già sfiorato Hollywood, dovevo essere Viper, la protagonista femminile di Wolverine, accanto a Hugh Jackman. Se si osserva il fumetto della Marvel, Viper è concepita come una donna alta, dai lunghi capelli, orientale, atletica. Poi però il progetto ha cambiato regista, che ha abbandonato per un grave problema familiare, e dunque sceneggiatura ed attori. E’ stata un’occasione persa, per la quale ho pianto per ben 2 mesi, avevo sfiorato Hollywood.

Ti auguro di avere prestissimo un’occasione simile o addirittura migliore.Grazie, me lo auguro anche io, credo di essere pronta a fare il grande salto, parlo 6 lingue, suono due strumenti, il pianoforte ed il koto, l’arpa giapponese, e andare ad Hollywood  sarebbe un modo per tornare là da dove sono partita. Io ed Hong-hu ci lasciamo con un sottile velo di amarezza, di quelli che si posano sulle cose quando il destino decide di scombinare un attimo le carte, tutte perfettamente sistemate ed incastrate a dovere, e vedere che tipo di reazione abbiamo. Qualche ora dopo, dopo la nostra chiacchierata telefonica, la bella attrice mi invia le sue foto. La sensazione di amarezza dura un attimo: ci sono volti che hanno già disegnata sopra la storia che vivranno, volti, più caparbi di qualsiasi trabocchetto da destino/ burlone. E negli occhi Oriente, pace e ciliegi in fioritura da parto di Hong –hu io leggo solo questo.

 

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