aprile 3, 2015 | by Emilia Filocamo
Storia di Fabrizio Perrone, noto produttore teatrale ed agente di vip

Lo so, ho già abusato troppe volte di questo termine nell’arco delle mie interviste. Ma è una parola su cui mi piace riflettere, una specie di strano, insolito cubo di Rubik che mi tiene incollata alle sue facce. La parola è “kairos”, momento opportuno, o momento giusto. Io la intreccerei, come se si trattassero di due ciocche della stessa chioma ad un’altra parola: “destino”. Così questa intervista a Fabrizio Perrone, noto produttore teatrale ed attivo nel campo del management come agente degli artisti, rientra pienamente nel concetto di kairos, di momento propenso. Il nucleo infatti dell’intervista risale ad un po’ di mesi fa, ma poi, causa alterne vicende e qualche imprevisto, la genesi vera e propria si è dipanata solo recentemente. A chi potrebbe vedere in tutto ciò solo un semplice ritardo, una conseguenza del tutto casuale del concatenarsi degli eventi e dello svolgersi di vite ed impegni, rispondo con la considerazione che appunto, questo, questi giorni, e questo periodo costituivano il “momento opportuno” per addentrarmi in un mondo che fa da canale di comunicazione, cassa di risonanza, da “girello” per i primi passi degli artisti e da sbarra per le evoluzioni più complesse. Agenti, management, carriere, tutto rientra nell’area di interesse di Fabrizio Perrone, un magma incandescente e fatale, ma anche complesso e delicato in cui bisogna avere la sensibilità giusta per comprendere le diverse nature degli artisti, per valutarne possibilità e fragilità, sostenerne impegno e momenti difficili, talvolta ammetterne i momenti bui. Un mestiere affascinante e difficile che, dopo tante interviste a chi è dalla altra parte in cui arrivano luci, applausi e riflettori, mi permette, appunto al momento opportuno, di capire cosa c’è all’ombra, dietro un artista, quando si parla di agenti. E soprattutto di fare la differenza fra un agente comune e chi, invece, mette passione e avverte il proprio ruolo come una  missione.

Signor Perrone, sappiamo che proviene da una lunga carriera di produttore teatrale, vuole raccontarci i suoi primi passi? Dopo molto tirocinio in diverse e prestigiose produzioni teatrali e grazie anche ai miei viaggi continui all’estero per lavoro, studio e vacanza, un fortunato giorno, attraversando il palcoscenico del Teatro Verdi di Pisa, mi sono trovato ad essere la persona giusta, nel posto giusto al momento giusto… una settimana dopo ero regisseur in tournée mondiale con Vittorio Gassman ed il primo debutto fu al Teatro Monumental di Madrid con la presenza del Re di Spagna in sala! Questo è stato indubbiamente l’incontro che professionalmente ha segnato il mio percorso, da qui le direzioni tecniche e artistiche di alcuni Festival, l’emozione di lavorare con Giorgio Gaber, Dario Fo e Roberto Benigni, un libro-manuale sulla Direzione di Palcoscenico con allegato un lessico Internazionale di termini tecnici teatrali in sei lingue, l’ideazione e l’organizzazione di numerosi eventi artistici e mondani;  passare dalla produzione alla distribuzione è stata una naturale conseguenza.

Come ha deciso di passare dal teatro al management, quindi ad un discorso che comprende anche cinema fiction e televisione? Il passaggio è stato quasi fisiologico, l’esperienza maturata stando a stretto contatto con famosi registi e attori mi ha formato per riconoscere se un soggetto ha talento, cultura, stile e follia sufficienti per “emergere” e anche grazie alle conoscenze sul campo ho deciso che era giusto da parte mia provare a dare visibilità a tutto tondo a coloro che nel tempo hanno dimostrato attitudini anche nei settori della televisione e del cinema.

Cosa vuol dire essere un agente oggi? E quali sono le maggiori difficoltà che si incontrano nel suo mestiere? Fare l’agente non è come fare qualsiasi altro lavoro impiegatizio, significa saper creare le sinergie giuste affinché gli obiettivi comuni vengano raggiunti e realizzati in tempo utile e con la massima soddisfazione di tutti. È importante avere collaboratori che col tempo diventino come membri di una famiglia, più che di uno staff, in questo devo ammettere di essere stato molto fortunato a trovare Patrizia de Santis che ha fatto tirocinio in importanti agenzie, ed Alessandra Lattanzi, una professionista proveniente dal campo della comunicazione e capace di fornire agli assistiti sia consulenze tecniche che consigli su come valorizzare la propria immagine pubblica. Le maggiori difficoltà sono quelle di riuscire ad inserire un artista tra le centinaia di proposte della concorrenza! 

Si occupa ovviamente  dell’organizzazione di eventi importanti, può descriverci questo aspetto del suo lavoro? Se tutto ciò di cui ti occupi ti piace, sei preparato, tagliato per il mestiere, le difficoltà diventano più semplici da sopportare, quindi ci si può dedicare all’organizzazione di eventi con la consapevolezza che tutti resteranno soddisfatti.

La sua agenzia costituisce un ponte, un trait d’union prezioso con Hollywood, faccio anche riferimento alla collaborazione con la grande Chubbuck. Qual è il significato di questa collaborazione? E come ci si rapporta con il mondo dello spettacolo all’estero, quali sono le analogie e le principali differenze? A questa domanda potrà rispondervi meglio la mia socia Patrizia de Santis che dopo la recente e lunga permanenza negli USA fra NY, Las Vegas, LA ed Hollywood ha aperto una scuola in Italia come unica insegnante della “tecnica Chubbuck” ottenuta appunto dall’Actor Coach più importante di Hollywood, Ivana Chubbuck nel suo importante Studios Hollywoodiano. Per quanto riguarda i rapporti e le differenze con l’estero, posso solo dire che i contratti ed i rider sono chilometrici, loro non lasciano nulla al caso anche perché si tratta di personaggi world top. Vi racconto che quando ho chiesto alla Walt Disney un incontro per acquisire i diritti per un adattamento di un loro lavoro in Musical, mi hanno risposto che me lo avrebbero dato solo alla condizione di un versamento di 100 mila euro di cauzione!

Lei e la sua agenzia rappresentate tanti artisti di spicco. Ma, anche se so che non è carino fare nomi, c’è una collaborazione, un rapporto particolarmente positivo, insomma una sorta di “assistito preferito”? Invece che assistito preferito parlerei di rapporto di amicizia. Gli artisti in agenzia sono tutti meritevoli di grande stima e con tutti c’è un rapporto estremamente positivo. Devo ammettere che sono molto affascinato dall’eleganza e dalla bellezza di Gloria Guida e Sofia Milos.

Cosa pensa dei nuovi attori che si stanno affacciando al mondo dello spettacolo: i giovani non sono solo dunque reality e facili scorciatoie ma c’è anche molto talento e grande preparazione, credo. Lei cosa ne pensa? Effettivamente tra i giovani devo riconoscere che negli ultimi anni ho notato una grande crescita, studio e applicazione professionale, naturalmente chi ha talento ha una marcia in più.  Purtroppo la meritocrazia è un concetto che spesso passa in secondo piano per assecondare “qualità” che si fondano su tutto tranne che su preparazione, studio e serietà. La televisione e il cinema sono pieni di personaggi che durano un lampo, meteore destinate a scomparire dopo aver brillato per troppo poco tempo. Per un attore non superare un’audizione o un provino è un piccolo dramma che l’agente deve saper fronteggiare dandogli forza ed esortandolo a fare sempre meglio, poi esistono anche i casi in cui il bravo agente deve saper consigliare a qualcuno di cambiare strada. Quello che cerco di fare quotidianamente con i miei collaboratori, e non è uno sforzo da poco, è proprio tentare di premiare la qualità, il talento e l’impegno costante, questa credo sia la differenza tra un agente che intende questo come un semplice lavoro e colui che lo fa per passione. Le soddisfazioni ricavate dall’aver inserito la persona giusta nel giusto contesto, ti ripagano delle ore passate al telefono, delle poche ore di sonno e tanto altro.

Prossimi lavori, progetti? Ho una grande passione nello scrivere show di varietà e ho ripreso la collaborazione con il Teatro Centrale DinnerShow di Roma, di cui sono stato promotore e autore dal 2000 al 2008. Questo mi dà modo di scoprire volti nuovi e vi assicuro, che sono tanti gli artisti ed i talenti che meritano una visibilità a 360 gradi. Prossimamente partirà uno show estivo con gli artisti del Laboratorio Zelig di Roma di cui sono il promotore assieme ad Andrea Maia del Teatro Golden. Inoltre è nata una importante collaborazione con la Your Way Management di Emanuela Corsello, una delle più prestigiose Agenzie di Moda in Italia.

È mai stato al Ravello Festival? Purtroppo non ho mai avuto occasione di essere presente al Ravello Festival, ma mi piacerebbe partecipare con “Le voci del Musical” le più belle voci del Musical Italiano che interpretano i brani più famosi dei Musical Internazionali.

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