luglio 1, 2015 | by redazione
Sul Belvedere di Villa Rufolo i 12 Violoncellisti dei Berliner Philharmoniker – Esclusiva Italiana

Il Ravello Festival propone al pubblico sabato 4 luglio (ore 20), un appuntamento unico ed esclusivo che vede protagonisti i leggendari Violoncellisti dei Berliner Philharmoniker. Nel mondo musicale così come in tutti gli ambiti esistono le “istituzioni”. Ensemble, orchestre che diventano per storia, prestigio, qualità, dei veri e propri punti di riferimento del panorama mondiale. Una delle più autorevoli (se non la più autorevole) istituzioni musicali è senza dubbio l’Orchestra Filarmonica di Berlino. Come tutte le orchestre anche l’orchestra tedesca ha una sezione di violoncelli ma solo quella dei Berliner Philharmoniker rappresenta un ensemble indipendente e compatto: un’orchestra nell’orchestra che calcherà, per la prima volta nella sua storia, il Belvedere di Villa Rufolo. A partire dal loro debutto nel 1972, con il brano Hymnus di Klengel, i 12 hanno saputo conquistare il pubblico di tutto il mondo grazie ad un suono straordinario e sempre riconoscibile, raccogliendo successi in serie e diventando quello che sono. L’attesissimo concerto di Ravello si aprirà con un pezzo che è diventato, nel tempo, quasi un biglietto da visita del formidabile ensemble. Il compositore francese Jean Francaix, infatti, fu tra i primi ad essere stimolato dal prestigio e dalla classe dei 12 quando, nel 1974, scrisse “Aubade”, brano carico di suggestione, dedicato espressamente al complesso. Buona parte della selezione di lavori proposta nel concerto-evento della Città delle Musica si muove sotto l’incantevole cielo di Francia. A passo di danza procede Fauré, con due brani trascritti da David Riniker, uno dei fondatori dell’ensemble: la Berceuse, tratta da una suite per pianoforte a quattro mani (“Dolly Suite”) e la suadente Sicilienne che rimanda alle atmosfere orchestrali del “Pelléas et Mélisande”. Siamo, in entrambi i casi, nell’ultimo decennio del secolo XIX. Un omaggio a Bach reso con spirito sudamericano da un autore che visse a Parigi: tutto questo dona vivacità alle nove “Bachianas Brasileiras”, la prima delle quali fu composta proprio per un’orchestra di violoncelli (1930). La mano di Riniker, ancora, trasforma a uso e consumo del proprio ensemble l’incanto di brani immaginati per organici diversi. È il caso di “Lasst mich allein” (Lasciami solo), uno dei quattro Lieder dell’op.82, pubblicata nel 1888. O, ancora, della celebre Romanza di Nadir, punto culminante dell’opera “Les Pêcheurs de Perles”, esempio di esotismo meno caliente ma non meno interessante di quello esibito in “Carmen“. Il Valzer di Shostakovich, bellissimo, deriva dalla Jazz Suite n.2, del 1938; in molti l’hanno (ri)scoperto come colonna sonora del film “Eyes Wide Shut”, testamento spirituale di Kubrick. Si chiude a ritmo di tango, in un rito che celebra il pensiero triste che si balla attraverso la musica di Astor Piazzolla e di un paio di altri autori, meno noti in Italia: Horacio Salgan e infine José Carli, il più giovane del lotto con i suoi ottantuno anni di età. www.ravellofestival.com. Boxoffice: tel 089 858422 – boxoffice@ravellofestival.com

Sabato 4 luglio
Belvedere di Villa Rufolo, ore 20.00
I 12 violoncelli dei Berliner Philharmoniker
Esclusiva italiana
Posto unico € 40

Ludwig Quandt | Bruno Delepelaire | Dietmar Schwalke | Nikolaus Römisch | David Riniker | Martin Menking | Christoph Igelbrink | Rachel Helleur | Olaf Maninger | Martin Löhr | Knut Weber | Rouven Schirmer

PROGRAMMA

Jean Francaix (1912-1997)
Aubade
Andantino. Allegro ritmico. Allegretto amabile | Vivacissimo | Andante | Presto

Gabriel Fauré (1845-1924)
Berceuse op.56 n.1*
Sicilienne op.80*

Heitor Villa-Lobos (1887-1959)
Bachianas Brasilieras n.1
Introduction (Embolada) | Preludio (Modinha) | Fugue (Conversa)

Antonín Dvořák (1841-1904)
Lasst mich allein (Lasciami solo), op.82 n.1*      

Georges Bizet (1838-1875)
Romanza di Nadir da “Les Pêcheurs de Perles”*

Dmitrij Šostakovič (1906-1975)
Valzer dalla Jazz Suite n.2*

Astor Piazzolla (1921-1992)| Horacio Salgán (1916) | José Carli (1934)
Tanghi

*arrangiamento di David Riniker

BIOGRAFIE                                                                         

I 12 Violoncellisti dei Berliner Philharmoniker
Ogni orchestra sinfonica ha, naturalmente, una sezione di violoncelli. Ma solo quella dei Berliner Philharmoniker rappresenta un ensemble indipendente e compatto: un’orchestra nell’orchestra. A partire dal loro debutto nel 1972, con il brano Hymnus di Klengel, i 12 hanno saputo conquistare il pubblico di tutto il mondo grazie ad un suono straordinario e sempre riconoscibile, raccogliendo successi in serie e diventando una vera istituzione musicale. Si sono esibiti nelle più importanti sale da concerto di tutto il mondo, assumendo talvolta il ruolo di “ambasciatori musicali” della città di Berlino in occasioni speciali: hanno infatti suonato di fronte al presidente degli Stati Uniti nel corso della Conferenza dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa e sono stati più volte invitati dagli imperatori del Giappone. Il loro approccio mantiene in felice equilibrio rigore e virtuosismo. Il loro ampio repertorio spazia dalla musica antica a quella contemporanea, comprendendo trascrizioni e brani originali. Tra i tanti compositori che hanno scritto espressamente per i 12 Violoncellisti citiamo almeno Boris Blacher, Jean Françaix, Iannis Xenakis, Wolfgang Rihm, Kaija Saariaho e Tan Dun

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