maggio 12, 2015 | by Emilia Filocamo
“Sul set di Volare, Beppe Fiorello mi disse che gli ricordavo un personaggio felliniano”. A tu per tu con l’attore Francesco Longo, l’indimenticabile Frasulino nel film dedicato a Domenico Modugno

Forse realizzare un sogno, anzi realizzare il proprio sogno, quello più grande, quello  verso il quale si fa convergere tutta una vita, non implica necessariamente, come condicio sine qua non, la parola “partenza”, distacco, allontanamento dalle proprie radici. Talvolta, in alcuni casi eccezionali,  le due cose si compenetrano e diventano tutt’uno, e fondendosi, possono creare meraviglie, stupore e risultati inaspettati. Il sapore della Puglia, terra generosa non solo paesaggisticamente, ma specie negli ultimi tempi anche e soprattutto da un punto di vista artistico e di cinema, è tutto nelle parole, nei gesti e nei racconti dell’attore Francesco Longo. E non è solo una questione di accento, quello che letteralmente mi investe non appena raggiungo telefonicamente l’artista, ma è qualcosa di più, che ne permea intenzioni e ricordi, azioni e progetti, speranze e futuro. È nel profilo degli ulivi, nelle tradizioni, nella memoria sua e della sua gente, nel pout pourri di leggende, paesaggi, scorci, sembianze che fanno di questo attore un figlio della sua terra e che da questa, come se ne avesse vangato l’anima, ha colto linfa e frutto per i propri sogni. Ho un orario preciso per raggiungerlo telefonicamente, le dieci del mattino e non oltre. Quando mi risponde mi accorgo che è trafelato, di corsa, ma mi stava aspettando. Cominciamo quindi proprio a parlare di ciò che lo impegna tanto e, facile dedurlo, si parlerà di Puglia dal primo all’ultimo apostrofo.

Francesco, so che sei molto impegnato in questo momento: a cosa stai lavorando? Il 23 aprile uscirà ad Andria il film “La Zuite”, che in dialetto pugliese significa il matrimonio. È un film made in Andria ed in dialetto andrese che racconta un matrimonio pugliese anni ’60, di quelli che si facevano a quei tempi. Il regista è barese, io interpreto un tenore. Il film parteciperà al Festival di New York.

È stato difficile calarsi nel ruolo di un tenore? Hai preso lezioni di canto? No, non è stato particolarmente complicato, assolutamente. Anzi, è un ruolo che mi è piaciuto molto.

Ci racconti la tua esperienza sul set di Volare con Beppe Fiorello, fra l’altro da poco mandato nuovamente in onda? Certo, è successo nel 2013. Il film è andato recentemente in replica sulla Rai, a marzo. Io interpreto Frasulino, un barbone di San Pietro, un ubriacone considerato un po’ lo scemo del paese ed amico di Domenico Modugno. È stata un’esperienza bellissima lavorare accanto a Beppe Fiorello, a Kasia Smutniak e con Riccardo Milani, il regista. Sul set si è creato un ambiente unico e familiare. Il ricordo più bello che mi porto dietro da quella esperienza è stato quando, emozionatissimo, incontrando per la prima volta sul set Beppe Fiorello, mi disse che gli ricordavo un personaggio felliniano. Conservo ancora la sua dedica con autografo. Ho ricevuto tanti complimenti per la mia interpretazione, che ha colpito e commosso il pubblico, ancora oggi mi contattano in tanti.

Il rapporto con la tua terra credo sia molto forte, è così? Io amo la mia terra, la Puglia è una realtà unica, eccezionale. Ed è un cantiere a cielo aperto per il cinema e questo ci sta dando non poche soddisfazioni.

Un pregio ed un difetto di Francesco Longo? Il mio pregio è la sincerità. Sono anche una persona forse troppo buona, e questo spesso purtroppo si converte in difetto. Spesso mi fanno notare che sono molto umile e questa è una cosa che non cambierò mai di me.

Quali set ti aspettano dopo La Zuite? Ho partecipato ad un altro film, Infame, girato fra Bari e provincia da Giorgio Franco e Vincenzo Spina, due registi baresi. Si tratta di un poliziesco. E ancora un secondo poliziesco, Alta Marea, in cui interpreto un chierichetto. Poi continuo con il teatro, sono presente in 3 commedie a Sannicandro di Bari, il teatro resta una palestra insostituibile per questo mestiere.

Il sogno che vorresti realizzare? Il mio sogno è di lavorare con un regista che ammiro moltissimo, Giuseppe Tornatore, o con altri grandi del cinema. Fra le attrici sarei felice di lavorare con Manuela Arcuri ed  Elena Russo.

Il complimento che hai ricevuto e che ricordi con maggiore affetto? Tutti i complimenti mi sono stati fatti per la mia umiltà e semplicità. Mi piace essere considerato un artista sincero.

Sincerità e semplicità che fanno rima con certe caratteristiche della sua terra: il nodo di un ulivo o un tramonto appena schiuso sui campi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Leave a Reply

— required *

— required *

Ravellomagazine è una testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Lucia Serino - Registrazione del Tribunale di Salerno n°9 del 19 marzo 2014. Editing by Fondazione Ravello | p.iva C.F. 03918610654