aprile 15, 2015 | by Emilia Filocamo
“Sul set Sabrina Ferilli mi ha detto di non perdere mai di vista i valori e gli amici” in esclusiva, l’attore Emanuel Caserio, nuova promessa di Squadra Antimafia 7

 

Una passione può insinuarsi presto, con largo anticipo, infilarsi fra le intercapedini dell’anima quando ancora non si ha sufficiente coscienza di quanta importanza abbiano quello spazio e quello strano solletico che comincia ad affacciarsi. E questi sono i casi più comuni, quelli più accertati e nei quali, solitamente, ci si imbatte più facilmente. Oppure una passione può avere la stessa prorompente accidentalità di un temporale, manifestarsi d’improvviso senza alcun sintomo, dettaglio, indizio, suggerimento o sospetto. E questo è quanto è avvenuto ad Emanuel Caserio, all’attore Emanuel Caserio. Quando lo ascolto raccontarmi del modo in cui si è innamorato del suo essere attore, l’immagine di un qualcosa di imprevedibile che lo cattura mi si ferma nella mente d’impatto e già so, fin dalle prime battute di questa intervista che comincerò a parlare di lui utilizzando quell’episodio di cui mi ha parlato. Perché Emanuel, che è bello d’impatto ma anche per essenza, perché c’è tanta saggezza ed umiltà in questo artista da lasciare abbagliati e storditi, ha capito di voler essere altro, altro da un bel ragazzo della sua età, altro da uno sportivo, altro da un qualsiasi altro modo il destino poteva proporgli, in un attimo preciso, anzi in quell’attimo in cui nella location sacra e leggermente calda di emozioni e fiato di un teatro, il pubblico è più vicino agli attori, nel momento cioè del commiato.

Emanuel, cosa ti ha spinto a diventare un attore? Ho fatto diverse esperienze, all’inizio volevo fare il pallavolista a livello agonistico, poi è accaduta una cosa particolare. Sono andato a teatro e, non potendomi permettere di pagare il biglietto, sono entrato alla fine, nel momento in cui gli attori salutano il pubblico e quel contatto così diretto fra spettatori ed artisti mi ha emozionato al punto tale che mi sono commosso. Così ho capito, in un istante, che quello era il mio sogno, che quello era il mio destino. Dopo vari tentativi sono entrato al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma e poi è stata la volta di tanti provini e in una catena di eventi, sono arrivati  il premio come Miglior Interprete al Roma Fiction Fest, Un Medico in Famiglia, Il Commissario Rex, uno spot molto importante, sono stato scelto da l’Uomo Vogue come attore emergente e ho vinto il concorso di Cosmopolitan sempre come attore emergente. Da lì sono arrivati Squadra Antimafia 7 e il film di Maria Sole Tognazzi, Io & Lei.

Che rapporto hai con la tua bellezza e quanto aiuta nel tuo lavoro? La bellezza aiuta tanto ed il sorriso arriva come biglietto da visita. Ma è la preparazione a fare il resto, perché la bellezza si dimentica presto, è effimera, sono il carisma ed il talento a tenerti sulla cresta dell’onda, la bellezza intesa in senso professionale. Certo non rinnego che mi abbia aiutato e che mi aiuti tanto, i premi di L’Uomo Vogue e Cosmopolitan lo dimostrano e sicuramente non sarei mai stato scelto se non avessi avuto i requisiti necessari.

Qual è stato il complimento più bello che hai ricevuto? Intendo sul set. Quando Maria Sole Tognazzi mi ha detto di non perdere mai la mia umiltà e la mia eleganza, perché queste due doti mi avvicinano al pubblico. Mi ha detto di non perdere mai la purezza dello sguardo, perché questo arriva ed è spontaneo. Senza sovrastrutture e costruzioni artificiali: la spontaneità e la semplicità premiano.

Cosa consiglieresti ai ragazzi della tua età che decidono di intraprendere la tua stessa carriera? Quali sono gli errori da evitare? Oggi, pensando a questo mestiere, si pensa subito ai soldi, al successo, alla notorietà. Ciò che consiglio è di studiare e, soprattutto, di studiarsi, di conoscersi a fondo per dare, anzi per regalare al pubblico l’aspetto più sincero e pulito. Oggi anche i reality tendono a distruggere ogni spontaneità, omologandoci, privandoci di originalità. Sono gli affetti veri e la famiglia, i valori, ad ancorarti strettamente al terreno. Non dimenticherò mai quello che Sabrina Ferilli mi ha detto sul set di Io & Lei “Emanuel, non dimenticare mai gli amici e i tuoi valori, perché se lo farai, diventerai un uomo che vale poco”.

Puoi parlarci dei tuoi prossimi progetti? So che sei coinvolto in lavori importanti. Beh, si, ma per scaramanzia posso dire ben poco. Sto ancora ultimando le riprese di Squadra Antimafia 7 della Taodue, sono entrato in un cast di tutto rispetto che comprende ovviamente Marco Bocci, Giulia Michelini, Anna Caterina Morariu, Paolo Pierobon, Giordano De Plano, Dino Abbrescia, Valentina Carnelutti, Greta Scarano, Maurizio Marchetti, Gabriele Greco. Interpreto Santino, giovane poliziotto alle prime armi con tante fragilità e debolezze che si inserisce in un team, in una squadra di lavoro affiatata ed importante. Girerò ancora fino a fine aprile.

Un tuo pregio ed un tuo difetto? Un difetto? Mia madre mi ha detto proprio pochi giorni fa che non avrebbe voluto lasciarmi solo un’eredità, quella di essere troppo buono. Ecco, credo che questo sia un difetto, perché si va incontro a tante delusioni e sofferenze. Il mio pregio è di non essermi mai arreso, nonostante i no che mi sono arrivati.

E ne hai ricevuti molti di no? Anche io ho avuto i miei e davanti ad un no puoi reagire in due modi: o ti abbatti e smetti, oppure, come diceva mio padre, resisti e non ti fai mai buttare giù. Io ho scelto la seconda opzione.

La tua famiglia come ha affrontato la tua decisione di diventare un attore? I miei sono stati contenti del percorso che ho intrapreso, mi hanno aiutato tanto, volevano che pensassi al mio futuro. E poi mi ha fortificato la perdita di mio fratello di 9 anni, ha consolidato la volontà di andare avanti e di fare questo mestiere anche per lui, è come se realizzassi in parte anche i suoi sogni.

C’è una domanda che faccio spesso agli artisti ed è quella di chiedere se, potendo tornare indietro, cambierebbero qualcosa del loro passato. Tu sei giovanissimo, ma mi permetto di farti la stessa domanda. Forse, se tornassi indietro, non mi perderei più per questioni di cuore che mi hanno abbattuto e mi hanno fatto perdere di vista la meta. Non si può permettere a nessuno di farci questo, bisogna essere un po’ egoisti, pensare a noi prima, e poi agli altri.

Mi sembra che con questa risposta tu stia un po’ guarendo dal tuo difetto di essere troppo buono… Brava, credo proprio di si!

Immagino tu abbia molte fan: qual è il tuo rapporto con l’universo femminile? Ti piacciono o imbarazzano le loro attenzioni, i complimenti? Sai, è stata una sorpresa per me incredibile quando ho fatto un Medico in Famiglia avere già un riscontro incredibilmente positivo rispetto a tanti altri colleghi. Ho una pagina fan che in un anno ha già registrato più di 1.900 contatti. Mi scrivono, mi contattano, sono madri, figlie, sorelle, a volte anche signore più grandi che fanno le carine. Ma tutto ciò mi gratifica e mi spinge a continuare nel mio lavoro.

Conosci il Ravello Festival? Potresti fare un augurio  al Festival? Sono stato a Ravello un anno e mezzo fa, ho visitato il paese, ma non in occasione del Festival. Vi auguro di lavorare sempre con la stessa passione e dedizione di un bambino che fa le prime scoperte, nonostante il mondo vada da un’altra parte. La professionalità che mi avete dimostrato in questa intervista, conferma il fatto che già lavorate in questo modo e per questo vi ringrazio.  

L’intervista con Emanuel Caserio si chiude qui, e forse non me ne vorrà se riporto il fatto che per l’ultima domanda, quella in cui gli ho chiesto un augurio per il Ravello Festival, la sua risposta è arrivata un po’ di ore dopo la nostra conversazione telefonica, ed è arrivata via mail. Questo perché Emanuel mi aveva chiesto di aver tempo, un po’ di tempo in più rispetto a quello che il telefono concedeva, per dare una risposta che non fosse banale e che fosse sentita. E, a questo punto, sono ancora una volta io a dover ringraziare lui.

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