maggio 28, 2014 | by redazione
Tony Cragg al Ravello Festival / FOTO IN ANTEPRIMA

La mostra di Tony Cragg nasce sull’onda del grande successo di pubblico e critica suscitato dalla personale di Mimmo Paladino, allestita negli spazi di Villa Rufolo e sulla terrazza dell’Auditorium Oscar Niemeyer, nel 2013. In seguito a quella esperienza si è formato un comitato artistico nell’ambito del quale Paladino ha svolto un ruolo fondamentale di indirizzo, mentre a Flavio Arensi è lasciata la curatela della mostra clou del Festival. Sono dodici le sculture monumentali dell’artista inglese in esposizione fino alla fine del Ravello Festival (21 giugno – 20 settembre). Tutte insieme formano un percorso che mette in luce le possibilità del linguaggio plastico in dialogo con le architetture, antiche e recenti, come pure con il paesaggio artificiale e naturale. Dunque, l’idea perseguita da Cragg è quella di sviluppare un’indagine della forma all’interno delle strutture inventate dall’ingegno umano e le ricchezze di un luogo unico al mondo.
La mostra comincia dai suggestivi giardini di Villa Rufolo dove “Wild Relatives” accoglie il visitatore proprio sotto la monumentale torre d’ingresso. Si tratta di una delle più note figure di Cragg: due volti che si incontrano e diventano una sorta di vortice. Nel chiostro moresco è invece esposta “Outspan” che, con il suo colore giallo acceso, illumina la pietra dell’edificio.
Sul Belvedere, che si affaccia ad Oriente sul meraviglioso panorama che costituisce la naturale platea degli eventi del Ravello Festival, tre grandi colonne in bronzo: “Ever after”, “Accurate Figures” e “Runners”, stanno in equilibrio fra il verde della villa e l’orizzonte azzurro. Nella antica sala da pranzo, invece, si trova “Cauldron” (“Calderone”) che prende possesso dello spazio.
Il viaggio attraverso i luoghi incantati della Villa si conclude nella vecchia cappella, dove è stata allestita la grande nave uncinata di Cragg, “Congregation”, un’opera che vuole essere un omaggio al mare e che rappresenta perfettamente la ricerca del maestro tesa ad analizzare la forma attraverso il movimento e la luce con l’impiego di materiali anche non tradizionali.
Il percorso espositivo si sviluppa anche sulla terrazza dell’Auditorium Oscar Niemeyer, dove cinque sculture, la più grande “Luke” è alta quasi 4 metri, si mettono in relazione diretta con il panorama ma sopratutto con la forma rotonda della struttura architettonica pensata dal celebre architetto brasiliano. “False idol”, “Manipulation”, “Caught Dreaming”, “Turbo” formano anche un ideale viaggio all’interno dell’opera dell’artista degli ultimi quindici anni; si tratta infatti di opere composte a partire dalla fine degli anni Novanta fino ad oggi.
Per Flavio Arensi, curatore della mostra, “l’incontro coi lavori di Cragg può diventare un momento unico per capire come la tradizione scultorea occidentale ha cercato, lo scorso secolo, una nuova grammatica linguistica, rendendo la riflessione sulla forma il pretesto migliore per parlare della vita, delle sue dinamiche, dei suoi segni”. www.ravellofestival.com. www.villarufolo.it

Villa Rufolo e Piazzale dell’Auditorium Niemeyer
Dal 27 giugno al 31 ottobre
TONY CRAGG a RAVELLO
a cura di Flavio Arensi
In collaborazione con Fondazione Tramontano Arte
Il grande scultore inglese espone per il Festival in esclusiva italiana

Tony Cragg a Ravello per seguire da vicino l’allestimento (ph Pino Izzo)

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