marzo 27, 2014 | by Nicola Mansi
Viola di Antonio Stradivari all’asta per oltre 32 milioni di euro. Record assoluto per uno strumento musicale

Uno strumento musicale può valere oltre 30 milioni di euro (e probabilmente molto di più, una volta conclusa l’asta)? Sì, se si tratta di una viola di Antonio Stradivari, che Sotheby’s e Ingles & Hayday metteranno in vendita in giugno a New York con offerte a buste chiuse che partiranno da una base d’asta di 45 milioni di dollari.
Il prezzo per il quale verrà aggiudicato sarà di gran lunga il record assoluto per uno strumento musicale: il precedente primato era del violino Lady Blunt, sempre del liutaio cremonese, venduto nel 2011 per 15,9 milioni di dollari.
La cifra esorbitante posta come base d’asta è determinata dal fatto che in tutto il mondo sono rimaste solo dieci viole Stradivari a fronte di 600 violini e 50 violoncelli. La viola che verrà venduta nella grande mela è stata costruita nel 1719, nel cosiddetto “periodo d’oro” del celeberrimo liutaio cremonese, e prende il nome da Godfrey Bosville, il terzo barone Macdonald, che l’acquistò nel 1820. Tim Ingles, direttore della casa d’asta Ingles & Hayday, ha detto: “Si tratta di un’occasione unica nella vita di un uomo”. “Questa viola rappresenta l’acme della sapienza umana nella creazione di strumenti musicali, ed è ottimamente conservata: è come se una viola commissionata direttamente a Stradivari ti fosse consegnata 300 anni più tardi“, ha invece commentato David Aaron Carpenter, il violinista che avrà l’onere e l’onore di suonare lo strumento da Sotheby’s a New York. “In ogni settore esistono capolavori che esercitano la loro influenza oltre i confini del loro ambito. Gli strumenti di Stradivari appartengono a una classe di capolavori artigiani di cui la viola Macdonald rappresenta l’apice indiscusso“, aggiunge David Redden, vice presidente di Sotheby’s.
In tempi recenti la “viola Macdonald” fu acquistata per Peter Schidlof del Quartetto Amadeus nel 1964 e proviene dalla famiglia del musicista, scomparso nel 1987. In genere questi strumenti vengono acquistati da un collezionista milionario o da una ricca fondazione, che a volte li affidano a un fortunato esecutore per tutta la carriera. Nel caso accadesse, l’altra domanda è: anche se si tratta di beni ampiamente assicurati, chi se la sentirà di andare in giro con una cinquantina di milioni nella custodia?

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